Quesito

Gentile padre,
mi può chiarire cos’è l’opzione fondamentale?
Ciò che io ho capito è che si tratta della scelta o orientamento di fondo della vita di una persona.
C’è la persona che ha scelto di vivere per far la volontà di Dio, e questa è la sua opzione fondamentale, e tutte  le sue piccole e grandi scelte seguono quella direzione (o meglio questa è la sua intenzione, poi il soggetto deve fare i conti col peccato).
Poi c’è la persona che ha un’altra opzione fondamentale, cioè che non si è decisa per Dio e orienta la sua vita, per esempio, verso i soldi : la sua scelta di fondo è quella di arricchirsi, il denaro è il suo idolo, e questa è la sua opzione fondamentale. Quindi tutte le sue piccole e grandi scelte sono influenzate da questa sua errata opzione fondamentale.
Ho inteso bene il concetto; è questa l’opzione fondamentale?
La ringrazio di cuore.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. quello che hai capito dell’opzione fondamentale corrisponde a verità.
Essa indica l’orientamento di fondo della persona verso il bene, anzi verso un particolare bene.

2. Tutti compiamo un’opzione di fondo.
Anzi ne compiamo tante.
Ad esempio è opzione fondamentale quella scelta per la quale ci si decide a seguire Cristo.
Ma è opzione fondamentale anche quella di sposarsi o di consacrarsi al Signore.
Ugualmente è opzione fondamentale sposarsi con una determinata persona o consacrarsi seguendo un  particolare carisma.

3. Questo sta ad indicare che nella nostre vita compiamo molte scelte, ma alcune sono più importanti di altre, perché orientano non solo un’azione, ma l’intera esistenza.

4. Fin qui non si dice nulla di nuovo.
Ogni persona attesta che è così.

5. Ma alcuni, a partire dagli anni ’60 del secolo scorso, ne hanno approfittato per dire che si compie un peccato grave solo quando si muta l’opzione di fondo e cioè si fa un’opzione di fondo per il male.
Sicché se una persona ha fatto un’opzione di fondo per Dio, sebbene i suoi atti talvolta possano essere contraddittori con l’opzione fatta, tuttavia finché non la ribaltano non si può parlare di peccato mortale.
Allora il peccato mortale non vi sarebbe nelle singole azioni, ma solo nell’opzione di fondo.
Per fare degli  esempi a tutto campo: non andare a Messa alla domenica non sarebbe peccato grave finché non si muta l’opzione fondamentale per Dio.
Compiere adulterio non sarebbe peccato grave finché non si muta opzione di fondo per Dio.
Ugualmente uccidere una persona innocente non sarebbe peccato mortale finché non si muta l’opzione di fondo per Dio.
Rubare non sarebbe peccato mortale finché non si muta l’opzione di fondo per Dio.

6. Tutti capiscono che c’è qualcosa che non funziona in queste affremazioni, perché in questo modo si viene a scusare ogni azione.
Anzi, non vi sarebbero più azioni intrinsecamente buone o cattive, ma tutto dipenderebbe dall’intenzione per cui uno le compie.

7. Ora, sebbene l’intenzione di una persona sia molto importante per determinarne la colpevolezza, tuttavia non è né l’unico né il primo elemento per giudicare della bontà o della malizia di un atto.
Vi sono infatti azioni che di sua natura, indipendentemente dall’intenzione per cui uno le compie, sono in se stesse buone o cattive. Ne va di mezzo il bene della persona stessa o della società.
Per cui: uccidere un innocente e rubare sono sempre azioni di suo cattive, perché ledono gravemente la pace e la concordia all’interno della società.
Bestemmiare è sempre un male perché esprime avversione nei confronti di Dio, ci separa da Lui, mentre proprio Lui è il bene al quale siamo diretti.
Insultare o maltrattare una persona è sempre un male perché le si toglie il rispetto che le si deve.

8. Giovanni Paolo II, nell’enciclica Veritatis splendor, ripresenta con le seguenti parole il concetto di opzione fondamentale malamente inteso:  “Nella logica delle posizioni sopra accennate, l’uomo potrebbe, in virtù di un’opzione fondamentale, restare fedele a Dio, indipendentemente dalla conformità o meno di alcune sue scelte e dei suoi atti determinati alle norme o regole morali specifiche. In ragione di un’opzione originaria per la carità, l’uomo potrebbe mantenersi moralmente buono, perseverare nella grazia di Dio, raggiungere la propria salvezza, anche se alcuni dei suoi comportamenti concreti fossero deliberatamente e gravemente contrari ai comandamenti di Dio, riproposti dalla Chiesa” (VS 68).

9. Ed ecco la risposta del Papa: “In realtà, l’uomo non si perde solo per l’infedeltà a quella opzione fondamentale, mediante la quale si è consegnato ‘tutto a Dio liberamente’.
Egli, con ogni peccato mortale commesso deliberatamente, offende Dio che ha donato la legge e pertanto si rende colpevole verso tutta la legge (cfr. Gc 2,8-11); pur conservandosi nella fede, egli perde la ‘grazia santificante’, la ‘carità’ e la ‘beatitudine eterna’. ‘La grazia della giustificazione – insegna il Concilio di Trento -, una volta ricevuta, può essere perduta non solo per l’infedeltà, che fa perdere la stessa fede, ma anche per qualsiasi peccato mortale’” (VS 68).
E conclude dicendo che “si dovrà evitare di ridurre il peccato mortale ad un atto di opzione fondamentale, come oggi si suol dire, contro Dio, concepito sia come esplicito e formale disprezzo di Dio e del prossimo sia come implicito e non riflesso rifiuto dell’amore.
Si ha, infatti, peccato mortale anche quando l’uomo, sapendo e volendo, per qualsiasi ragione sceglie qualcosa di gravemente disordinato. In effetti, in una tale scelta è già contenuto un disprezzo del precetto divino, un rifiuto dell’amore di Dio verso l’umanità e tutta la creazione: l’uomo allontana se stesso da Dio e perde la carità. L’orientamento fondamentale può, quindi, essere radicalmente modificato da atti particolari” (VS 70, cfr. RP 17).
In ogni azione l’uomo mette sempre se stesso e talvolta riduce l’opzione fondamentale fatta solo a qualcosa di generico che viene contraddetto dai fatti.

9. Del resto tutto questo è secondo la logica di quanto ha detto il Signore: “Non chiunque mi dice: «Signore, Signore», entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: «Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?». Ma allora io dichiarerò loro: «Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!»” (Mt 7, 21-23).
Infatti anche quelli che ascoltano la sua predicazione e vanno a Messa la domenica di fatto ribadiscono la loro opzione fondamentale per Dio.
Ma questa non è ancora sufficiente per risultare graditi a Dio.
Per essergli graditi è necessario essere in grazia e con l’anima purificata da ogni peccato mortale.

Ti ringrazio di avermi attirato su questo punto.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo