Quesito

Caro Padre Angelo,
sempre in tema di istituzione divina dei sacramenti, in che senso diciamo che è Gesù Cristo (e non la Chiesa) ad aver istituito tutti e 7 i sacramenti (quindi non solo l’Eucarestia)?
La ringrazio fin d’ora e Le porgo i miei più sinceri auguri.
Davide


Risposta del sacerdote

Caro Davide,
1. La Chiesa ha definito che tutti i 7 sacramenti sono di istituzione divina.
Il Concilio di Trento ha affermato che “se qualcuno dirà che i sacramenti della nuova Legge non sono stati istituiti da Nostro Signore Gesù Cristo o se qualcuno dirà che i sacramenti della Nuova Legge sono più di sette o meno di sette e cioè: Battesimo, Confermazione, Eucaristia, Penitenza, Unzione degli infermi , Ordine e Matrimonio; o che qualcuno di questi sette non è veramente e propriamente sacramento, sia scomunicato” (DS 1601).
La Bibbia non tratta dei Sacramenti come in un trattato di teologia né parla del numero settenario.
L’istituzione divina dei Sacramenti si evince volta per volta a proposito dei singoli sacramenti là dove Cristo li istituisce.
Adesso diventerebbe troppo lungo passarli in rassegna. Ciccando sul motore di ricerca il nome di ogni singolo sacramento è abbastanza facile vedere quando Cristo li abbia istituiti.
D’altra parte la tua domanda precisa è questa: “in che senso diciamo che è Gesù Cristo (e non la Chiesa) ad aver istituito tutti e 7 i sacramenti”.

2. Che solo Cristo li possa istituire lo si evince dalla natura dei sacramenti.
Essi sono stati istituiti per comunicare agli uomini la vita divina, la grazia.
Ora è ovvio che solo Dio può comunicare la sua vita divina.
Bisognerebbe essere Dio per poterla donare.
Pertanto l’autore dei sacramenti è Dio, anzi è Cristo. Ed è sempre Cristo che li celebra.
La Chiesa è lo strumento di cui Cristo si serve.
Come il recipiente non causa l’acqua e non ne è la sorgente, ma la comunica soltanto, così  parimenti nei Sacramenti sta il rapporto tra la Chiesa e Cristo.

3. Ecco l’argomentazione di san Tommaso: “Ricordiamo quanto è stato già detto, cioè che i sacramenti producono strumentalmente effetti spirituali. Ora, lo strumento riceve la sua virtù dall’agente principale.
Due però sono gli agenti, cui si riferisce il sacramento, cioè chi lo ha istituito e chi lo usa.
Ma la virtù del sacramento non può venire da chi lo usa, perché questi non agisce se non come ministro.
Resta dunque che la virtù del sacramento promani dall’istitutore.
Ma non potendo a sua volta la virtù del sacramento provenire che da Dio, è chiaro che solo Dio è l’istitutore dei sacramenti” (Somma teologica, III, 64, 2).

4. Dice ancora san Tommaso: “Gli Apostoli e i loro successori fanno le veci di Dio nel governo della Chiesa costituita sulla fede e sui sacramenti.
Perciò, come non è in loro potere fondare un’altra Chiesa, così non possono insegnare altra fede né istituire altri sacramenti” (Somma teologica, III, 64, 2, ad 3).

5. La Chiesa determina i riti della celebrazione dei sacramenti.
E solo su questi riti si svolge il suo potere.
Scrive san Tommaso: “Ciò che si trova nei sacramenti per istituzione umana, non è necessario alla validità del sacramento, ma conferisce una certa solennità, utile nei sacramenti a eccitare la devozione e il rispetto in coloro che li ricevono.
Ciò che invece è indispensabile alla validità di un sacramento, è stato istituito da Cristo stesso, che è Dio e uomo.
Ora, sebbene non tutto ci sia stato tramandato dalle Scritture, tuttavia la Chiesa lo ha appreso dalla tradizione nata dalla familiarità con gli Apostoli, come risulta dalle parole di S. Paolo: "Alla mia venuta regolerò le altre cose" (Somma teologica, III, 64, 2, ad 1).

Ti auguro ogni bene, anche quello di amministrare i Sacramenti della Chiesa qualora venissi chiamato, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo