Quesito

Salve Padre,
anzitutto complimenti per la sua rubrica e per la precisione e competenza che esprime nel formulare le risposte ai mille quesiti che le vengono posti.
Sono un ragazzo di ventotto anni e da buon cristiano ci tengo ad avere una visione più chiara nei riguardi della sacra scrittura, sopratutto al significato intrinseco dei vari passaggi e dei vari brani che la parola ci può offrire, detto questo volevo chiederle: come Gesù si sia addossato i nostri peccati, cioè, in che modo Gesù che di suo non ha mai peccato ma ha sempre confessato con la propria vita il “no” al peccato può aver preso su di sé tutti i peccati del mondo? come ha fatto? in che modo ci è riuscito? Capisco la dinamica della passione e della morte e risurrezione ma mi sfugge qualche passaggio a livello teologico/morale credo, (più che ovvio…).
Ne approfitto visti i giorni in cui le scrivo per augurarle un felice natale del Signore, che siano delle buone feste per lei e per tutti i suoi confratelli e che il Signore illumini e guidi sempre con l’azione incessante dello Spirito Santo tutte le persone che con umile fiducia e sincero impegno si prodigano con la loro vita al servizio del suo Vangelo.
con grande stima Giovanni, suo fratello in Cristo Gesù.


Risposta del sacerdote

Caro Giovanni,
ti ringrazio anzitutto per la stima e l’incoraggiamento che ci dai nel proseguire su questa strada.
Vengo ora alla tua domanda: come abbia fatto che Gesù a caricarsi di tutti i peccati dell’umanità.

1. La spiegazione teologica è molto bella e suggestiva.
Fin dal primo istante della sua esistenza Cristo, non semplicemente come Dio, ma come uomo aveva una perfettissima conoscenza in forza della quale aveva presenti a sé tutti i singoli uomini di tutti i tempi.
Decideva dunque di incarnarsi per ognuno di loro e di espiare al posto di ognuno di loro.

2. Pio XII in due atti particolarmente importanti del suo Magistero ha ricordato questa verità.
Il primo è l’enciclica Mistici Corporis del 1943.
Vi si legge: “Questa amantissima conoscenza, con la quale il Divin Redentore ci ha seguiti fin dal primo istante della sua incarnazione, supera ogni capacità della mente umana, giacché per quella visione beatifica di cui godeva fin dal momento in cui fu ricevuto nel seno della Madre divina, Egli ha costantemente e perfettamente presenti tutte le membra del Corpo Mistico e le abbraccia col suo salvifico amore!…
Nel presepio, nella croce, nella gloria eterna del Padre, Cristo ha presenti a sé tutte le membra della Chiesa in modo molto più chiaro e più amorevole di quello con cui una madre guarda il suo figlio e se lo stringe al seno, e con cui un uomo conosce se stesso” (Mistici Corporis, 76).
Dunque aveva presente ogni uomo, con le sue necessità e con i suoi peccati. Vedeva tutti in anticipo e per tutti singolarmente desiderava dare la sua vita in espiazione.
Anche sulla croce, come sottolinea Pio XII, Gesù aveva presente ogni uomo con ognuna delle sue necessità.
Volentieri versava il suo Sangue perché fosse il prezzo per ottenere ciò che ci occorre (in primis la grazia e la vita eterna) e per espiare ciò che lo richiedeva.

3. Il secondo documento è l’enciclica Haurietis aquas, del 1956, sul sacratissimo Cuore di Gesù.
Dice Pio XII: “Inoltre il cuore di Cristo è simbolo di quell’ardentissima carità che, infusa nella sua anima, costituisce la preziosa dote della sua volontà umana e i cui atti sono illuminati e diretti da una duplice perfettissima scienza, la beata cioè e l’infusa” (Haurietis aquas, 32).
In forza di questa perfettissima scienza o conoscenza Gesù vede ciascuno di noi e lo ama col suo amore infinito.

4. Gesù ha espiato con la sua passione, con quelle sofferenze che per noi sono inesprimibili, perché superano del tutto la nostra capacità di comprendere.
Geremia nelle sue Lamentazioni parla del dolore di Gesù e dice: “Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore, al dolore che ora mi tormenta” (Lam 1,12).
S. Tommaso dice che “Cristo soffriva non solo per la perdita della vita corporale, ma anche per i peccati di tutti (perché li vedeva tutti). E il suo dolore superò tutto il dolore di qualsiasi penitente (Qui dolor in Christo excessit omnem dolorem cuiuslibet contriti). Sia perché derivava da una maggiore carità e sapienza, le quali direttamente accrescono il dolore, sia perché soffriva simultaneamente per i peccati di tutti, secondo le parole del profeta: Egli veramente ha preso su di sé i nostri dolori (Is 53,4)” (S. Tommaso, Somma teologica, III, 46, 6, ad 4).
Questo dolore era presente nella sua anima fin dal primo istante della sua esistenza. Per questo Tommaso da Kempis dice che “tutta la vita di Cristo fu croce e martirio: tota vita Christi crux fuit et martirium” (Imitazione di Cristo, II, 12).
Nessuno, neanche le nostre mamme, ci hanno amato come ci ha amati Gesù!
Per questo Gesù merita tutto il nostro amore ed è infinitamente amabile.

Ricambio molto volentieri gli auguri di buon Natale con quelli di una buona quaresima e ti assicuro una preghiera in particolare perché lo Spirito Santo ti trasformi sempre più in Colui che ti ha amato come nessun altro e che vuole darti i beni di cui gode eternamente.
Ti saluto e ti benedico.
Padre Angelo