Quesito

Buongiorno padre, 
da qualche tempo un collaboratore esterno al lavoro a seguito di una omelia che ha udito mentre l’ascoltavo agli auricolari (ascolto spesso catechesi e omelie durante il mio lavoro) sta tentando gentilmente ma insistentemente di farmi conoscere la chiesa evangelista di cui fa parte (ultimamente questa insistenza mi sta alquanto turbando). 
Come argomentazione al mio “Sono cattolico, e sono da poco ritornato alla fede praticante” lui mi ha ribattuto con un generico “Ricorda, non è la religione che ci salva”. 
Suppongo intendesse che solamente la misericordia di Dio può salvarci? Se così fosse, personalmente non comprendo che argomentazione sia.  Non mi pare che la Chiesa Cattolica insegni che l’uomo si procuri la salvezza da sé come invece dichiarava il pelagianesimo. 
Alludono forse ai sacramenti? I sacramenti sono il dono più grande che il Signore ci ha lasciato. Anche in questo caso la dichiarazione è assurda. 
Non comprendo quindi cosa gli evangelisti “recriminino” ai cattolici. 


Caro padre, mi può gentilmente spiegare che cosa gli evangelisti recriminano ai cattolici e darmi qualche argomentazione convincente per tentare, magari, con l’aiuto del Signore, di correggere e convertire questo uomo che mi pare molto confuso?
Grazie infinite.
Cordiali Saluti
M. F.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. il collaboratore evangelico (gli evangelisti sono quelli che hanno scritto i vangeli!) di cui mi parli vuole intendere che è il Signore che salva.
Il che è vero.

2. Ma il Signore ci salva attraverso una comunità, la Chiesa, alla quale ha trasmesso non solo il deposito della Divina Rivelazione, che comprende anche la Sacra Tradizione e non soltanto le Sacre Scritture come affermano gli evangelici, ma anche alcuni suoi divini poteri come quello del perdono dei peccati e della celebrazione dell’eucaristia.

3. È qui che si rivela uno degli errori e delle lacune più grandi degli evangelici.
Essi infatti privano i fedeli del perdono dei peccati che Cristo ha legato ai ministri della Chiesa, come chiaramente emerge da Gv 20,23: “A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati”.
E li privano anche della presenza reale di Gesù nella santissima Eucaristia che è il bene più grande che Gesù ha messo nelle nostre mani.

4. Insieme con questo vi è anche l’assenza della successione apostolica, cioè della trasmissione ininterrotta dei divini poteri che Cristo ha affidato alla Chiesa.
Per questo tra gli evangelici manca la sacra gerarchia, che è indispensabile per l’efficacia dei sacramenti dell’eucarestia e della confessione.

5. Proprio per questo motivo, secondo l’Istruzione Dominus Jesus della congregazione per la dottrina della fede, le comunità protestanti non sono propriamente Chiesa.
Sono comunità, certamente.
Ma una comunità, per essere Chiesa cristiana, necessita di fruire dei divini poteri trasmessi da Cristo.

6. Nell’Istruzione Dominus Jesus si legge infatti: “I fedeli sono tenuti a professare che esiste una continuità storica – radicata nella successione apostolica – tra la Chiesa fondata da Cristo e la Chiesa Cattolica: «È questa l’unica Chiesa di Cristo […] che il Salvatore nostro, dopo la risurrezione (cfr. Gv 21,17), diede da pascere a Pietro, affidandone a lui e agli altri apostoli la diffusione e la guida (cfr. Mt 28,18ss.); egli l’ha eretta per sempre come colonna e fondamento della verità (cfr. 1 Tm 3,15).
Questa Chiesa, costituita e organizzata in questo mondo come società, sussiste [subsistit in] nella Chiesa Cattolica, governata dal Successore di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui.
Con l’espressione «subsistit in», il Concilio Vaticano II volle armonizzare due affermazioni dottrinali: da un lato che la Chiesa di Cristo, malgrado le divisioni dei cristiani, continua ad esistere pienamente soltanto nella Chiesa Cattolica, e dall’altro lato l’esistenza di numerosi elementi di santificazione e di verità al di fuori della sua compagine», ovvero nelle Chiese e Comunità ecclesiali che non sono ancora in piena comunione con la Chiesa Cattolica. Ma riguardo a queste ultime, bisogna affermare che «il loro valore deriva dalla stessa pienezza della grazia e della verità che è stata affidata alla Chiesa Cattolica” (DJ 16).

7. Esiste quindi un’unica Chiesa di Cristo, che sussiste nella Chiesa Cattolica, governata dal Successore di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui (DJ 17).
Ne segue che “le comunità ecclesiali che non hanno conservato l’Episcopato valido e la genuina e integra sostanza del mistero eucaristico, non sono Chiese in senso proprio; tuttavia i battezzati in queste comunità sono dal Battesimo incorporati a Cristo e, perciò, sono in una certa comunione, sebbene imperfetta, con la Chiesa. Il Battesimo infatti di per sé tende al completo sviluppo della vita in Cristo mediante l’integra professione di fede, l’Eucaristia e la piena comunione nella Chiesa” (DJ 17).
Qui l’Istruzione si riferisce ai protestanti.

8. Invece, ed è per gli ortodossi, “le Chiese che, pur non essendo in perfetta comunione con la Chiesa Cattolica, restano unite ad essa per mezzo di strettissimi vincoli, quali la successione apostolica e la valida Eucaristia, sono vere Chiese particolari. Perciò anche in queste Chiese è presente e operante la Chiesa di Cristo, sebbene manchi la piena comunione con la Chiesa cattolica, in quanto non accettano la dottrina cattolica del Primato che, secondo il volere di Dio, il Vescovo di Roma oggettivamente ha ed esercita su tutta la Chiesa” (DJ 17).
Pertanto dovresti mostrare loro come propriamente parlando non sono neanche Chiesa.
Con l’augurio di ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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