Quesito

Buonasera caro padre Angelo,
sono suo omonimo e Le scrivo da S.; volevo chiederLe se era possibile con l’introduzione del novus ordo missae cambiare non in qualche aspetto ma in modo sostanziale tanto da dare l’impressione di trovarsi dinanzi a due riti totalmente diversi, come affermato anche dalla commissione per il breve esame critico del novus ordo missae controfirmato dal Cardinale Ottaviani, che fa riferimento alla bolla “Quo primum” di Papa Pio V dove si canonizza la messa tridentina come espressione della vera fede cattolica mettendo in guardia chiunque da tentativi futuri di sopprimerla o vietarla.
Mi risulta che il concilio di Trento come gli altri precedenti era un concilio dogmatico dove sono stati fissati limiti invalicabili alla eresia luterana che cercava di distruggere la Santa Messa cattolica che esprimeva in modo inequivocabile il santo sacrificio del calvario, cosa che per Lutero era qualcosa di abominevole. (…).
Mi perdoni per la lungaggine. Ci terrei ad avere una sua gradita risposta anche per capire se ho interpretato in modo erroneo questo passaggio di liturgie che ha coinvolto più generazioni.
Io sono del 1965 e sono cresciuto col novus ordo non avendo mai sentito parlare di messa tridentina e quando mi è capitato di assistere a questo rito sono rimasto incredulo perché a parte il latino che non conosco ho pensato di assistere ad un rito non cattolico. Ma nella mia completa ignoranza sono rimasto colpito dal silenzio e dalla sacralità che si respirava in quella celebrazione.
Le invio un santo abbraccio. Che DIO La benedica e la Santa Vergine sempre La protegga.


Risposta del sacerdote

Caro Angelo,
1. la Messa di oggi è sostanzialmente identica alla Messa di sempre.
È necessario distinguere tra sostanza e ciò che fa da cornice alla sostanza.

2. I cinque atti che si riscontrano già nella Didakè, che è il primo scritto che ci attesta come veniva celebrata l’eucaristia (siamo nella seconda metà del I secolo), sono sostanzialmente identici.
Il primo: si confessano i propri peccati nella liturgia penitenziale.
Il secondo: si fa lettura della parola di Dio e si ascolta qualche parola di esortazione.
Il terzo: ognuno mette in comune quello che ho portato (l’offertorio).
Il quarto: la celebrazione del memoriale (la consacrazione).
Il quinto: la Comunione.

3. Per questo la Chiesa può dire di essere fedele a quanto Cristo le ha comandato di fare quando ha detto: “Fate questo in memoria di me” (Lc 22,19).
Tanto più che Cristo non permetterebbe alla Chiesa di andare fuori strada proprio nel momento in cui essa vive il suo momento più alto: la celebrazione dell’eucaristia.
Ha detto infatti: “Ed ecco io sono con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo” (Mt 28,20). E ha promesso a Pietro e ai suoi successori che “le porte degli inferi” non avrebbero prevalso sulla Chiesa (cfr. Mt 16,18).

4. Le preghiere e alcuni riti che accompagnano i cinque punti sostanziali della liturgia eucaristica non sono sempre rimasti gli stessi.
Ma questo poco importa.
Anche prima del Concilio Vaticano II la celebrazione della Messa secondo il rito Domenicano era diversa in molti punti da quella del rito romano.
Ancora oggi ci sono diversità tra il rito Ambrosiano e rito Romano.
Tutte queste differenze però non sono sostanziali. Stanno alla sostanza come il vestito sta alla persona.
La persona resta la stessa, mentre i suoi vestiti cambiano.

5. È vero che ciò che colpisce subito nella celebrazione della Messa secondo il Vetus Ordo (il rito antico) è il silenzio e la sacralità.
Questi sono aspetti importantissimi che aiutano ad entrare nei “sacri misteri” menzionati all’inizio della liturgia.
I sacri misteri sono la realtà nascosta che va evidenziata attraverso i riti.
La realtà nascosta è il Cristo che si rende presente con il sacrificio di se stesso per mettersi a beneficio dei presenti con la stessa potenza del Calvario.

6. Tu hai partecipato alla Messa celebrata secondo il rito antico. Sei stato colpito da due elementi molto importanti, il silenzio e la sacralità.
Ma hai capito subito che si trattava di rendere presente Gesù Cristo con il suo sacrificio sui nostri altari?
Sotto questo aspetto la Messa celebrata secondo il Novus Ordo (l’attuale rito) lo esplicita maggiormente.
Come del resto la Messa secondo il Novus Ordo rende più accessibile la parola di Dio proclamata nella lingua locale e rende immediatamente comprensibili le preghiere del sacerdote.
Indubbiamente, almeno in teoria, il nuovo rito rende più attiva la partecipazione dei fedeli.

7. La bolla di San Pio V dice che il rito della Messa deve rimanere inalterato.
Sì, è rimasto inalterato nella sua sostanza ed è stato modificato in alcuni elementi secondari.
L’autorità del Santo Papa Paolo VI che ha promulgato il nuovo rito è pari a quella di San Pio V, che ha promulgato quello che comunemente viene chiamato Vetus Ordo.
E tanto l’uno quanto l’altro Papa sono stati garantiti da Colui che ha detto “le potenze degli inferi non prevarranno su di essa” (Mt 16,18) e ha proseguito dicendo “A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli” (Mt 16,19).
I due elementi che tu hai evidenziato sono importanti. Anzi, sono sotto alcuni aspetti ineliminabili.
Ma molto dipende anche da come viene celebrata la Messa sia nel vecchio rito sia nel nuovo.

Ti ringrazio per avermi dato l’opportunità di ricordare queste cose.
Ti benedico, ti auguro ogni bene e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo