Quesito

Caro Padre Angelo,
innanzi tutto un doveroso ringraziamento per il sito, che molto mi sta aiutando nel capire un bel po’ di cose.
Infatti, prima con Radio Maria e poi ultimamente anche con lei sto riscoprendo il valore della fede e la fede stessa.
Confesso che a volte è un po’ difficile questo cammino che sto tentando di intraprendere.
Infatti, e vengo alla domanda, è da circa quattro anni che recito più o meno ogni giorno il Santo Rosario, e mi sono riaccostato alla Messa e alla Confessione. Per questo, sentivo dentro di me molta soddisfazione soprattutto per il fatto di essere stato costante nel seguire queste “pratiche”, mi passi il termine. Poi leggo da qualche parte che tutto il bene che facciamo viene da Dio, e noi non ne abbiamo merito, è solo superbia. Ci sono rimasto un po’ male, mi sono sentito svuotato. La domanda che mi sono posto è che senso avesse tutto questo…
La ringrazio,
Cosimo


Risposta del sacerdote

Caro Cosimo,
1. ti ringrazio anzitutto per le buone parole che hai scritto in merito al nostro sito. La testimonianza di molti, la tua compresa, ci rincuora. Le nostre fatiche non sono vane.

2. L’espressione che hai letto da qualche parte, e cioè che tutto il bene viene da Dio, è vera.
Dio è la causa prima di tutto, perché tutto viene da Lui ed è da Lui sorretto nell’esistenza.
San Paolo ha detto all’areopago di Atene: “In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo” (At 17,28). Ha detto anche che è Dio che suscita in noi il volere e l’operare secondo i suoi benevoli disegni (Fil 2,13).

3. Ma Dio si serve anche delle cause seconde per comunicarci i suoi doni. E le cause seconde, cioè gli uomini, sono dotati di libertà.
C’è dunque una cooperazione vera all’azione di Dio, c’è una corresponsabilità.
E questa cooperazione il Signore la vuole premiare.

4. In molti passi della Sacra Scrittura è attestata la realtà del merito.
Gesù ha detto: “E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa” (Mt 10,42).
Nella parabola dei talenti il Signore loda il traffico che ha fatto colui che ne aveva ricevuto cinque, il quale “ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone” (Mt 25,20-21).

5. San Paolo è convinto che la nostra vita presente ha valore rispetto al capitale che mettiamo da parte per la vita futura. Chiede ai ricchi “di fare del bene, di arricchirsi di opere buone, di essere pronti a dare, di essere generosi, mettendosi così da parte un buon capitale per il futuro, per acquistarsi la vita vera” (1 Tm 6,18-19).
Verso il termine della sua vita scrive a Timoteo: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione” (2 Tm 4,7-8).

6. È ben vero che anche il libero arbitrio ce l’ha dato il Signore. E che Dio stesso ci ha dato la possibilità di meritare dandoci il tempo e la capacità di agire.
Sì, tutto è dono suo, anche la possibilità di meritare.
Ma, in forza della libertà, Dio vuole che è ciò che è dono suo diventi sorgente di merito da parte nostra
. Vuole che ognuno di noi diventi artefice del proprio destino temporale ed eterno.
E come esiste il demerito per quelli che si dannano, così esiste il merito per quelli che si salvano.

7. Continua a recitare il Santo Rosario, al quale la Chiesa lega tantissime indulgenze.
Anche le indulgenze si meritano. Per questo si dice che si “lucrano”, perché hanno un prezzo.
Questo prezzo non è venale evidentemente, ma legato ad alcune opere buone da compiere.
Sono contento che ti sei riaccostato ai sacramenti della Chiesa, che senza dubbio sono per te sorgenti d’acqua viva.

Ti ricordo al Signore, ti saluto e ti benedico.
Padre Angelo