Quesito
Caro Padre Angelo,
ho trovato la sua mail mentre cercavo domande su internet su un quesito che da due mesi a questa parte ho nella mente, senza però aver trovato nessuna risposta.
Sono …, piacere di conoscerla. Chi sono? (…). Da lì non ho più dubitato che lui fosse Padre prima di tutto, Amore e soprattutto Salvatore. Sì, chi è Dio per me? Il mio Salvatore, l’Amato
Non le nascondo che ho anche pensato di avvicinarmi al mondo dei consacrati. Vado spesso ad …, e parlando con il mio prete mi è stato consigliato di iniziare a conoscere il mondo domenicano che lega bene l’amore per la ricerca e lo studio e la fede. (…).
Ed è così che tra una preghiera, una novena e un rosario e l’altro, un ragazzo entra nella mia vita circa due mesi fa. Diversi ragazzi sono passati dalla mia vita come semplice amicizia, mai sfociata in nulla. Ma con lui è stato diverso. Da lui mi sono sentita immediatamente vista per la prima volta, accolta come persona nei miei bisogni, protetta e ascoltata. Senza nulla togliere al suo modo di fare, alla sua generosità, gentilezza e cortesia. In poche parole semmai dovessi associare l’amore e la dolcezza che Dio ha per gli uomini a qualcosa o qualcuno, la assocerei a lui.
L’unico problema, che non ho mai pensato potesse essere tale, è che non condividiamo lo stesso credo. Io sono cattolica praticante mentre lui.. beh lui è musulmano o comunque di una minoranza religiosa musulmana, anche se si dice non praticante. Non ne ero al corrente all’inizio quando ci siamo conosciuti e anche se poi sono venuta a saperlo ho accettato la frequentazione. Frequentazione che dall’idillio iniziale sta diventando faticosa perché sento di tradire me stessa e il mio Dio che ha versato il suo sangue nella croce per me.
Nonostante ciò ringrazio però il cielo per lui, che accetta la mia fede, la sostiene in aperto dialogo di chi Dio per noi. Non so dove finirà questa storia. Molto probabilmente finirà in generale, non solo per via della fede (seppur disposto ad entrare in chiesa e a pregare con me, non è aperto ad assistere a nessun rito religioso come la messa per esempio) ma anche in merito ad altri problemi di natura personale.
Entrambi proveniamo da una relazione finita male – anche se parecchi anni fa – ed entrambi stiamo scoprendo l’uno le ferite dell’altro, rendendo la comunicazione difficile. Entrambi non abbiamo i mezzi per affrontare i dubbi e i momenti no, e nonostante io sappia che solo mettere Dio al centro sia la soluzione, questo non basta perché lo scontro è sempre tra due mondi culturali e religiosi diversi, senza aggiungere la testardaggine che a quanto sembra essere una qualità di entrambi.
Ecco oltre a questa storia personale, la domanda che mi pongo in realtà è questa: cosa pensa Dio o dice la Bibbia in merito ad una relazione di questo tipo? è giusto avere una relazione con un ragazzo di una fede diversa in generale?
(…).
La ringrazio in anticipo per il tempo dedicato alla lettura della mail.
Cordialmente,
Risposta del sacerdote
Carissima,
1. a San Tommaso d’Aquino piaceva riportare molto spesso queste due affermazioni sull’amicizia: L’amicizia è un amore mutuo di benevolenza, fondato sopra qualcosa di comune.
E l’amicizia si fa tra persone che si scoprono simili oppure rende simili.
2. Gli amici stanno volentieri insieme perché c’è fra loro concordia di pensieri, di sentimenti e di interessi.
Se ogni volta avessero da questionare e magari anche da litigare preferirebbero andare ognuno per la propria strada.
3. Il fidanzamento è un’amicizia tutta particolare.
I due si ritrovano volentieri insieme perché la sintonia di pensieri, dei sentimenti e di orizzonti fa star bene ed è un conforto vicendevole.
4. Ora è fuori di dubbio che una vita incentrata su Dio e che tende alla santità come può trovare sintonia con una persona islamica e non praticante, che, al dire di San Paolo, “vive senza Cristo, esclusa dalla cittadinanza di Israele (che noi intendiamo come esclusione dalla comunione dei santi), senza speranza e senza Dio nel mondo” (Ef 2,12)?
5. Ed è per questo che nella Sacra Scrittura si legge che ci si deve sposare “nel Signore” (1 Cor 7,39).
La Bibbia di Gerusalemme, in sintonia con i Santi Padri, commenta: e cioè con una persona cristiana.
6. Inizialmente, come nel tuo caso, l’amicizia può scoccare per motivi indipendenti dalla fede.
Ma andando avanti, se l’amicizia cresce, porta a sintonia di vedute.
Per questo gli antichi dicevano che l’amicizia si fa tra persone che si scoprono simili oppure rende simili (amicitia aut similes invenit aut facit).
7. A questo punto c’è da sperare che lui, per il bene che ti vuole, desideri approfondire ciò che a te preme massimamente.
Forse bisogna attendere ancora un po’ perché il vostro amore è sbocciato di fresco.
Ma l’obiettivo rimane questo.
Augurando a te e a lui ogni bene, vi benedico e vi ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
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