Quesito

Caro Padre Angelo,
chiedo il tuo aiuto.
Da anni cerco di far entrare nell’ovile santo due miei cari amici.
Sono brave persone ma sono troppo criticone.
Loro credono in Dio (a modo loro) ma non credono nell’istituzione ecclesiastica che non riesce ad essere coerente (almeno sempre) alle istanze del vangelo. Ciò è vero, ahimè, ma per noi è scontato che bisogna andare avanti.
Soprattutto, in questo periodo, criticano molto il Santo Padre Benedetto XVI.
Su Giovanni Paolo II avevano poco da recriminare ma su questo attuale…non vi dico!
Mi fa male tutto ciò. Invano cerco di spiegare l’importanza della fedeltà al Papa, Vicario di Cristo.
Oltre a pregare incessantemente per loro (cosa che sto già facendo), mi piacerebbe avere delle argomentazioni più solide per contrastare le loro critiche.
Probabilmente sarà come combattere con i mulini a vento, ma ritengo doveroso almeno continuare a tentare.
Non c’è niente di peggio quando una persona viene etichettata in un determinato modo.
Le critiche principali che rivolgono al Santo Padre sono:
– la fastosità e la ricchezza della Città del Vaticano che cozzerebbe con la povertà evangelica
– la presunta volontà di questo Papa a proteggere certi gravi reati di molti sacerdoti
– l’otto per mille che farebbe arricchire una certa cerchia di vescovi
– i privilegi dello Stato del Vaticano in molti ambiti
– altro ancora ma mi fermo qui.
Gradirei, se possibile, una sollecita e quanto mai gradita risposta.
Grazie e scusami.
Alessandro


Risposta del sacerdote

Caro Alessandro,
1. potresti dire a questi due tuoi amici di fare come ha fatto San Francesco, il quale non si è fermato a criticare le ricchezze (vere o apparenti) degli altri, ma ha voluto rendersi assolutamente povero ad immagine di Nostro Signore.
Solo a questo punto le loro critiche nasceranno da un cuore puro che non si concede nulla né nelle ricchezze né nelle sensualità o impurità.

2. Per il resto non ci sono argomenti che tengano perché questi due fratelli avranno sempre da criticare. Anche per Gesù hanno fatto così. Se non mangiava, era un indemoniato. Se mangiava, era un mangione e un beone.
In generale posso ricordare che Gesù aveva una cassa e da quella cassa traeva per fare elemosine ai poveri, come si evince da Gv 13,29: “alcuni infatti pensavano che, tenendo Giuda la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri”.

3. Vedi, tu hai la fede e anch’io ho la fede. Le ricchezze vere o presunte del Vaticano non c’entrano niente con la mia fede. Che alcuni nella Chiesa vivano come dei Giuda mi addolora, ma non scalfisce la mia fede.
So che sono chiamato dal Signore a diventare santo e che nel giudizio sarò giudicato su questo: se io sono diventato santo come dovevo e come potevo.

4. Questi due fratelli pensano di vedere e invece sono ciechi. Pensano di essere intelligenti e invece sono davvero interiormente molto, ma molto poveri.
Tutti quelli che nella Chiesa progrediscono in santità e in virtù non si fermano a giudicare se il Vaticano sia ricco o povero. A loro questa non interessa proprio niente.

Per portare a Cristo persone che così cieche e sorde, conviene che tu “perda” molto tempo nella preghiera e nei sacrifici per loro piuttosto che nel tentare di convincerli.
Quando saranno guadagnati a Cristo, sentiranno da soli che tutte le loro attuali questioni con la fede non c’entrano nulla.
Ti saluto, prometto una preghiera per te e per loro.
Vi benedico.
Padre Angelo