Quesito

Caro Padre Angelo,
Negli ultimi suoi inserimenti ho avuto modo di leggerne uno riguardo al sedevacantismo e devo dire di esserne stato molto turbato, in primis perché mi sono ritrovato totalmente ignorante sull’argomento e in secondo luogo per la difficoltà che ho trovato nel reperire informazioni a riguardo.
Lo scoprire che una parte della gerarchia ecclesiastica ritiene non legittima la posizione dei Papi a partire da Pio XII va inevitabilmente a scontrarsi dentro di me con tutti gli insegnamenti, santi, che il nostro diacono ci sta pazientemente trasmettendo. È chiara dentro di me la convinzione che per nessuna ragione al mondo il comportamento errato di una parte della Chiesa può minare la Santità e la credibilità della stessa: se così fosse come dovrei sentirmi di fronte alla piaga degli scandali sessuali per i quali il nostro amato Papa ha chiesto perdono anche recentemente? Dentro di me però rimane annidato il dubbio; so che ha già trattato l’argomento ma le chiedo cortesemente di illuminarmi, soprattutto in merito a quanto riportato in sito che le indico.
Certo del suo aiuto, la ringrazio anticipatamente.
Simone


Risposta del sacerdote

Caro Simone,
1. mi scrivi che ti ha interiormente scosso il sapere che una parte della gerarchia ecclesiastica pensa che la Sede di Pietro sia vacante dai tempi di Giovanni XXIII.
Ora va detto chiaramente che non è vero che una parte della gerarchia ecclesiastica pensi così. Tre o quattro preti (o qualcuno in più) non costituiscono una parte della gerarchia ecclesiastica.
Inoltre questi preti non fanno parte della Chiesa cattolica. Sono per lo meno scismatici, se non addirittura eretici.
Di fatto poi costoro si rigenerano tra di loro. Penso che se tu vai da loro, sono pronti a ordinarti subito prete, pur di averne qualcuno.

2. È come se tu mi dicessi: mi spiace sapere che una certa parte del clero non riconosce il primato del Papa. Ma in questo clero vi computi anche il clero ortodosso.

3. Costoro si ritengono cattolici più del Papa. Ma il compito di confermare nella fede non ce l’hanno loro, che sono assistiti solo dal loro orgoglio se non addirittura dalla loro ignoranza, ma Pietro (Lc 22,35), che continua il suo ministero attraverso i suoi successori.

4. Non conta niente l’affermazione di questo o di quel liturgista.
Per il cattolico vale l’affermazione che è sottoscritta dal Papa, secondo la sua “mens” e non secondo quella di Pinco o Pallino, anche se questi fosse di un certo rilievo all’interno della Chiesa.
Il compito di confermare nella fede Cristo l’ha dato a Pietro e non ad Andrea, a Giacomo o a Giovanni, per quanti grandi e santi siano questi Apostoli.

Non lasciarti turbare dunque.
Stai all’ombra di Pietro e non sbaglierai mai.
Ti assicuro una preghiera e ti benedico.
Padre Angelo