Quesito

Caro Padre Angelo,
con la bolla Ineffabilis Deus, il Beato Pio IX definì dogmaticamente che «la beatissima Vergine Maria fu preservata, per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento».
Le vorrei chiedere se è dogma di fede anche che Maria nella sua vita non commise neppure un leggerissimo peccato veniale.
Se non è un dogma, si tratta allora di una materia che può essere oggetto di libera discussione?
Scusandomi per il disturbo, la ringrazio fin d’ora per la risposta che vorrà offrirmi e mi permetto di farle gli auguri per il Giubileo domenicano di cui ho sentito parlare.
Davide


Risposta del sacerdote

Caro Davide,
1. nel pronunciamento di Pio IX sull’Immacolato concepimento della Vergine Maria con la bolla Ineffabilis Deus del’8.12.1854 si legge: “Dichiariamo, pronunciamo e definiamo che la dottrina, la quale ritiene che la beatissima vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente ed in vista dei meriti di Gesù Cristo, salvatore del genere umano, sia stata preservata immune da ogni macchia della colpa originale, è rivelata da Dio e perciò da credersi fermamente e costantemente da tutti i fedeli” (DS 2803).

2. L’oggetto della bolla è questo.
La preservazione dalla colpa originale fà di Maria l’unica persona umana che non abbia mai avuto la minima solidarietà con il mondo del peccato.
Ciò significa anche l’esenzione da tutte le conseguenze del peccato nell’ordine morale.
In primis dalla concupiscenza, e cioè dal disordine indeliberato delle sue facoltà.
La Bolla non lo dice espressamente, ma lo si può dedurre con certezza dalla definizione.
La concupiscenza è infatti il frutto immediato di quella colpa da cui Maria fu perfettamente preservata.
In Maria ciò era necessario per la completa vittoria sul peccato e per compiere nella maniera più lucida e libera la sua missione di Madre e Cooperatrice del Redentore.

3. Giovanni Paolo II nelle sue catechesi mariane  ha ricordato che “la definizione del dogma dell’Immacolata Concezione considera in modo diretto unicamente il primo momento dell’esistenza di Maria, a partire dal quale Ella è stata « preservata immune da ogni macchia di colpa originale».
Il Magistero pontificio ha voluto così definire solo la verità che era stata oggetto di controversie nel corso dei secoli: la preservazione dal peccato originale, senza preoccuparsi di definire la santità permanente della Vergine Madre del Signore.
Tale verità appartiene già al sentire comune del popolo cristiano.
Esso attesta infatti che Maria, esente dal peccato originale, è stata preservata anche da ogni peccato attuale e la santità iniziale le è stata concessa perché riempisse la sua intera esistenza” (20.6.1996).

4. Giovanni Paolo II continua dicendo che “la Chiesa ha costantemente riconosciuto Maria santa ed immune da ogni peccato o imperfezione morale.
Il Concilio di Trento esprime tale convinzione affermando che nessuno «può evitare, nella sua vita intera, ogni peccato anche veniale, se non in virtù di un privilegio speciale, come la Chiesa ritiene nei riguardi della beata Vergine» (DS 1573).
La possibilità di peccare non risparmia neppure il cristiano trasformato e rinnovato dalla grazia. Questa infatti non preserva da ogni peccato per tutta la vita, a meno che, come afferma il Concilio tridentino, uno speciale privilegio assicuri tale immunità dal peccato.
E quanto è avvenuto in Maria.
Il Concilio tridentino non ha voluto definire questo privilegio, ha però dichiarato che la Chiesa lo afferma con vigore: «Tenet», cioè lo ritiene fermamente. Si tratta di una scelta che, lungi dal relegare tale verità tra le pie credenze o le opinioni devozionali, ne conferma il carattere di solida dottrina, ben presente nella fede del Popolo di Dio.
Del resto, tale convinzione si fonda sulla grazia attribuita a Maria dall’angelo, al momento dell’Annunciazione. Chiamandola «piena di grazia», kecharitoméne, l’angelo riconosce in lei la donna dotata di una perfezione permanente e di una pienezza di santità, senza ombra di colpa, né d’imperfezione d’ordine morale o spirituale” (Ib.).

5. Allora il fatto che la Madonna non abbia commesso alcuna colpa per il resto della sua vita non è dogma di fede, ma è di fede cattolica, come grado e valore subito dopo il dogma, sempre universalmente insegnato dalla Chiesa o per lo meno prossimo alla fede (proximum fidei).
Pertanto non è materia di libera disputa tra i teologi. È insegnamento perenne della Chiesa.

6. Ti ringrazio per gli auguri per il Giubileo dell’Ordine domenicano che celebra l’ottavo centenario della sua approvazione (22 dicembre 1216).
Ti assicuro il mio ricordo nella preghiera e ti benedico.
Padre Angelo