Quesito

Buongiorno.
Nella mia parrocchia capita che alcuni sacerdoti interrompano la santa Messa ogni volta che sentono il minimo rumore da parte dei fedeli, i cellulari suonare o perfino i bambini gorgogliare.
Mia moglie mi ha detto che un sacerdote insegna ai lettori che devono sospendere la lettura anche se sentono qualcuno tossire.
E’ lecito ciò? Personalmente mi pare una mancanza di carità.
Desidero sapere se esiste qualche documento o indicazione al riguardo.
Ringrazio anticipatamente.
Andrea


Risposta del sacerdote

Caro Andrea,
1. la Parola di Dio è luce e nutrimento per la nostra vita.
Tutti a Messa dovrebbero essere come Samuele che non lasciava andare a vuoto neanche una delle Parole del Signore.
Sono tutte parole di vita eterna.
Perché si deve permettere che la Parola del Signore non raggiunga tutti a motivo dello strepito dei telefonini o di altre cose?
Aver cura di tener spento il cellulare quando si è a Messa è il minimo di correttezza nei riguardi del Signore e di buona educazione verso agli altri fedeli.

2. Purtroppo alcuni non sanno che cosa sia l’Eucaristia.
Non sanno che si tratta della partecipazione ad una duplice mensa: quella della parola e quella del sacrificio.
Se chiedi loro che cosa il Signore ha detto nella prima lettura o nella seconda non te lo sanno dire. Forse non ricordano neanche il vangelo.
Sembra che a costoro non interessi ciò che si fa o ciò che il Signore dice, ma l’essere in Chiesa.

3. Talvolta mi è capitato di vedere un genitore che accompagnava la bambina di quattro o cinque anni in Chiesa.
Durante la Messa girava insieme con lei davanti agli altari laterali lasciandola miagolare a piacimento e disturbare la lettura o l’omelia.
Finito il loro giro finalmente se ne uscivano e toglievano il disturbo.
Certamente questo signore potrà dire di essere andato in Chiesa, ma non certo di aver partecipato alla Messa.

4. Credo che i sacerdoti della tua parrocchia dicano di fermare la lettura più per dare un avvertimento alla gente: l’ascolto della Parola di Dio è un atto sacro.
Può capitare un colpo di tosse, di starnutire, di doversi soffiare il naso.
Può capitare anche al sacerdote.
Tuttavia sebbene si tratti di eventualità “fisiologiche” bisognerà cercare di contenersi.
È l’educazione che lo impone.

5. Guarda cosa succede quando vi va al concerto.
Anche qui può capitare di doversi soffiare il naso, ma lo si fa in maniera sommessa, con un certo pudore per non disturbare la musica che in certi momenti abbassa i toni fino quasi a giungere al silenzio. Silenzio che è particolarmente eloquente.
Ma se i bambini in quel momento si mettessero a strillare,  si rovinerebbe tutta l’atmosfera.

6. A Messa anche i silenzi hanno il loro significato.
Quel silenzio così forte che talvolta accompagna la consacrazione e l’elevazione o il raccoglimento dopo la Santa Comunione è particolarmente toccante.
Non si tratta solo di silenzio. È ben di più. È contemplazione del Signore presente davanti al nostro spirito, è adorazione, è comunione con il Cielo.
Quel silenzio, per chi entrasse in Chiesa all’improvviso, farebbe un’impressione enorme, e può valere per le ripercussioni che lascia nell’animo più di una predica.

7. In conclusione potrei dire che i sacerdoti della tua parrocchia non solo non mancano di carità, ma non vogliono che si manchi di carità ai fedeli che partecipano all’Eucaristia e non intendono perderne neanche una battuta.

8. Ti concedo che talvolta certe misure possano essere o comunque sembrare eccessive.
Credo che i tuoi sacerdoti siano consapevoli di un certo eccesso di zelo.
Ma al di là delle misure c’è un messaggio grande che essi intendono trasmettere e che purtroppo non sempre alcuni riescono a cogliere, come quei tali (di cui dicevo) che la domenica vanno in Chiesa, ma non vivono l’Eucaristia.

Ti ringrazio del quesito, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo