Quesito

Salve Padre!
Sono un ragazzo di ventisette anni ed essendo cristiano e “appassionato” della parola di Dio volevo chiederle alcune informazioni riguardo ad una tematica particolare : il peccato originante.
La mia domanda è di tipo speculativo e comprende l’ambito umano e quello spirituale, mi chiedevo questo: l’uomo in un’ottica paradisiaco/edenica non conosceva violenza e morte quindi la morte corporale non  gli era nota, la morte stessa in se non c’era, non esisteva.
Il Padre dà loro il comando di amarsi e popolare la terra, ora mi chiedo, se in un’ottica edenica totalmente estranea alla morte la terra non correva il rischio di essere sovrappopolata, se la morte non esisteva Adamo ed Eva non sarebbero mai morti e quindi nessun uomo che avrebbe poi popolato la terra sarebbe morto!
Ma così la terra stessa sarebbe stata sovrappopolata in breve tempo, come si spiega questo?
Nelle mie povere riflessioni pensavo che forse per noi è difficile riuscire a comprendere tutto questo senza sembrare fantascientifici, che forse Dio non avrebbe lasciato l’uomo in eterno sulla terra ma solo fino alla sua perfetta deizzazione in quanto prodotto del suo amore e dipendente dalla sua grazia, e che poi forse l’avrebbe congiunto al suo cospetto in una specie di partecipazione paradisiaca più totale cioè puramente spirituale, solo dell’anima e in questa previsione il corpo non sarebbe “morto” ma glorificato, trasfigurato come Gesù sul monte tabor.
Gradirei davvero una sua delucidazione a riguardo vista la sua egregia competenza, nel contempo la ringrazio e le porgo i miei complimenti per l’eccellente utilità della sua rubrica.
Che Dio la benedica, un ricordo per lei nella preghiera,
Francesco


Risposta del sacerdote

caro Francesco,
quello che hai intuito corrisponde a verità.
Ma procediamo per gradi.

1. Nello stato di innocenza i nostri progenitori erano rivestiti della grazia santificante, vale a dire godevano della familiarità con Dio e della partecipazione della sua vita.
Insieme a questo, erano preservati dalla morte e da quanto ad essa preparava, vale a dire dal dolore, dalla sofferenza. Questo dono dai teologi viene detto preternaturale.

2. Tuttavia va ricordato che il senso della loro presenza in questo mondo era quello di preparare la Vita Eterna: la comunione perfetta con Dio, con la visione beatifica e il possesso di tutti i tesori del Cielo.

3. Proprio per questo non sarebbero sempre rimasti di qua, ma sarebbe capitato qualcosa di analogo a quello che avvenne in Maria: che al termine dei suoi giorni, per un eccesso di amore, la sua anima e il suo corpo furono portati in cielo.
Una morte dunque piena di amore, anzi un’estasi di amore, senza dolore per se stessi e per gli altri.

4. Va ricordato che Maria, pur essendo stata preservata dal peccato originale, è stata sottoposta alle penalità della vita presente, anzi a un dolore sommo, perché era chiamata a collaborare con Cristo per la redenzione dell’umanità.
Il suo ruolo accanto a Cristo non è stato semplicemente quello di una grande santa o quello della più grande tra i santi, ma quello di essere la nuova Eva che coopera insieme con il nuovo Adamo (Cristo) per la rigenerazione dell’umanità.

Ti ringrazio per i molti complimenti e per l’utilità della nostra rubrica.
Soprattutto di ringrazio della preghiera che mi prometti e che io sono contento di poter ricambiare.
Ti benedico.
Padre Angelo