Quesito

Caro padre Angelo, buongiorno.
Mi chiamo Roberto e già tempo fa le scrissi una domanda della quale la ringrazio per la gentile risposta. Oggi mi ripresento con un quesito non tanto di fede, ma di “correttezza” se mi passa il termine. Dal poco che so e che penso di aver capito, le differenze tra le due confessioni sono fondamentalmente che per i fratelli Ortodossi il non riconoscere un’autorità apicale, anche se so che ogni nazione ha un “capo” e che se non sbaglio il Patriarca di non mi ricordo quale città funge diciamo da riferimento ma non dispone di poteri plenari con il Papa.
Altra cosa importante, so che non condividono il Filioque e una serie di altri riti. In questo momento giungo alla riflessione che la cosa più importante di tutte rimangono i comandamenti che ci ha dato Gesù ovvero amare e pregare Dio e amare il prossimo come se stessi con umiltà e perdono.
Tuttavia mi domando, quando si fanno preghiere collettive come Messe e processioni, quali sono i riti più aderenti alla dottrina di Cristo? Leggo spesso che l’Ortodossia è più aderente al Cristianesimo delle origini e accusano il Cattolicesimo di essersi allontanati dai riti più antichi.
Mi domando se effettivamente una delle due Confessioni sia quella più gradita a Dio se non la sola che Egli accetterebbe. Anche perché fino al grande scisma praticamente tutti i Santi proclamati sono gli stessi per entrambe le Chiese, ma mi rendo conto che appunto siamo solo umani, e forse ci dividiamo più per questioni di forma.
Sperando di non averla fatta addormentare e ringraziando in anticipo per l’attenzione, la saluto e prego Dio di benedire tutti noi.
Saluti, Roberto 


Risposta del sacerdote

Caro Roberto,
1. la differenza tra ortodossia e cattolicesimo non è semplicemente questione di riti più o meno antichi.
Ha come oggetto principale il ruolo di Pietro.

2. La Chiesa Cattolica sintetizzando la propria identità in riferimento alle Chiese separate scrive: “Per stabilire dovunque fino alla fine dei secoli questa sua Chiesa santa, Cristo affidò al collegio dei dodici l’ufficio di insegnare, governare e santificare.
Tra di loro scelse Pietro, sopra il quale, dopo la sua confessione di fede, decise di edificare la sua Chiesa; a lui promise le chiavi del regno dei cieli e, dopo la sua professione di amore, affidò tutte le sue pecore perché le confermasse nella fede e le pascesse in perfetta unità, mentre egli rimaneva la pietra angolare (10) e il pastore delle anime nostre in eterno” (Concilio Vaticano II, Unitatis redintegratio, 2).
In queste poche righe è racchiuso tutto.
Vale la pena passare in rassegna queste affermazioni.

3. Innanzitutto Cristo, che è la pietra (cfr. 1 Cor 10,4), stabilisce Pietro come ulteriore pietra. Commento a San Tommaso: “Specialmente la casa di Pietro, che è fondata sulla pietra, non sarà distrutta. Così questa può essere impugnata ma non espugnata” (Commento al Vangelo di Matteo 16,18).
Quante Chiese in oriente, si pensi a quelle menzionate da San Giovanni all’inizio dell’Apocalisse, sono state impugnate ed espugnate.
Questo potrebbe capitare anche per altre chiese. Ma non capiterà mai alla Chiesa di Roma, fondata sulla roccia che è Pietro, perché Gesù l’ha garantito: “Le potenze dell’inferi non prevarranno sopra di essa” (Mt 16,18).

4. Continua ancora San Tommaso: “E sebbene le altre chiese possano essere guastate dall’eretici, la Chiesa Romana invece non fu depravata dagli eretici perché era fondata sulla roccia. Per cui a Costantinopoli ci furono degli eretici, e il lavoro degli apostoli fu lasciato cadere; la sola Chiesa di Pietro rimase inviolata. Si legge infatti in Luca 22,32: “Ho pregato per te, Pietro, perché non venga meno la tua fede”. E ciò si riferisce non solo alla Chiesa di Pietro, ma anche la fede di Pietro e a tutta la Chiesa d’Occidente. Per cui penso che gli occidentali devono a Pietro una riverenza maggiore che agli altri apostoli” (Ib.).

5. Inoltre gli ortodossi, e anche i protestanti, non possono non riconoscere che Cristo affidò le chiavi del regno dei cieli al solo Pietro.
Questo potere non l’ha dato a tutti gli apostoli insieme, ma l’ha dato solo a Pietro distintamente.
Commenta San Tommaso: “Fondò infatti la Chiesa sulla terra, istituì Pietro il suo vicario per introdurre in cielo. A proposito di Cristo si legge nella lettera agli ebrei: “Avendo piena fiducia di entrare nel santuario per mezzo del sangue di Cristo” (Eb 10,19).
Per cui Cristo istituì Pietro come suo vicario per introdurre in cielo, e così diede quel ministero e diede le chiavi: infatti la chiave introduce, per cui Pietro ha il ministero di introdurre” (Commento al Vangelo di Matteo 16,19).

6. A lui solo affidò tutte le sue pecore perché le confermasse nella fede (Lc 22,32: “E tu una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli”).
Sicché nella fede di Pietro c’è la regola della fede.
I vari patriarchi possono deviare, ma Cristo impedisce a Pietro di deviare perché il suo compito è quello di confermare nella fede.
I patriarchi ortodossi, almeno in teoria, possono deviare dalla fede. Pietro invece no perché il compito di confermare nella fede e cioè di dichiarare qual è la vera fede l’ha dato solo a lui. Non può deviare a motivo della particolare preghiera di Gesù: “Ho pregato per te perché la tua fede non venga meno” (Lc 22,32).

7. A lui solo ha affidato tutte le pecore e tutti gli agnelli, come emerge chiaramente da Giovanni 21,17 e da Gv 21,16 perché pascesse in perfetta unità.
Commenta San Tommaso: “A Pietro ha detto: “Pasci i miei Agnelli”, ossia i miei fedeli denominati agnelli da me che sono l’Agnello (“Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo” Gv 1,29), cosicché non può dirsi cristiano a chi afferma di non essere sotto la cura di questo pastore, cioè di Pietro.
Opportunamente, lasciati da parte tutti gli altri, questo ufficio viene assegnato a Pietro, il quale, a detta del Crisostomo, “era il primo degli apostoli, la voce dei discepoli e il vertice del loro collegio” (Omelia 88,1 sul Vangelo di Giovanni)” (San Tommaso, Commento al Vangelo di Giovanni 21,16).
San Giovanni Crisostomo è uno dei massimi esponenti della Chiesa orientale.
A lui si rifanno gli ortodossi per la loro dottrina e soprattutto per la loro liturgia.

8. Infine bisogna dire che è una cosa sono i sacramenti è un’altra cosa e cerimonie con cui vengono celebrati.
Il sacramenti sono di istituzione divina. Le cerimonie invece sono di derivazione ecclesiastica.
Se i primi sono intoccabili, le cerimonie invece, dal momento che sono create dalla Chiesa, dalla Chiesa possono essere mutate e adattate. 

Come si vede, tutto si gioca sul ruolo di Pietro che peraltro è garanzia di libertà, evitando di fondare chiese nazionalistiche, non di rado succubi del potere politico.

Con l’augurio di ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

Questo articolo è disponibile anche in: Russo