Quesito

Caro Padre Angelo,
sono Stefano, un ragazzo di 36 in carrozzina.
Durante le giornate ho molto tempo per pensare e questo spesso non mi aiuta perché mi perdo nei miei ragionamenti. Volevo porle alcune domande:
Nella bibbia c’è scritto: “A Dio è piaciuto prostrarlo con dolore”. Che significato ha la parola “piaciuto”?
Vuol dire che a Dio gli è piaciuto far soffrire Gesù per Amore nostro?
Inoltre San Paolo scrive: “Non faccio il bene che voglio ma il male che non voglio”. Ma l’uomo senza Dio può fare il bene?
Grazie


Risposta del sacerdote

Caro Stefano,
1. per la prima domanda ecco il testo per intero: “Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione,
vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore” (Is 53,10).

2. Il significato immediato di questa affermazione sta in questo: la passione e la morte di Gesù non sono state un incidente di percorso, ma corrispondono a una precisa volontà divina.
Il biblista Giuseppe Girotti commenta: “A Dio è piaciuto: Isaia ricorda veramente che la passione e morte del servo di Jahwè erano venute non senza una divina disposizione. Esse rispondevano a un piano misterioso di sapienza e di misericordia ben prestabilito nella mente di Dio, il quale non solo permise ma si compiacque fiaccare con quei patimenti il suo servo.
La passione è opera della sapienza e della potenza di Dio.
Della sapienza, perché così è scritto: “Ecco, il mio servo avrà successo,
sarà onorato, esaltato e innalzato grandemente” (Is 52,13)
E della potenza di Dio: “Chi avrebbe creduto al nostro annuncio?
A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore?” Is 53,1).

3. Continua il beato Girotti: “Non solo, ma è ancora decretata dal suo beneplacito, per nulla provocata da necessità, come dice San Girolamo: “dunque non fu di necessità che patisce, ma per volontà del Padre e per volontà Sua”.
Se quindi a Dio, a cui certo non mancavano altri mezzi per redimere il genere umano, ha scelto proprio la via dei patimenti, e questa via è specifica della sapienza, potenza. beneplacito di Dio, la stoltezza e lo scandalo della croce devono svanire completamente”.

4. La traduzione ecumenica della Bibbia (la TOB) traduce così: “Il Signore ha voluto stritolarlo con la sofferenza”.

5. Per la seconda domanda San Paolo scrive: “Non faccio il bene che voglio ma il male che non voglio”.
Tu allora chiedi: ma l’uomo senza Dio può fare il bene?”. 

6. Intanto ecco il testo intero: “In me c’è il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me” (Rm 7,18-20).
 San Paolo vuol dire che scopre in sé l’inclinazione al male per cui anche quando si propone di fare il bene, gli capita di essere soggetto alle tentazioni e di cadere.

7. Ma ecco la risposta di San Tommaso il quale si domanda “se l’uomo possa volere e compiere il bene senza la grazia”.
“Nello stato di natura integra l’uomo era in grado, per l’efficacia delle sue facoltà operative, di volere e di compiere con le sue forze naturali il bene proporzionato alla sua natura, cioè il bene delle virtù acquisite: ma non un bene superiore, qual è quello delle virtù infuse.
Invece nello stato di natura corrotta l’uomo è impari a quanto potrebbe secondo la sua natura, cosicché non è in grado di compiere tutto questo bene con le sue forze naturali.
Tuttavia, non essendo la natura umana del tutto corrotta col peccato, al punto da essere privata di ogni bene naturale, l’uomo anche in tale condizione può compiere determinati beni particolari, come costruire case, piantare vigne, e altre cose del genere; ma non può compiere tutto il bene a lui connaturale, così da non commettere qualche mancanza. Un infermo, p. es., può da se stesso compiere alcuni movimenti; ma non è in grado di compiere perfettamente i moti di un uomo sano, se non viene risanato con l’aiuto della medicina.
Perciò nello stato di natura integra l’uomo ha bisogno di un soccorso gratuito aggiunto alla sua virtù naturale per un solo motivo, cioè per compiere e per volere il bene soprannaturale.
Invece nello stato di natura corrotta ne ha bisogno per due motivi: per essere guarito; e per compiere il bene di ordine soprannaturale, che è meritorio.
Inoltre in tutti e due gli stati l’uomo ha bisogno dell’aiuto di Dio, che dà la mozione per compiere il bene” (Somma teologica, I-II, 109,2).

Con l’augurio di ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo