Quesito

caro padre Angelo,
sono Teo ..come va? non so se si ricorda di me.. prima scrivevo spesso a lei…
Volevo chiedere…che differenza c’è tra questi due termini presenti nella scrittura: charis (grazia) e dunamis (potenza), quali sono le funzioni che hanno questi due elementi nella vita del credente e che relazione c’è tra i due termini.
grazie di cuore
Dio la benedica
La ricordo sempre nelle mie preghiere


Risposta del sacerdote

Caro Teo,
1. la parola grazia nella Sacra Scrittura significa dono ed è usata secondo varie accezioni a seconda dei vari generi del dono elargito.
Il dono più alto che viene comunicato agli uomini è Dio stesso, Dio che si fa uomo, Gesù Cristo.
Per questo nella lettura che si legge nella Messa di mezzanotte di Natale san Paolo dice. “È apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini” (Tit 2,11).

2. Ma il termine grazia indica anche un dono soprannaturale comunicato agli uomini e che si distingue da Dio stesso.
In questo senso Maria viene detta “piena di grazia”, piena della benevolenza e dei doni di Dio.
Qui “grazia” indica un suo stato particolare di favore di cui gode nei confronti di Dio”.
È proprio questo stato o questa benevolenza di Dio che le permette di possedere nel proprio cuore la presenza personale di Dio nella massima maniera possibile a una creatura.

3. I teologi danno un nome preciso a questa benevolenza o grazia divina: è la “grazia santificante”.
Questo termine nel Vangelo e nel Nuovo Testamento corrisponde alla “vita” che Gesù viene a comunicare, quella di cui parla quando dice: “In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita” (Gv 5,24).
Questa grazia viene chiamata anche “vita eterna”. Essa s’identifica con il possesso di Dio e della SS. Trinità nel proprio cuore, che avviene già di qua, secondo le parole di Gesù: “Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo” (Gv 17,3).
Qui il verbo conoscere non significa solo conoscere, ma anche amare e possedere.
La Grazia, chiamata anche vita e vita eterna, talvolta viene espressa con il termine spirito: “le parole che vi ho dette sono spirito e vita” (Gv 6,63). Le parole di Gesù comunicano la grazia, la vita spirituale.

4. La potenza (dünamis) è un attributo di Dio ed è un sinonimo dell’onnipotenza divina. Per questo nell’Antico Testamento Dio viene presentato come il ”Dio degli eserciti”, Deus sabaoth.
Quest’espressione risuonava nell’antica Messa celebrata in latino, che aveva conservato la dizione ebraica.
La traduzione italiana mette “Dio dell’universo” e sparisce da quest’espressione l’onnipotenza divina.
La Bibbia di Gerusalemme dice che “la potenza è un equivalente di Jahwè” (nota a Mt 26,64).

5. Gesù manda i suoi discepoli perché attestino la sua sovrana onnipotenza: “A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra” (Mt 28,18).
Essi perciò hanno il compito di sottomettere al suo regno spirituale tutte le nazioni: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt 28,10-20).

6. Come la grazia viene partecipata ai credenti, così anche la sua potenza.
La grazia stessa è quella potenza che li rende incrollabili sotto gli attacchi del loro avversario.
Scrive San Pietro: “Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché vi esalti al tempo opportuno, riversando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi. Siate sobri, vegliate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze sono imposte ai vostri fratelli sparsi per il mondo. E il Dio di ogni grazia, il quale vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo Gesù, egli stesso, dopo che avrete un poco sofferto, vi ristabilirà, vi confermerà, vi rafforzerà, vi darà solide fondamenta. A lui la potenza nei secoli. Amen!” (1 Pt 5,5-11).
Per questo il discepolo del Signore, sottomesso alla potenza di Dio, non deve aver alcuna paura del demonio.
Anzi, quando è rivestito di grazia è il demonio stesso che comincia ad aver paura e fugge. San Diacono dice: “Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggirà lontano da voi” (Gc 4,7).

7. Per mezzo della grazia risplende nel cristiano quella potenza di Gesù che faceva tremare i demoni e li metteva in fuga.
È questa la potenza del Signore degli eserciti che gli viene comunicata.
In forza di essa “mille cadranno al tuo fianco e diecimila alla tua destra, ma nulla ti potrà colpire” (Sal 91,7).
In ordine ai mali che derivano direttamente dal demonio il cristiano che vive in grazia ha questa garanzia: “mille cadranno al tuo fianco e diecimila alla tua destra, ma nulla ti potrà colpire” (Sal 91,7).
E ancora “non ti potrà colpire la sventura, nessun colpo cadrà sulla tua tenda.
Egli per te darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie.
Sulle mani essi ti porteranno, perché il tuo piede non inciampi nella pietra” (Sal 91,10-12).

8. Ecco dunque qualcosa dello stretto legame tra grazia e potenza.
Ma vi sarebbe da parlare anche della straordinaria potenza di cui godono coloro che vivono in grazia, dei doni dello Spirito Santo che in qualche modo fanno già rapire il cielo fin che siamo di qua e della virtù dei loro meriti e delle loro preghiere.

Ti ringrazio per le preghiere che sempre fai per me.
Ti auguro di crescere sempre più nella grazia e nella potenza dello Spirito Santo.
Per questo ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo

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