Quesito

Buonasera caro Padre Angelo,
in una confessione passata, dopo aver terminato l’accusa dei miei peccati, il presbitero (indiano) mi disse: “Ora preghiamo”, recitando insieme a me il Padre Nostro. Terminata la preghiera ha pronunciato le parole assolutorie. In un’altra circostanza, mentre lo stesso presbitero mi dava l’assoluzione, per scrupolo ho recitato anche l’Atto di Dolore, allora mi disse che potevo recitarlo dopo l’assoluzione.
Pertanto desidero chiederle:
1) Se l’assoluzione viene data mentre il penitente non ha terminato la recita dell’Atto di Dolore, rimane comunque valida?
2) Nella confessione può essere omesso l’Atto di Dolore, per recitare il Padre Nostro insieme al sacerdote?
3) Le risulta che l’Atto di Dolore può essere recitato anche dopo l’assoluzione?
Grazie per i suoi preziosi consigli.
La saluto nel cuore di Gesù e di Maria.
Giampiero


Risposta del sacerdote

Caro Giampiero,
1. il pentimento dei peccati è essenziale per la confessione.
Senza pentimento la confessione è invalida perché non si è penitenti.

2. La chiesa per aiutare il fedele ad esprimere un vero pentimento gli fa recitare una preghiera: l’atto di dolore.
Questa preghiera non è ad validitatem. È un aiuto.
Sicché vi possono essere frangenti in cui si è dispensati dall’atto di dolore. Pensa ad esempio quando si dà l’assoluzione ad un morente, oppure si dà l’assoluzione sub conditione, perché il fedele si trova privo di sensi.

3. Di norma l’atto di dolore va recitato prima dell’assoluzione sacramentale.
Nel caso che venga recitato dopo, non inficia la validità dell’assoluzione.

4. Di per sé è prevista una preghiera che esprima il pentimento. Pertanto la Chiesa non propone il Padre nostro, ma l’atto di dolore.
È vero che nel Padre nostro c’è tutto e c’è anche la richiesta di perdono (rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo…), ma l’atto di dolore esprime più compitamente il dolore del peccato e il proposito di evitarlo per l’avvenire.
Pertanto è sempre meglio attenersi alla disciplina della Chiesa.

Ricambio il cordiale saluto, ti prometto una preghiera e ti benedico.
Padre Angelo