Il peccato originale e la comparsa della morte

Il peccato originale e la comparsa della morte

Quesito

Mi inserisco nella discussione “Quesiti sulla Genesi e sul peccato originale” con una domanda che introduco con alcune premesse.

Premesse

1 Sappiamo per certo, perché in natura se ne conservano sotto varie forme i resti, che innumerevoli creature (a cominciare dai primi microrganismi che hanno abitato i mari ) sono morte.

2 Credo di non andare errata constatando che scienza e fede concordano sul fatto che l’uomo sia comparso sulla terra dopo la creazione degli altri esseri viventi.

3 Leggo nella Lettera di Paolo ai Romani: – cap. 5

[12]Quindi, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini

Domanda

Se è stato il peccato originale a trascinare nella caducità e nella morte tutta la creazione, come sembra di evincere dalle parole di S. Paolo, quale spiegazione dare alla fine di miriadi di creature, avvenuta prima della comparsa dell’uomo e quindi prima del peccato originale ?

La ringrazio di cuore per una Sua risposta e Le porgo miei saluti

Anna Maria Tomei


Risposta del sacerdote

Carissima Anna Maria,
il testo di San Paolo fa diretto riferimento alla morte dell’uomo, come del resto già il testo di Sap 2,24: “Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono”.
Il testo sacro non è preoccupato di darci indicazioni scientifiche, e per questo la scienza ha la sua giusta autonomia.
La Parola di Dio è una parola che vuole portare la vita di Dio (la sua luce, il suo amore, la sua presenza) nel cuore dell’uomo.
Sei dunque libera di pensare come vuoi. Su questo punto la fede non ti vincola in nessun modo.

Tuttavia, se proprio si vuole cercare una risposta alla tua domanda, si potrebbero ipotizzare due soluzioni.
La prima: gli esseri inferiori all’uomo, tanto vegetali quanto animali, avevano processi di vita e di morte.
E questo permetteva ai nostri progenitori di sapere che cosa fosse la morte.
Quando Dio li ammonì di non mangiare del frutto dell’albero della scienza del bene e del male, perché diversamente sarebbero morti, sapevano che cosa poteva loro succedere. E così l’ammonimento era ben persuasivo.
La seconda: probabilmente prima del peccato originale nessun animale mangiava le carni di un altro animale. Dio diede all’uomo il permesso di mangiare delle carni degli animali solo dopo il diluvio universale: “Quanto striscia sul suolo e tutti i pesci del mare sono messi in vostro potere. Quanto si muove e ha vita vi servirà di cibo: vi do tutto questo, come gia le verdi erbe” (Gn 9,2-3).
La pace messianica annunciata da Isaia potrebbe essere considerata un ripristino della pace che c’era nel paradiso terrestre: “Il lupo dimorerà insieme con l’agnello, la pantera si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guiderà. La vacca e l’orsa pascoleranno insieme; si sdraieranno insieme i loro piccoli. Il leone si ciberà di paglia, come il bue. Il lattante si trastullerà sulla buca dell’aspide; il bambino metterà la mano nel covo di serpenti velenosi” (Is 11, 6-8).
Ecco, cara Anna Maria, quanto posso dirti su tale argomento. La cosa essenziale è che non possiamo andare a cercare nella genesi la soluzione di problemi scientifici. Si tratta di un libro religioso, che ci fornisce tante grandi verità sulla creazione, ma che non ha pretese di sostituire la ricerca scientifica.
Ti ringrazio è per la domanda. Ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo