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Quesito

Caro Padre Angelo,
sono stata di recente in Terrasanta ed ho visto due persone che avevano (o così sembrava) problemi di possessione demoniaca. Mi sono fatta delle domande. Noi cristiani siamo fortunati perché abbiamo gli esorcisti. Ma come fanno quelle persone che appartengono ad altre culture e religioni? Hanno come noi questo problema e se sì, come lo affrontano?
Grazie infinite per le sue graditissime spiegazioni.
Claudia

 


 

Risposta del sacerdote

Cara Claudia,
1. al di fuori del cristianesimo gli uomini si difendono dagli influssi o dalle possessioni diaboliche attraverso la magia e le pratiche superstiziose.
Attraverso la magia anzitutto.
In antico le corti dei re pullulavano di maghi, come si evince dalla narrazione dell’Esodo (capitolo 7) quando Mosè si presentò al faraone.
Anche nelle vite degli uomini illustri di Plutarco questa presenza è forte.

2. I maghi avrebbero il potere di mettersi in contatto con uno spirito.
Tali spiriti – che si identificano con i demoni – si distinguono in buoni e in cattivi.
Nell’antichità greco romana era riconosciuta questa distinzione e ne fa fede Sant’Agostino nel De Civitate Dei quando dice che i demoni buoni sarebbero mediatori tra gli uomini e Dio.
Ecco la motivazione riportata da Sant’Agostino: “Poiché nessun dio comunica direttamente con l’uomo i demoni presentano agli dèi le preghiere degli uomini e da essi recano agli uomini i favori richiesti. I sostenitori di questa dottrina ritennero sconveniente che gli uomini comunichino con gli dèi e gli dèi con gli uomini, ma ritengono conveniente che i demoni comunichino con gli dèi e gli uomini per esporre dal basso le richieste e per esser latori dall’alto dei benefici accordati. In tal modo l’uomo pio e alieno dalle pratiche disoneste delle arti magiche dovrebbe invocarli come intercessori per farsi ascoltare dagli dèi” (De Civitate Dei VIII, 18).
Ma simile pensiero è assurdo dice Sant’Agostino: “Dunque la sublime santità di Dio non comunica con l’uomo che si umilia nella preghiera e comunica col demone che inorgoglisce; non comunica con l’uomo che si pente e comunica col demone che lo inganna; non comunica con l’uomo che ricorre alla divinità e comunica col demone che scimmiotta la divinità; non comunica con l’uomo che chiede il perdono e comunica col demone che suggerisce l’immoralità!…” (De Civitate Dei VIII, 20).

3. In fondo questa è la mentalità ancor oggi regnante presso i maghi i quali, per cacciare demoni e malefici, asseriscono di essere mediatori di spiriti buoni.
Ma rimane vero anche per costoro quanto a suo tempo ha detto San Paolo e cioè che chi serve gli idoli, serve ai demoni: “Che cosa dunque intendo dire? Che la carne sacrificata agli idoli vale qualcosa? O che un idolo vale qualcosa?
No, ma dico che quei sacrifici sono offerti ai demòni e non a Dio. Ora, io non voglio che voi entriate in comunione con i demòni; non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni; non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demòni” (1 Cor 10,19-20).
Ora i demoni sono sempre nemici dell’uomo, anche quando si presentano come loro amico. Ma “ciò non fa meraviglia – dice San Paolo – perché anche Satana si maschera da angelo di luce” (2 Cor 1,14).

4. Fuori del cristianesimo regna questa mentalità che porta ad avere frequenti contatti con maghi, fattucchieri o altro per sventare malefici oppure per procurarli.
Fuori del cristianesimo c’è un clima di paura, di sospetto, di pessimismo, tutto contrario alla fede cristiania per la quale chi vive in grazia porta Dio dentro di sé e mette paura in tutti i demoni.
Coloro che vivono così sono testimoni di quanto siano vere le parole di San Giacomo Apostolo: “Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggirà lontano da voi” (Gc 4,7).

5. Oltre che alla magia nel mondo extracristiano si ricorre a pratiche superstiziose per allontanare il malocchio, che sarebbe il malefico influsso che taluni eserciterebbero su persone e su cose.
Va ricordato a questo proposito che di fatto le pratiche superstiziose a loro modo e inconsapevolmente tributano dipendenza nei confronti di entità diverse da Dio, in modo che chi le compie sebbene involontariamente si mette sotto l’influsso del demonio.
Ecco perché nella Sacra Scrittura sono severamente proibite.

6. Con tutto il cuore abbiamo da ringraziare il Signore di essere cristiani e di possedere Dio mediante la grazia santificante nei nostri cuori.
Siamo liberati così da un mondo di paure e di influssi negativi che non ci possono toccare se di nostra iniziativa non apriamo il fianco al nostro avversario.
Piace ricordare quanto lo Spirito Santo ha promesso per bocca di Davide: “Non temerai il terrore della notte né la freccia che vola di giorno, la peste che vaga nelle tenebre, lo sterminio che devasta a mezzogiorno.
Mille cadranno al tuo fianco e diecimila alla tua destra, ma nulla ti potrà colpire” (Sal 91,5-7).
E ancora: “Non ti potrà colpire la sventura (evidentemente di quelle causate dall’avversario, n.d.t.) nessun colpo cadrà sulla tua tenda.
Egli per te darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie.
Sulle mani essi ti porteranno, perché il tuo piede non inciampi nella pietra.
Calpesterai leoni e vipere, schiaccerai leoncelli e draghi” (Sal 91, 10-13).

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

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