Quesito

Caro Padre Angelo,
il Signore può comandare ad un demone di entrare in una persona e fare in modo che NON venga mai scoperta la sua presenza neppure sotto esorcismo?
Cioè, storicamente esistono casi di ‘‘purificazione’ di persone e/o famiglie in cui una persona è stata posseduta fino alla morte e NESSUN esorcismo è riuscito a togliere la presenza malefica da quella persona? (intendo proprio per volere di Dio)
Grazie.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. Gesù ha dato agli apostoli potere sui demoni: “diede loro potere sugli spiriti immondi” (Mc 6,7). Espressamente ha affidato a loro il compito di cacciare i demoni (Mt 10,7).
Pertanto i demoni sono sotto il potere del sacerdote e al suo comando.
Se non se ne vanno, tuttavia ne avvertono almeno la presenza.

2. Sulla efficacia dell’esorcismo e sulla reale estromissione del diavolo dal corpo di una persona il vecchio rituale degli esorcismi ricordava che l’effettiva liberazione avviene “se Dio vuole e quando vuole”.
Per questo il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma che “la permissione divina dell’attività diabolica è un grande mistero, ma noi ‘‘sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio’ (Rm 8,28)” (CCC 395).

3. Non dobbiamo però sconfortarci. Non c’è solo l’esorcismo come mezzo per liberare una persona dalle infestazioni diaboliche.
Ecco che cosa scrive in proposito il padre Gabriele Amorth, indubbiamente uno dei più noti esorcisti del nostro tempo:
Per la buona riuscita è fondamentale la collaborazione del paziente. Io sono solito dire che l’effetto degli esorcismi influisce per il 10% sul male; l’altro 90% deve mettercelo l’interessato. In che modo? Con molta preghiera, con la frequenza ai sacramenti, con una vita conforme alle leggi del Vangelo, con l’uso dei sacramentali (parleremo a parte dell’acqua, olio, sale esorcizzati), facendo pregare altri (efficacissima la preghiera di tutta la famiglia, o di comunità parrocchiali o religiose, di gruppi di preghiera…), facendo celebrare messe. Molto utili i pellegrinaggi, le opere di carità. Ma soprattutto occorre tanta preghiera personale, tanta unione con Dio in modo che la preghiera diventi abituale. Spesso ho a che fare con persone piuttosto lontane dalle pratiche religiose; ho trovato utilissimo un inserimento attivo in parrocchia o nei gruppi di preghiera, particolarmente in quelli del Rinnovamento.
Per dimostrare la necessità della collaborazione faccio spesso il paragone con la droga; è tutt’altra cosa, ma tutti ormai ne sono pratici. Tutti sanno che un drogato può guarire, ma a due condizioni: deve essere aiutato (inserendosi in una comunità terapeutica o in altro modo) perché da solo non ce la fa. E deve collaborare attivamente con il suo sforzo personale, se no ogni aiuto è inutile. Nel nostro caso l’aiuto personale è dato dai mezzi che abbiamo indicati. E se i frutti diretti degli esorcismi, la liberazione, sono assai lenti, in compenso ho visto rapide conversioni: intere famiglie impegnate ad una pratica cristiana intensamente vissuta, con preghiera comune (assai spesso il rosario). Ho visto superare ostacoli alla guarigione con decisa generosità: alle volte era di ostacolo una situazione matrimoniale irregolare; altre volte l’impedimento era dato dal non riuscire a perdonare torti ricevuti o dal non riuscire a riconciliarsi con persone, per lo più parenti stretti, con cui si era rotto ogni rapporto.
Un cenno particolare per la sua efficacia va fatto riguardo a quello che è uno dei più duri precetti evangelici: il perdono dato ai nemici. Nel nostro caso i nemici sono rappresentati, il più delle volte, dalle persone che hanno fatto il maleficio e che, talvolta, continuano a farlo. Un sincero perdono, la preghiera per loro, la celebrazione di messe a loro favore, sono stati i mezzi che hanno sbloccato una situazione e accelerato la guarigione” (Racconti di un esorcista, pp. 132-134).

4. Ecco dunque il fondamento della nostra speranza nei confronti di riuscire sempre vittoriosi sui demoni.
Non è altro che quello che Dio stesso ci ha detto per mezzo di san Giacomo: “Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi” (Gc 4,7).
Se stiamo uniti al Signore in maniera perfetta la situazione si capovolge: non solo non dobbiamo temere il demonio, ma è il demonio che teme noi e fugge.

Ti ringrazio per il quesito, ti assicuro un ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo