Il film Nativity e il parto indolore di Maria

Il film Nativity e il parto indolore di Maria

Quesito

Caro Padre Angelo ,
prendo spunto per questo mio quesito da un film uscito di recente – "Nativity" – che ha come tema l’evento della nascita di Gesù. In una recensione che ho letto pochi giorni fa – positiva nel suo complesso –  un critico cinematografico cattolico notava che la pecca più evidente del film, in cui la narrazione si scostava palesemente dalla Tradizione , è la rappresentazione della scena del parto della Vergine Maria , in cui Ella soffre per i normali dolori comuni a tutte le donne partorienti .
La mia domanda si concentra su quest’ultimo punto, cioè la questione del parto indolore di Maria, sul quale ammetto di essere molto ignorante (e chiedo anticipatamente scusa per le eventuali castronerie contenute nella formulazione dei quesiti).
I quesiti sono i seguenti:

1) Il fatto che la Beata sempre Vergine Maria – la cui verginità prima, durante e dopo il parto è sancita da dogma – abbia partorito Nostro Signore senza doglie, in modo indolore, è un dogma di fede o solo un "ipotesi teologica" molto probabile?

2) Il parto indolore di Maria può essere visto come una conseguenza diretta e "inevitabile" della Sua Immacolata Concezione (essendo il dolore nel parto frutto del peccato originale da cui la Madonna è immune)?

3) A cosa si "appellano" quei teologi che, pur riconoscendo l’Immacolata Concezione e la Verginità perpetua di Maria, sostengono che Ella partorì con dolore?

4) Che cosa diceva S. Tommaso in proposito?

5) Il recente Magistero della Chiesa si è occupato della questione? Se sì, in quali documenti? 

Confidando in una sua risposta, porgo a lei ed ai responsabili del sito  i miei più cari auguri di un buon Santo Natale del Signore,

Pietro D.


Risposta del sacerdote

Caro Pietro,
rispondo alle tue domande per ordine.

1. Il parto indolore non è dogma di fede, ma una conseguenza logica del dogma della verginità durante il parto.
Secondo i santi Padri Gesù è uscito dal grembo di Maria nel medesimo modo in cui una stella col suo raggio passa il vetro, non lo rompe, ma lo illumina.
Per questo i medesimi santi padri dicono che il parto di Gesù avvolse Maria nella luce e nella gioia.

2. No, perché Maria, pur esente dal peccato originale, ha sofferto moltissimo nella sua vita.
Il parto indolore della Vergine è legato alla virginitas in partu.

3. Non conosco questi teologi attuali, i quali pur riconoscendo la Verginità perpetua di Maria sostengono che partorì con dolore.
A meno che ci si riferisca ai vangeli apocrifi, secondo i quali al momento del parto di Maria accorsero le ostetriche. Ma questo è indirettamente negato da Vangelo di Luca, il quale afferma che la stessa Beata Vergine “avvolse in fasce e adagiò in una mangiatoia” il bambino che aveva dato alla luce (Lc 2,7).
Per cui san Girolamo dice: “Non vi fu nessuna levatrice, nessun intervento di donnicciole. Essa fu madre e ostetrica. Le parole evangeliche di Luca respingono le stravaganze degli apocrifi” (Contra Helvid. 8).

4. Il testo della Somma teologica di san Tommaso dice così: “Il dolore della partoriente è prodotto dal dilatarsi delle vie attraverso le quali deve uscire la prole. Ma abbiamo spiegato che Cristo uscì dal grembo della madre senza che questo si aprisse, e quindi senza dilatazione delle vie.
 Perciò nel suo parto non vi fu dolore di sorta, né corruzione alcuna, ma somma gioia, poiché ‘l’uomo Dio nasceva alla luce del mondo’, secondo le parole di Isaia 35,1: ‘La solitudine canterà come un giglio; canterà nella gioia e nel giubilo’” (III, 35, 7).

5. Il Magistero, a quanto ne so, non è mai sceso in tali questioni. Tuttavia la liturgia della Chiesa in una sua antifona prega così: “Virgo Maria sine dolore peperit Salvatorem saeculorum” (La Vergine Maria ha partorito senza dolore il Salvatore dei secoli). E non dobbiamo dimenticare la lex orandi est lex credendi (La regola della preghiera è regola della fede)

Ti ringrazio delle domande, caro Pietro, e anche a te ricambio gli auguri natalizi, accompagnandoli con la preghiera e con la mia benedizione.
Padre Angelo