Quesito
Buongiorno carissimo padre Angelo,
ho visto che sul sito web ha già risposto a diverse domande sul concilio vaticano II. Io le vorrei chiedere se è lecito ritenere che il concilio vaticano II abbia la gravissima pecca di essere scritto in modo troppo ambiguo in certi passaggi: mi riferisco principalmente al documento Unitatis Redintegratio. È possibile denunciare questa cosa, pur ritenendo valido il documento e vincolanti i suoi contenuti? O si incorre nella temerarietà?
Più in generale: l’infallibilità papale si estende solo ai contenuti o anche alla forma con cui essi sono presentati? È possibile che un documento che gode di infallibilità presenti modi non idonei nei contenuti di per sé giusti?
Grazie mille e ogni benedizione nel Signore.
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. la tua mail mi ha offerto l’occasione per andare a rileggere ancora una volta questo prezioso documento del Concilio Vaticano II sull’ecumenismo.
Vi si ricorda innanzitutto che la causa dell’unità dei cristiani è tra gli obiettivi principali del concilio.
Giovanni XXIII, proprio per essere stato per circa vent’anni in Bulgaria e a Costantinopoli, conosceva bene i sentimenti profondamente negativi di quelle Chiese ortodosse nei confronti di Roma e della Chiesa Cattolica.
Sono sentimenti che persistono tutt’ora in alcune Chiese ortodosse che considerano il Papa addirittura come l’anticristo.
In altre parole, ci trattano come nemici.
2. Poiché Gesù Cristo nell’ultima cena ha lasciato come suo particolare testamento l’impegno a conservare l’unità, è necessario che le Chiese facciano di tutto per essere pienamente unite secondo la volontà di Nostro Signore.
Egli, prevedendo le divisioni, ci ha preavvisato che questo sarebbe stato un impedimento a credere in lui. Disse infatti queste testuali parole: “Perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv 17,21).
L’ecumenismo per la Chiesa Cattolica non è un optional, ma un dovere.
Se le altre Chiese hanno preconcetti nei confronti della Chiesa Cattolica, dobbiamo fare di tutto perché questi vengano eliminati.
La Chiesa cattolica sente addirittura doveroso fare il primo passo.
3. Nel decreto sull’unità dei cristiani non ho trovato nulla di ambiguo.
Fin dall’inizio viene messo in chiaro il ruolo di Pietro non accolto, sebbene in maniera diversa, né dagli uni né dagli altri
Ecco le testuali parole: “Per stabilire dovunque fino alla fine dei secoli questa sua Chiesa santa, Cristo affidò al collegio dei dodici l’ufficio di insegnare, governare e santificare.
Tra di loro scelse Pietro, sopra il quale, dopo la sua confessione di fede, decise di edificare la sua Chiesa; a lui promise le chiavi del regno dei cieli e, dopo la sua professione di amore, affidò tutte le sue pecore perché le confermasse nella fede e le pascesse in perfetta unità, mentre egli rimaneva la pietra angolare e il pastore delle anime nostre in eterno” (UR,2)).
4. Ricorda che in forza del battesimo siamo membri dell’unica Chiesa, sebbene alcuni – che il concilio chiama con il termine di fratelli separati – siano in comunione imperfetta con la Chiesa Cattolica.
In maniera molto chiara dice che “solo per mezzo della cattolica Chiesa di Cristo, che è il mezzo generale della salvezza, si può ottenere tutta la pienezza dei mezzi di salvezza.
In realtà noi crediamo che al solo Collegio apostolico con a capo Pietro il Signore ha affidato tutti i tesori della Nuova Alleanza, al fine di costituire l’unico corpo di Cristo sulla terra, al quale bisogna che siano pienamente incorporati tutti quelli che già in qualche modo appartengono al popolo di Dio.
Il quale popolo, quantunque rimanga esposto al peccato nei suoi membri finché dura la sua terrestre peregrinazione, cresce tuttavia in Cristo ed è soavemente condotto da Dio secondo i suoi arcani disegni, fino a che raggiunga gioioso tutta la pienezza della gloria eterna nella celeste Gerusalemme” (UR 3).
5. È chiaro che, tendendo la mano per ritrovare l’unità, la prima cosa da fare sia quella di sottolineare gli elementi comuni che ci rendono Chiesa di Gesù Cristo.
Per questo il Concilio manifesta apprezzamento per le realtà belle che ci sono nelle Chiese ortodosse come ad esempio la solennità nella celebrazione della divina liturgia (la messa) e il “culto delle Scritture” nelle Chiese riformate (i protestanti).
6. Sebbene il documento traspiri molto ottimismo, il Concilio si mostra ben consapevole delle difficoltà per giungere all’unità, soprattutto per le Chiese riformate (i protestanti), a motivo dell’individualismo cui sono soggette, negando quella Sacra Gerarchia che ha il potere di vincolare le coscienze e lasciando l’interpretazione delle Scritture al libero esame.
In maniera molto esplicita il documento dice: “Sappiamo che vi sono invero non lievi discordanze dalla dottrina della Chiesa cattolica anche intorno a Cristo Verbo di Dio incarnato e all’opera della redenzione, e perciò intorno al mistero e al ministero della Chiesa e alla funzione di Maria nell’opera della salvezza” (UR 20).
Ugualmente ricorda che “anche in campo morale molti cristiani non intendono sempre il Vangelo alla stessa maniera dei cattolici, né ammettono le stesse soluzioni dei problemi più difficili dell’odierna società” (UR, 23).
7. Tuttavia indica la strada da perseguire: l’adesione “alla parola di Cristo quale sorgente della virtù cristiana e obbedire al precetto dell’Apostolo: «Qualsiasi cosa facciate, o in parole o in opere, fate tutto nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie a Dio Padre per mezzo di lui» (Col 3,17).
Di qui può prendere inizio il dialogo ecumenico intorno alla applicazione morale del Vangelo” (Ib.).
8. Ti sarei grato se tu mi dicessi più esplicitamente quali sono le ambiguità trovate.
Il decreto come tale non si presenta con il carisma della infallibilità. Tuttavia è magistero straordinario della Chiesa cui è dovuto l’ossequio sincero della mente e dalla volontà.
Nell’assise conciliare è stato votato con 2137 favorevoli e 11 contrari.
Praticamente la totalità dei Padri lo ha giudicato idoneo nei contenuti e nei modi.
Con l’augurio che tu possa adoperarti per una causa che sta così a cuore a Nostro Signore, come quella dell’unità della Chiesa, ti benedico e ti ricordo volentieri nella preghiera.
Padre Angelo
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