Quesito
Caro padre,
le chiedo, se è possibile, di spiegarmi il significato dell’espressione Gesù sposo della Chiesa, essendo la chiesa così varia di persone.
È un linguaggio simbolico o reale? È per tutti o solo per coloro che diventano Santi?
La ringrazio
Risposta del sacerdote
Carissima,
1. già nell’Antico Testamento Dio promette a Israele di farla sua sposa: “Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nell’amore e nella benevolenza, ti farò mia sposa nella fedeltà e tu conoscerai il Signore” (Os 2,21-22).
“E tu conoscerai il Signore”, vale a dire ne prenderai possesso. Sarà tuo per sempre.
2. La Bibbia di Gerusalemme commenta: “Ciò che Dio dona a Israele in queste nuove nozze non sono più i beni materiali dell’antica alleanza, ma le disposizioni interiori richieste affinché il popolo sia d’ora innanzi fedele all’alleanza.
Qui abbiamo già in germe quanto sarà sviluppato da Geremia e da Ezechiele: la nuova ed eterna alleanza, la legge scritta nel cuore, il cuore nuovo e lo spirito nuovo”.
3. Le nuove nozze saranno celebrate ponendo nel cuore del nuovo Israele (la Chiesa) lo Spirito Santo.
Per mezzo di questo Spirito, che è lo Spirito vivificante del Signore, la Chiesa non si allontanerà mai dal suo Sposo, a differenza dell’antico Israele la cui storia è costellata da frequenti infedeltà.
Egli non cesserà mai di beneficarla.
Il profeta Geremia ne parla così: “Questa sarà l’alleanza che concluderò con la casa d’Israele dopo quei giorni – oracolo del Signore -: porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo” (Ger 31,33)
E “concluderò con loro un’alleanza eterna e non cesserò più dal beneficarli; metterò nei loro cuori il mio timore, perché non si allontanino da me” (Ger 32,40).
4. Gesù è preannunciato da Giovanni Battista come lo sposo, di cui egli si dichiara il paraninfo, l’amico.
Il paraninfo aveva un ruolo importante nella celebrazione delle nozze: “Ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena” (Gv 3,29).
Gesù stesso si definisce come “lo Sposo”: “Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? (Mc 2,19).
Nella parabola del banchetto nuziale presenta se stesso come il figlio del re per il quale vengono preparate e celebrate le nozze (cfr. Mt 22,1-14).
È lo sposo atteso dalle vergini (cfr. Mt 25,1-13).
Questo vale non soltanto per la Chiesa ma anche per ogni cristiano con la cui anima egli celebra le nozze nel giorno del battesimo.
5. San Giovanni nell’Apocalisse presenta la Chiesa come la sposa di Gesù: “Rallegriamoci ed esultiamo, rendiamo a lui gloria, perché sono giunte le nozze dell’Agnello; la sua sposa è pronta” (Ap 19,7).
“E vidi anche la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo” (Ap 21,2).
“Poi venne uno dei sette angeli, che hanno le sette coppe piene degli ultimi sette flagelli, e mi parlò: «Vieni, ti mostrerò la promessa sposa, la sposa dell’Agnello»” (Ap 21,9).
“Lo Spirito e la sposa dicono: «Vieni!»” (Ap 22,17).
6. Ugualmente San Paolo presenta la Chiesa come sposa di Cristo soprattutto nella lettera agli Efesini: “E voi, mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola con il lavacro dell’acqua mediante la parola, e per presentare a se stesso la Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata” (Ef 5,25-27).
La Bibbia di Gerusalemme commenta: “Cristo può essere detto sposo della Chiesa perché è il suo capo e la ama come il proprio corpo, così come avviene tra marito e moglie”.
Parlando del matrimonio San Paolo dice: “Questo mistero è grande: io lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!” (Ef 5,32).
7. I Santi Padri dicono che Gesù Cristo ha sposato la Chiesa nel momento stesso dell’incarnazione. Presentano infatti l’incarnazione come un imeneo, un matrimonio.
Non c’è unione più indissolubile di quella che Cristo ha contratto con l’umanità nel momento dell’incarnazione.
Se l’unione degli sposi, che diventano una sola carne, è un’unione reale ma morale, qui invece c’è qualcosa di più. Non c’è immagine più forte dell’unione di Cristo con la Chiesa che questa: la Chiesa è il corpo di Cristo, vivificato incessantemente dallo suo Spirito.
Anche San Paolo si presenta con le funzioni e i sentimenti del paraninfo incaricato di condurre al Cristo ogni credente: “Io provo infatti per voi una specie di gelosia divina: vi ho promessi infatti a un unico sposo, per presentarvi a Cristo come vergine casta” (2 Cor 11,2).
8. La Chiesa è costituita da persone che dicono tutte: “ho molto peccato in pensieri parole opere e omissioni”.
Quando le persone peccano, non peccano perché sono verificate da Cristo, ma perché in quel momento si allontanano da Cristo.
Per questo la Chiesa, in quanto sposa di Cristo, è sempre santa.
Peccatrici sono invece le sue membra.
Con l’augurio che tu sia sempre la sposa di Gesù Cristo, incessantemente da lui vivificata, amata e colmata dei suoi benefici, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
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