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Quesito

Nel paese in cui abito un giovane di 18 anni ha avuto un infarto ed era in coma.
Ora sta meglio, pare che vogliano provare a farlo respirare autonomamente.
Il ragazzo si chiama Giuseppe, ma i genitori non l’hanno battezzato. Sono quelle persone che dicono: mio figlio deciderà da solo, se vorrà…
Un amico ha pensato che un sacerdote avrebbe potuto battezzarlo, se era incosciente e in pericolo di vita… ma a me pare una cosa impossibile per una persona adulta, se non si sa se è consenziente… o mi sbaglio?
Luigia


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. il Battesimo è il sacramento che incorpora a Cristo.
Perché tale incorporazione sia vera e reale si richiede che colui che sta per ricevere il battesimo sappia che cos’è il battesimo e abbia l’intenzione di riceverlo.
Se non c’è l’intenzione, il battesimo è invalido.
Per i bambini il caso è diverso perché al loro posto supplisce, qui come in ogni altro ambito, l’intenzione interpretativa dei genitori.

2. Il caso che tu presenti è quello di un giovane non battezzato che si trova in grave pericolo di vita.
Non ha chiesto esplicitamente il battesimo. Glielo si può conferire?
Possiamo trovare una risposta in un responso del Santo Ufficio in data il 30 marzo 1898.
Veniva chiesto se un missionario poteva conferire il battesimo in punto di morte ad un islamico adulto che si supponeva essere in buona fede nella sua religione, limitandosi ad esortarlo al dolore dei peccati e alla fiducia della salvezza, senza dire nulla delle verità della nostra fede per timore di un rifiuto. 

3. La risposta del Santo Ufficio è stata la seguente: “No, non è lecito amministrare ad un islamico il battesimo sia in modo assoluto sia in modo condizionato (sub conditione)” (DS 3335).
“Sotto condizione” significa dare il battesimo legando la validità del sacramento a qualche intenzione interna espressa dal soggetto.

4. Sempre in quella circostanza il  Santo Ufficio ha precisato: “Riguardo agli islamici moribondi e ormai privi di sensi si deve rispondere come nel decreto del Santo Ufficio del 18 settembre 1850 al vescovo di Perth, e cioè: “Se prima aveva dato dei segni di volere essere battezzato, e nella condizione presente o con un cenno o in altro modo abbia mostrato la medesima disposizione, può essere battezzato sotto condizione purché tuttavia il missionario, considerate tutte le circostanze, abbia così giudicato prudentemente” (DS 3335).

5. Così analogamente anche nel caso del nostro giovane, al quale peraltro con tutto il cuore auguriamo piena salute: se parlando in casa, con gli amici o con qualcun altro, ha manifestato rifiuto di essere battezzato, non lo si deve battezzare in nessun modo. 
È necessario rispettare la sua volontà ed è ugualmente doveroso non profanare il sacramento esponendolo all’invalidità. Se così si facesse, si compirebbe un sacrilegio.

6. Se invece avesse detto: “ci penso, non escludo di ricevere il battesimo”, è già sufficiente per poterglielo amministrare almeno sub conditione.
Sub conditione di che cosa?
Che se è pentito dei propri peccati ed è disposto ad accogliere tutto quello che il Signore gli vuole donare il battesimo porta in lui tutti i suoi effetti di salvezza.

Con l’augurio che questo giovane possa stare bene, ricevere il battesimo e diventare santo assicuro la mia preghiera e lo benedico.
Insieme con lui, benedico anche te.
Padre Angelo