Quesito
Siano Lodati Gesù e Maria
Buonasera Padre Angelo le chiedo gentilmente se sia corretto dire (lo ha detto un alto Prelato) che Dio dimora in tutti gli uomini (quindi sia empi che giusti).
Io sapevo che Dio dimora solo nel cuore dell’uomo che è in stato di Grazia.
Se un uomo è in peccato mortale come può dimorare Dio in lui.
Grazie per la risposta.
Il Signore la benedica sempre.
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. nel Vangelo di ieri abbiamo sentito queste precise parole: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” (Gv 14,23).
Qui Gesù promette la sua presenza, e contemporaneamente quella della Santissima Trinità, in coloro che lo amano.
Il Signore precisa che lo amano quelli che osservano la sua parola e i suoi comandamenti, come aveva detto poco prima (cfr. Gv 14,21).
I teologi concludono che il Signore fissa la sua dimora in coloro che continuano ad amarlo e ad obbedirgli (cfr. San Tommaso, commento al Vangelo di Giovanni 14:23). Ma, se cessano di amarlo perché non osservano i suoi comandamenti, viene meno anche la sua presenza personale.
2. Questa presenza personale di Dio in un’anima in grazia viene chiamata in gergo teologico “inabitazione”.
3. Si può dire che Dio abita in tutti gli uomini perché è la luce vera che illumina ogni uomo (Gv 1,9). Lo illumina dall’interno per mezzo della coscienza.
Si tratta però ancora di una presenza di ordine naturale, quella presenza per la quale San Paolo ha detto nel discorso all’Areopago di Atene: “In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo” (At 17,28).
È presente perché tutto sostiene con la sua potenza e tutto conosce.
Sotto quest’aspetto Dio è dappertutto. Nell’uomo è presente in maniera più forte perché gli dona la luce per conoscerlo e per distinguere il bene dal male.
Fin qui non c’è nulla di soprannaturale.
Ma non si può ancora parlare di “inabitazione”.
4. Scrive Sant’Agostino: “Dio, quantunque tutto dovunque, non abita però in tutti gli uomini. Infatti non a tutti si possono applicare le parole dell’apostolo: “Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo spirito Santo abita in voi?” (1 Cor 3,16).
Bisogna dunque confessare che Dio è in ogni dove per la presenza della sua divinità, ma non per una grazia di abitazione.
Dio pertanto, che è in ogni dove, non abita in tutti gli uomini; e non abita parimenti nel medesimo grado in quelli dove egli abita. Perché, per esempio, Eliseo avrebbe chiesto che lo Spirito che era in Elia fosse in lui in misura due volte maggiore (cfr. 2 Re 2,9)? E perché fra tutti i Santi vi sono alcuni più santi degli altri se non perché Dio abita in essi in misura più abbondante?” (Lettera 187, De presentia Dei, cap. 5,16-17).
5. Nell’anima in grazia invece Dio è presente in maniera nuova. È presente personalmente.
Scrive San Tommaso: “Sebbene si dica che Dio è in tutte le cose mediante la presenza, la potenza e l’essenza, tuttavia non si dice che abita in esse, ma solo nei santi mediante la grazia. E la ragione di ciò è che Dio è in tutte le cose mediante la sua azione in quanto si unisce a loro, dando loro l’essere e conservandole nell’essere. Invece nei santi è presente mediante la loro stessa operazione con cui raggiungono Dio e mediante la conoscenza e l’amore in un certo modo lo comprendono: infatti chi ama e conosce si dice che ha in se stesso l’oggetto conosciuto e amato” (Commento a 2 Cor, 6,16).
Ecco qui il punto centrale: amando Dio, attingono Dio, si congiungono con lui.
Sicché Dio si rende presente personalmente nella loro anima.
6. Ugualmente San Tommaso, partendo dall’affermazione di San Paolo secondo il quale noi siamo tempio di Dio nel quale abita lo Spirito Santo, scrive: “Rientra infatti nel concetto di tempio che sia l’abitazione di Dio secondo il salmo 10,5: “ma il Signore nel suo tempio santo”. Perciò tutto ciò in cui abita Dio si può chiamare tempio.
Ora, Dio abita anzitutto in se stesso, perché egli solamente si abbraccia. Per questo motivo Dio stesso si dice tempio di Dio in Ap 21,22: “perché il Signore Dio, l’Onnipotente, è il suo tempio”.
Inoltre Dio abita in una casa consacrata mediante il culto spirituale che vi si esercita; perciò la casa consacrata viene detta tempio, secondo il salmo 5,8: “mi prostro con timore nel tuo santo tempio”. Dio abita pure negli uomini attraverso la fede, che opera mediante l’amore, secondo Ef 3,17: “che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori”.
Perciò per dimostrare che i fedeli sono tempio di Dio, aggiunge che sono inabitati da Dio, quando dice: “e che lo spirito di Dio abita in voi”. In Rm 8,11 è stato detto: lo Spirito di colui che ha risuscitato Cristo dei morti abita in voi” (Commento a 1 Cor 3,16).
7. E aggiunge: “Ma occorre considerare che Dio si trova in tutte le creature, nelle quali è per essenza, potenza e presenza, ricolmandole con i suoi beni, secondo Ger 23,24: “Non riempio io il cielo e la terra?”. Ma si dice che Dio abita spiritualmente come in una casa familiare nei santi, la cui mente è capace di Dio mediante la conoscenza e l’amore, sebbene essi in quel momento non pensino a Dio e non esprimano atti di amore, purché posseggano mediante la grazia l’abito della fede e della carità, come appare nei bambini battezzati. E la conoscenza senza l’amore non basta per l’inabitazione di Dio, secondo 1 Gv 4,16 “chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui”. Perché si sa che molti conoscono Dio o mediante la conoscenza naturale, oppure mediante la fede informe, nei quali peraltro non abita lo Spirito Santo” (Ib.).
Con l’augurio che Dio abiti sempre in te come in una casa familiare, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
