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Quesito

Buongiorno,
sto leggendo il trattato della vera devozione a Maria del Monfort e leggo che tra le pratiche esteriori si trova l’ufficio della Santa Vergine. Non avendo mai sentito questa cosa mi metto a cercare su Google e trovo quanto segue:
Informazioni sul Piccolo Ufficio della B.V. Maria
Quesito
Caro Padre Angelo, da qualche tempo ho scoperto l’Ufficio della Vergine Maria e vorrei saperne di più (nel mio caso come forma di devozione mariana “laicale” oltre allo scapolare del Carmelo, che già indosso da qualche anno e alla recita del S. Rosario che resta per me l’impegno principale). 1) è una semplice devozione o un libro “liturgico” di cui esista una editio typica? 2) in quali ambienti/ordini è nato e si è sviluppato e dove è tuttora praticato? 3) ho un po’ di confusione tra varie versioni, tutte differenti: ne ho due “preconciliari” (con cui mi trovo bene, essendo legato alla forma straordinaria del rito romano), di cui una in appendice ad un vecchio messalino domenicano, entrambe diverse tra loro; una rinnovata, curata da padre R. Falsini, che sinceramente trovo molto poco mariana, ma che uso quando sono in viaggio essendo tascabile; in giro ne ho viste altre rinnovate e non, in latino e italiano, ma non ne ho mai trovata una simile all’altra (diverse disposizioni, salmi differenti, alcuni ordinati per periodo altri per giorno della settimana)… Insomma, fermo restando che la B. Vergine li gradisce tutti, mi piacerebbe capirne qualcosa in più… Grazie, le chiedo una preghiera. Stefano
Risposta del sacerdote
Caro Stefano,
1. su un antico dizionario di Liturgia ho trovato queste notizie sull’origine del Piccolo Uffizio della B. Vergine Maria: “UnPiccolo Ufficio della Beata Vergine compare al sec. X, come forma di devozione privata, a fianco degli Uffici supererogatori della SS. Trinità, dell’incarnazione, dello Spirito Santo e dei Santi, e grande fu la sua diffusione già alla fine di quel secolo, specialmente per opera di S. Pier Damiani († 1072) e di Papa Urbano II, che nel Sinodo di Clérmont (1095) ne fece oggetto di particolare esortazione. Recitato dapprima al sabato come ossequio settimanale alla Madonna, fu in questo compito soppiantato dall’Officium B. Mariae in Sabbato, rimanendo sempre però una delle forme di maggior devozione, specialmente in mezzo al popolo, verso la Madonna”.
2. Con la Riforma del Breviario Romano, chiamato “Liturgia delle Ore” si è riformato anche il “Piccolo ufficio della B. V. Maria”. Poiché ha perso parecchio il timbro mariano, è entrato in disuso. Solo le letture danno il timbro mariano al Piccolo Ufficio. Prima invece tutto trasudava una presenza e una lode continua di Maria
3. Fino a qualche tempo fa molte congregazioni religiose femminili recitavano il piccolo Ufficio della B. V. Maria. Oggi sono passate alla Liturgia delle Ore. I laici domenicani sono esortati a recitarlo, qualora non potessero recitare la Liturgia delle Ore.
4. Nel Piccolo Breviario domenicano (manuale di preghiere per i laici-terziari domenicani) viene riportato secondo la stesura rinnovata dopo il Vaticano II e conformata allo schema della Liturgia delle Ore. Di diverso vi sono alcune letture tratte da scritti domenicani.
5. Poiché non è imposto a nessuno, ognuno può recitarlo come e quando vuole, anche nella forma precedente. La forma precedente aveva una sua bellezza, lasciava in chi lo recitava un grande senso di pace e faceva sentire la presenza di Maria, insistentemente lodata e invocata. Personalmente di quando in quando ne faccio uso per la mia devozione privata usando ancora il vecchio “libellus precum” che veniva dato a tutti i novizi domenicani. In noviziato il Piccolo Ufficio venivano recitato integralmente e comunitariamente due volte la settimana (oltre evidentemente al Breviario).
Sono contento che tu lo reciti secondo lo schema proposto dall’antico messalino domenicano. Ti esorto a continuare. Pier Giorgio Frassati, da buon terziario domenicano, lo recitava ogni giorno.
Il saluto cordialmente, ti prometto un ricordo al Signore e alla B. Vergine e ti benedico. Padre Angelo
Da premettere che ancora non ho ben capito di cosa si tratta, potrebbe gentilmente spiegarmelo? Ad un certo punto lei scrive che la forma precedente era molto bella e lasciava un senso di pace, dove posso trovarla?
Vorrei anche chiederle che cosa è il salterio della Santa Vergine di San Bonaventura. Scusi per le troppe domande. Spero di ricevere una Sua risposta, in tal caso dove posso leggerla?
In attesa le porgo cordiali saluti.
Alessia

 


 

Risposta del sacerdote

Cara Alessia,
l. La devozione alla Madonna si sviluppò ben presto all’interno della Chiesa.
La più antica preghiera marina, il Sub tuum praesidium (Sotto la tua protezione), risale almeno dell’inizio del III secolo, come ne fa fede un papiro copto di quell’epoca.
L’Ufficio della Madonna nacque in ambiente monastico. Qualcuno dice a Montecassino (ma è col punto interrogativo) verso l’ottavo secolo.

2. Come il Breviario è stato escogitato per santificare tutte le ore della giornata e per  pregare in maniera “continua”, così si sentì il desiderio di lodare in maniera continua anche la Beata Vergine Maria.
Per questo nel Piccolo Ufficio della Beata Vergine Maria sono presenti tutte le ore canoniche: mattutino, lodi, prima, terza, sesta, nona, vespri e compieta.

3. Veniva chiamato Officium parvum, “Piccolo ufficio”, perché – sebbene siano presentiti tutte le ore – è più snello, più breve e più facilmente memorizzabile.
È sempre lo stesso tutti i giorni dell’anno salva la variante di un’antifona ai vespri e alle lodi a seconda del tempo di Avvento, di Natale (che andava fino al 2 febbraio, festa della Purificazione di Maria) e di Pasqua.

4. È soprattutto nel mattutino che si evidenza la brevità: tre soli salmi, a differenza dei nove che si recitavano nel Breviario.
Le letture sono tre, sono sempre le stesse e molto brevi, a differenza del Breviario dove erano in numero di tre, ma più lunghe e variavano ogni giorno e nelle feste erano nove.

5. Secondo Pietro Diacono il Papa Gregorio II (714-731; ecco l’ottavo secolo) lo approvò.
Questo Officium parvum ebbe il suo ultimo perfezionamento nel secolo XI ad opera di San Pier Damiani.
Nei secoli XII e XIII parecchi Sinodi particolari ne prescrissero la recita ai chierici, moltissimi dei quali non erano sacerdoti, ma studiavano o insegnavano nelle università.

6. Per l’Ordine domenicano, oltre all’Ufficio canonicale (il Breviario), San Domenico conservò nel suo Ordine l’uso dei cistercensi e dei premonstratensi di recitare le Horae Beatae Virginis (le ore della Beata Vergine).
La recitazione si compiva tra il primo e il secondo segno del coro e fungeva da preparazione alla preghiera che lì si andava a fare.
Il Mattutino si recitava appena alzati davanti all’altare della Madonna presente nel dormitorio.
Solo la compieta veniva recitata in coro.

7. Fin verso la metà del secolo scorso i novizi domenicani, oltre alla recita del Breviario fatta in coro con gli altri frati della comunità, lo recitavano intero comunitariamente ogni giorno nella cappellina del noviziato.
In seguito, fino all’attuale riforma liturgica, lo recitavano intero due volte la settimana, dividendolo a gruppi di ore, in modo che ogni giorno, nella mattinata e nel pomeriggio, potessero lodare ugualmente la Beata Vergine Maria e attirare sopra di sé ogni grazia, in particolare quella della perseveranza.

8. L’Ordine domenicano aveva un Rito proprio (a dire il vero si potrebbe dire che ha un Rito proprio perché quel Rito non è mai stato soppresso).
Per questo ci sono delle varianti rispetto all’Officium parvum del Rito romano.

9. Infine, per rispondere alla prima domanda, si tratta di una preghiera liturgica, che viene fatta in forma devozionale (perché non è prescritta) dai singoli fedeli.

10. Il salterio della Santa Vergine di San Bonaventura è un ufficio in onore dell’Immacolata.

Ti auguro una buona e Santa Pasqua, ricca di grazie e di pace.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

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