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Quesito

Caro Padre Angelo
Volevo sottoporle un quesito delicato.
Volevo sapere, se è possibile, identificare nel “sesso via telefono”, a cui non sia associato un atto di masturbazione, un peccato.
Sono personalmente convinto che si tratti di un peccato e che bisogna confessarlo: è giusta questa mia convinzione?
E ci si può accostare alla Santissima Eucaristia dopo averlo commesso senza prima confessarsi?
La ringrazio per l’attenzione che vorrà dedicarmi.
La imploro di pregare per me.
Antonio


Risposta del sacerdote

Caro Antonio,
1. sì, si tratta di un peccato che va contro il nono comandamento: “Non desiderare la donna d’altri”.

2. Ricorderai che il Signore ha detto: “Se uno vede una donna e la concupisce, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore” (Mt 5,28).
Come vedi, Gesù assimila il cattivo desiderio ad un adulterio, che è un peccato grave.

3. Il sesso via telefono entra nel genere della pornografia, che il Catechismo della Chiesa Cattolica considera una colpa grave (CCC n. 2354).

4. Del resto il sesso via telefono altera profondamente il significato della sessualità umana e la profana: non è più la strada del dono e dell’immolazione di sé. Anzi, è tutto il contrario.
Per questo il disegno di Dio che ordina la sessualità alla santità viene sostanzialmente pervertito.

5. Dice San Paolo: “Quanto alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia, neppure se ne parli tra voi, come si addice a santi; lo stesso si dica per le volgarità, insulsaggini, trivialità: cose tutte sconvenienti. Si rendano invece azioni di grazie! Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro – che è roba da idolàtri – avrà parte al regno di Cristo e di Dio.
Nessuno vi inganni con vani ragionamenti: per queste cose infatti piomba l’ira di Dio sopra coloro che gli resistono” (Ef 5,3-6).

6. Rispondendo alla tua ultima domanda, viene da sé che ci si deve confessare prima di fare la S. Comunione.

Ti assicuro volentieri la mia preghiera, dal momento che fortemente la desideri, e ti benedico.
Padre Angelo

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