Quesito
buona sera
volevo fare una domanda sull’eternità dell’inferno. Leggendo il vostro sito a più riprese ho letto che l’inferno è eterno nel senso pieno cioè vi è un solo istante eterno cioè il presente non scorre nel passato.
Un esempio è l’articolo qui sotto
https://www.amicidomenicani.it/non-riesco-a-comprendere-se-come-e-perche-l-inferno-e-eterno/
Poi ieri sera leggevo un articolo che riportava la Summa II q 10 a 3 ad 2 la quale dice che l’eternità dell’inferno va intesa nel senso che non finirà mai, ma non nel senso di un solo istante che non passa.
Sono quindi confuso e vorrei un chiarimento.
Grazie.
Marco
Risposta del sacerdote
Caro Marco,
1. il testo di San Tommaso al quale fai riferimento si trova all’interno di un articolo nel quale San Tommaso precisa che propriamente parlando solo Dio è eterno,
Scrive infatti: “L’eternità veramente e propriamente è soltanto in Dio. Perché l’eternità deriva dall’immutabilità, come si è già provato; e d’altra parte solo Dio è del tutto immutabile, come abbiamo visto sopra.
Tuttavia nella misura in cui alcune cose partecipano da Dio l’immutabilità da lui partecipano anche l’eternità. Le cose, dunque, partecipano da Dio l’immutabilità in questo senso che mai cessano di esistere, come nella Scrittura è detto della terra che “eternamente sussiste” (Qo 1,4). Certe altre sono dette eterne nella Sacra Scrittura per la diuturnità della durata, sebbene siano corruttibili, come nei Salmi sono chiamate “eterne le montagne” (Sal 75,5), ed anche nel Deuteronomio si parla “dei frutti dei colli eterni” (Dt 33,15).
Altre cose anche più ampiamente partecipano la natura dell’eternità in quanto sono immutabili o nell’essere, o anche perfino nell’operare, com’è degli angeli e dei beati, ammessi alla fruizione del Verbo; perché relativamente a quella visione del Verbo nei santi non ci sono “pensieri variabili”, come dice Sant’ Agostino. Cosicché di coloro che vedono Dio si dice che possiedono la vita eterna, secondo il detto della Scrittura: “la vita eterna consiste nel conoscere (Te, solo Dio vero)”” (Somma teologica, I, 10, 3).
2. Per questo i teologi distinguono tra l’eternità di Dio, che è eternità vera e propria, ed eternità partecipata e impropriamente detta.
San Tommaso prima di dare la sua risposta dice: “San Girolamo scrive: “Soltanto Dio è senza inizio” (lettera 15 a Damaso). Ora, tutto ciò che ha un inizio non è eterno. Quindi soltanto Dio è eterno” (Ib., sed contra).
Quella degli angeli, dei beati e dei dannati è una eternità partecipata.
3. Il cardinale Giacomo Biffi scrive: “I dannati non si pentono perché non hanno tempo di pentirsi, e non hanno tempo di pentirsi perché sono usciti dal tempo e prigionieri di un istante, cui non fa seguito nessun altro istante” (L’al di là, p. 88).
4. L’affermazione di San Tommaso da te riportata fa riferimento alla pena dell’inferno più che all’eternità di coloro che vanno all’inferno, perché secondo alcune espressioni della Sacra Scrittura la pena sarebbe variabile.
Ma la mente e la volontà dei dannati sono fisse nell’eternità.
5. Ecco il testo di San Tommaso: “Il fuoco dell’inferno è detto eterno unicamente perché non finirà mai. Però nelle pene dei dannati vi saranno delle trasmutazioni, secondo il detto della Scrittura: “Ad eccessivo calore passi egli dalle acque delle nevi” (Gb 24,19). Quindi nell’inferno non vi è vera eternità, ma piuttosto il tempo, secondo la frase del Salmo: “la loro sorte è segnata per sempre” (Sal 80,16)” (Somma teologica, I, 10, 3, ad 2).
6. Il magistero della Chiesa parla semplicemente di eternità dell’inferno, come ad esempio il Catechismo della Chiesa Cattolica: “La Chiesa nel suo insegnamento afferma l’esistenza dell’inferno e la sua eternità. Le anime di coloro che muoiono in stato di peccato mortale, dopo la morte discendono immediatamente negli inferi, dove subiscono le pene dell’inferno, «il fuoco eterno». La pena principale dell’inferno consiste nella separazione eterna da Dio, nel quale soltanto l’uomo può avere la vita e la felicità per le quali è stato creato e alle quali aspira” (CCC 1035).
Con l’augurio di una sorte beata, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
