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Quesito

Buongiorno Padre,
non so se le sto scrivendo nel giusto indirizzo email però ho una domanda da farle.
Se in passato ho ricevuto la cresima in stato di peccato mortale, è invalida e da rifare oppure basta confessarsi dicendo che si è ricevuto il sacramento in quello stato per ricevere la grazia santificante?
Grazie mille in anticipo. 


Risposta del sacerdote

Carissimo, 
1. vi sono quattro sacramenti che sebbene ricevuti in peccato mortale continuano a essere validi: si tratta del battesimo, della cresima, dell’ordine sacro e del matrimonio.
Infatti i primi tre sacramenti menzionati, oltre alla grazia, infondono nell’anima anche il cosiddetto carattere o sigillo, che conforma una persona a Cristo.
Il matrimonio, pur non conferendo il carattere, crea un vincolo stabile.

2. Ecco come San Tommaso descrive il carattere:
“Il carattere in senso proprio è il contrassegno con il quale si destina una determinata cosa a un compito specifico: come le monete sono contrassegnate in questo modo per gli scambi e i soldati per la milizia.
Ora due sono i compiti a cui possono essere deputati i fedeli: il primo e principale è il godimento della gloria e per questo essi sono contrassegnati dalla grazia secondo l’allusione di Ezechiele (9,4): “segna un tau sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono; e quella dell’Apocalisse (7,3): “non devastate nella terra nel mare nelle piante finché non abbiamo impresso il sigillo del nostro Dio sulla fronte dei suoi servi”.
Il secondo compito di ogni fedele è di ricevere per sé e di comunicare agli altri le cose riguardanti il culto di Dio. E per questo propriamente viene concesso il carattere sacramentale.
Ma tutto il culto della religione cristiana deriva dal sacerdozio di Cristo.
È chiaro quindi che il carattere sacramentale è specificamente carattere di Cristo, del cui sacerdozio i fedeli vengono resi partecipi in forza di questi caratteri sacramentali, i quali altro non sono che partecipazioni del sacerdozio di Cristo derivanti da Cristo medesimo” (Somma teologica, III, 63, 3).

3. In poche parole: il carattere rende partecipi del sacerdozio di Cristo e abilita a celebrarlo.
Ad esempio: il carattere battesimale abilita a celebrare il sacerdozio di Cristo offrendo la propria vita a Dio, facendone un sacrificio santo a Lui gradito, una realtà sacra, una realtà che Gli appartiene definitivamente.
La cresima conferisce un nuovo carattere e deputa a celebrare il culto a Dio non soltanto in spirito e verità all’interno della propria coscienza, ma anche pubblicamente, partecipando ai sacramenti e alla vita ecclesiale.
Nell’ordine sacro viene Data la possibilità di celebrare i divini misteri, i sacramenti.
Ognuno di questi tre sacramenti configura secondo il proprio modo a sacerdozio di Cristo.

4. “Ora il sacerdozio di Cristo è eterno, secondo le parole del salmo 109,4 “tu sei sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedek.
Ecco perché ogni consacrazione viene fatta in virtù del suo sacerdozio finché dura la realtà consacrata e permanente” (Somma teologica,III, 63,5).
Ma l’anima che lo riceve è immortale e pertanto il carattere dura eternamente.
Questo potere rimane per sempre. Nessuno lo può togliere. È indelebile.

5. In conclusione: se uno riceve i sacramenti menzionati privo della grazia di Dio, questi sacramenti non producono il loro effetto santificante, la grazia.
È necessario prima che il peccatore si purifichi attraverso la confessione sacramentale.
Il peccato mortale è un ostacolo che impedisce di ricevere la grazia santificante.
Non solo, ma profana la celebrazione del sacramento perché lo espone a questa infruttuosità facendo sì che uno compia un sacrilegio.
Ecco perché chi riceve il sacramento della Cresima in peccato mortale non ne riceve la grazia.

6. “Ma tale impedimento viene tolto dalla penitenza poiché con essa vengono rimessi i peccati. Perciò ne segue che le opere mortificate (rese incapaci di comunicare la grazia) ricuperano con la penitenza la capacità di condurre alla vita eterna colui che le ha compiute: il che significa che esse reviviscono” (Somma teologica, III, 89, 5). 

7. In altre parole, la cresima ricevuta in stato di peccato è valida perché imprime il carattere, ma non comunica la grazia.
Tuttavia in forza del carattere che le è stato conferito ed è indelebile, se uno poi si confessa dicendo di aver ricevuto la cresima in peccato mortale, ricupera la grazia, e con essa ricupera anche la grazia sacramentale propria della cresima.

Ti benedico, ti ricordo nella preghiera e ti auguro ogni bene.
Padre Angelo