Quesito

Rev. Padre,
confrontando le “Benedizioni” contenute nel Rituale Romanum nuovamente in vigore e quelle contenute nel moderno “Benedizionale” appare subito un’abissale diversità: perché nel moderno rituale, a differenza del Rituale Romanum in vigore nel 1962, il testo si limita ad un’invocazione generica più che ad una vera benedizione? Perché questo stravolgimento del senso del sacro e della finalità dei sacramentali? Si può parlare ancora di vere benedizioni oppure no?
Grazie e saluti


Risposta del sacerdote

Carissimo,
un grande teologo domenicano, il p. Y. Congar, aveva distinto quattro specie di sacro.

1. Vi è anzitutto un sacro sostanziale: è il corpo del Cristo tanto nel mistero dell’Eucaristia quanto nel suo corpo mistico, la Chiesa.
Questo sacro sostanziale viene direttamente dal Nuovo Testamento e si trova al centro della realtà nuova portata da Cristo, al centro del piano della salvezza.

2. Un secondo livello del sacro è il sacro dei segni di tipo sacramentale.
Questo sacro dei segni partecipa al sacro sostanziale nel senso che è ordinato ad esso e lo esprime.
I sacramenti infatti sono segni sacri che congiungono efficacemente con Cristo (il sacro sostanziale), lo manifestano e producono la grazia, che è partecipazione e irradiazione della vita di Cristo in noi.

3. Il sacro pedagogico che è l’insieme dei segni che esprimono il rapporto con Dio in Gesù Cristo e ci aiutano a realizzarlo. Il campo del sacro pedagogico è vasto: parole, gesti, usanze, regole di vita, luoghi, tempi.
Questo sacro pedagogico è funzionale.

4. La consacrazione delle realtà terrene a Dio e il loro impiego in un’ottica messianica. Il quotidiano della vita umana resta quotidiano, ma c’è un riferimento di questo quotidiano a Dio attraverso il Cristo. È il senso dei gesti, della preghiera, del rituale delle benedizioni, del simbolismo dei monumenti cristiani.
Questo sacro di consacrazione esprime la direzione dell’impiego che il cristiano fa delle realtà terrene.

5. Come vedi, le benedizioni di oggetti e delle cose rientra in questa quarta accezione di sacro.
È una benedizione date a realtà che continuano ad essere usate nell’ambito profano, ma che vengono benedette perché giovino alle persone a tendere alla salvezza e ad essere liberate dal male. Probabilmente il nuovo benedizionale intende mettere in risalto proprio quest’aspetto, per evitare di pensare che le realtà benedette ci liberino dal male in senso magico, e cioè per il solo fatto di essere state benedette.
È emblematico sotto quest’aspetto l’episodio dell’arca dell’alleanza che gli israeliti si erano portati dietro affrontando i filistei. Pensavano che l’arca portasse loro fortuna. E invece furono sconfitti ancor più sonoramente e l’arca fu sequestrata.

6. Va ricordato infine che le benedizioni appartengono ai sacramentali e che la loro efficacia dipende essenzialmente dalla fede e dalla devozione di chi le da e di chi le riceve.
Più che di parole, dunque, è questione di santità.
Talvolta anche il solo segno della croce dato da un santo può avere maggiore efficacia della preghiera più bella, ma che è proferita senza grazia.

7. Tuttavia, siccome le varie benedizioni del nuovo benedizionale non sono un dogma di fede, è sempre possibile pensare che vi possano essere benedizioni formulate meglio. E non è intrinsecamente sbagliato notare che forse alcune benedizioni del rituale precedente possono essere migliori del nuovo.

Ti ringrazio di aver portare l’attenzione anche su quest’aspetto della nostra vita cristiana.
Ti assicuro un ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo