Buonasera Padre Angelo,
Le sollevo una questione che ho provato ad approfondire personalmente ma che non sono stato in grado di risolvere. Sono laureato in economia già da tempo e da sempre affascinato alla teoria economica infatti continuo a scrivere e studiare in maniera approfondita ancora oggi. Il tema che non ha incontrato risposta definitiva riguarda l’inflazione. È un concetto economico ben preciso, oggi spesso frainteso a causa soprattutto di teorie economiche fallimentari che però hanno trovato seguito, sia in ambito accademico che tra la gente comune. Bene, per la “vecchia scuola” l’inflazione era l’aumento della quantità di moneta circolante. La teoria economica sana fino ad un secolo fa la considerava una pratica economicamente disonesta come dovrebbe essere. Pochi lo direbbero ma l aumento della quantità di moneta produce moltissime conseguenze sociali descritte in ambito accademico come “Effetto Cantillon”: aumento dei prezzi dei beni quindi riduzione del potere d acquisto del salario, polarizzazione strutturale di ricchezza, riduzione del valore della moneta, riduzione del valore del denaro risparmiato con sacrifici etc etc. Eppure oggi sia tra la gente che in politica il mezzo inflattivo oltre che essere accettato lo si considera addirittura positivo. Non sto ad elencarle tutte le teorie che sostengono questa tesi. Dopo una lunga ricerca non ho trovato documenti all’interno della Dottrina Sociale della Chiesa che esprimano un chiaro giudizio di condanna contro questo comportamento che a mio avviso tocca direttamente uno dei 4 peccati che grida vendetta al cospetto di Dio (frode nel salario degli operai). È una prassi oggi molto più violenta e subdola rispetto a qualche secolo fa in quanto oggi per creare moneta basta qualche click, una volta la moneta era rappresentata dall’oro e argento, non era tanto semplice inflazionare. Per certi aspetti alcuni problemi della realtà moderna sono legati proprio a questo fenomeno oramai istituzionalizzato. Le coppie per poter mantenere i figli devono lavorare spesso in due con fatiche e costi di tempo enormi sia per la coppia che per i figli, per comprare una casa si è costretti a stipulare prestiti lunghissimi in quanto gli stipendi non consentono un risparmio sufficiente per l acquisto della casa che invece rispetto ad anni fa costa molto di più, ecc ecc. Mi perdoni per la lunghezza ma era difficile circoscrivere in poche parole un argomento così complesso.
Ho trovato nelle encicliche sociali qualche richiamo sull’uso corretto del denaro e sulla pericolosità nel concentrare il denaro in poche mani, ma non ho trovato alcun documento che affronti questo fenomeno in maniera diretta. La ringrazio per il lavoro che fa con il sito amicidomenicani.
Buonanotte.
A presto.
Marco


Caro Marco,
anzitutto ti chiedo scusa per il forte ritardo con cui ti rispondo.

1. Nel frattempo la vostra casa avrà accolto il terzo figlio, che sarà per tutti voi una benedizione perenne.
Sarà sempre più quello che riceverete da lui in tutti i sensi che quanto gli potete donare, sebbene la sua cura per ora vi richieda un non lieve impegno.

2. A proposito del sistema finanziario attuale sono comprensibili le tue riserve.
Anch’io benché non abbia competenza in materia mi sono sempre chiesto come si potrà andare avanti producendo denaro senza che ad esso non corrisponda un valore concreto, come in passato era l’oro.

3. Le cose subirono una volta nel 1972 quando il presidente Nixon (Stati Uniti) decretò che il denaro non fosse semplicemente legato all’oro, e successivamente quando nel 1974 decise la liberalizzazione del movimento dei capitali.
Ma di per sé la liberalizzazione del movimento dei capitali non è un fatto nuovo nella storia.
Quello che costituisce il fatto innovativo dei processi di globalizzazione economica è l’enorme importanza assunta dai mercati finanziari.
Si tratta della cosiddetta finanziarizzazione dell’economia, e cioè della riduzione della ricchezza al solo scambio di moneta.
Se in passato i contratti avevano la funzione di permettere la circolazione di merci, oggi mirano anche a creare prodotti finanziari.

4. È ben condivisibile quanto è stato scritto: “Si fa sempre più presente questa inedita situazione in cui la gran parte dei capitali scambiati in borsa ha un valore fittizio, a causa degli incroci azionari e di altri espedienti. Il mondo sembra schiavo di banconote dietro le quali c’è solo la copertura di un’altra carta con timbro statale o privato. Ma lo pseudo capitale ha ormai sedotto ampi strati della popolazione. È la seduzione di un potere più forte del potere: l’apparenza. Spettri di  carta sotto il cui segno la vita economica diventa luogo di illusione e, appunto, di apparenza.
Noi abbiamo a che fare, dunque, con un’economia globale che non è più articolata principalmente sul commercio dell’acciaio, delle automobili o del grano, tanto per intenderci. I mercati finanziari sono i soggetti e la vera forza propulsiva, o la causa di tracolli repentini delle economie…
Nella nuova economia elettronica globale i manager che gestiscono fondi di investimento, banche e grandi aziende multinazionali, oltre al denaro di milioni di investitori privati, possono trasferire enormi capitali da una parte all’altra del mondo con un clip sul mouse. Così facendo, rischiano di destabilizzare economie apparentemente solidissime, come è accaduto nell’Est asiatico” (lorenzo biagi, Per l’identificazione del fenomeno globalizzazione, in Rivista di teologia morale, 127 (3) luglio settembre 2000, p. 323).

5. La Chiesa nel suo Magistero non si è espressa su questa opzione perché di per sé non è di sua competenza.
Paolo VI nell’enciclica Populorum progressio ha detto ben chiaro che “la Chiesa non ha soluzioni tecniche da offrire” (PP 87).
Giovanni Paolo II in Sollicitudo rei socialis ha ribadito il mendelismo concetto: “Essa (la Chiesa) infatti non propone sistemi o programmi economici e politici, né manifesta preferenza per gli uni o per gli altri, purché la dignità dell’uomo sia debitamente rispettata e promossa e a lei stessa sia lasciato lo spazio necessario per esercitare il suo ministero nel mondo” (SRS 41).

6. Sulle opzioni concrete dei governi la Chiesa – pur tenendo nel debito conto gli aspetti tecnici dei problemi – interviene solo e “sempre per giudicarli dal punto di vista morale” (Istruzione su libertà cristiana e liberazione, 72).
Per ora non ci sono stati interventi.
Il Compendio di dottrina sociale della Chiesa si limita ad espressioni generiche di indole esortativa e prudenziale.
Ecco che cosa si legge: “Quanto più il sistema economico-finanziario mondiale raggiunge livelli elevati di complessità organizzativa e funzionale, tanto più si pone come prioritario il compito di regolare tali processi, finalizzandoli al conseguimento del bene comune della famiglia umana. Emerge concretamente l’esigenza che, oltre agli Stati nazionali, sia la stessa comunità internazionale ad assumersi questa delicata funzione, con strumenti politici e giuridici adeguati ed efficaci.
È dunque indispensabile che le istituzioni economiche e finanziarie internazionali sappiano individuare le soluzioni istituzionali più appropriate ed elaborino le strategie di azione più opportune allo scopo di orientare un cambiamento che, se venisse subìto passivamente e abbandonato a se stesso, provocherebbe esiti drammatici soprattutto a danno degli strati più deboli e indifesi della popolazione mondiale” (n. 371).

Questo è quanto riesco a dirti.
Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo