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Quesito

Mi perdoni Padre Angelo se la importuno con la banalità di queste domande (che non saprei a chi altro fare) ma, come a volte capita, cercando nel web una riposta alle mie curiosità, inspiegabilmente è saltato fuori il suo indirizzo email…
La mia difficoltà è proprio quella di trovare informazioni riguardanti le "basi", ossia quelle piccole cose che tutti danno per scontate, e che invece x me non lo sono affatto.
Ad esempio la BENEDIZIONE. si, proprio quella cosa che si fa tutti gli anni nelle case, e che si riceve dai sacerdoti durante i riti (messa, battesimo, matrimonio, urbi et orbi, ecc).
Esattamente cos’è la "benedizione"?
Di cosa si tratta?
L’atto di dare o ricevere una benedizione cosa implica? Padre Angelo, Le chiedo di non scandalizzarsi per il livello della mia ignoranza, e per il mio desiderio di capire il vero significato, la simbologia, il valore, e il motivo di ciò che si fa, si dice, si usa, si vede…. e purtroppo queste cose raramente vengono spiegate….
La ringrazio molto per la pazienza dimostrata se è arrivato a leggere la mia mail fin qui, e le chiedo la gentilezza di rispondermi (magari anche non tutto insieme, un po’ alla volta) o almeno di indirizzarmi a chi possa farlo.
Un fraterno abbraccio
Anna


Risposta del sacerdote

Cara Anna,
1. benedire ha diversi significati.
Il primo è quello legato alla parola: bene-dire significa “dire bene”.
Nella Sacra Scrittura e anche nel popolo cristiano si benedice Dio, e cioè lo si loda per le sue opere e lo ringrazia per i suoi benefici.
In questo senso benedicono anche gli uomini. E lo fanno relativamente a Dio, alla beata Vergine, ai Santi e anche agli altri uomini.

2. Nella Sacra Scrittura però troviamo che anche Dio benedice.
Anzi, la prima volta che si parla di benedizione è proprio in riferimento a Dio che benedice.
Quando Dio benedice non loda le sue opere, né loda se stesso. Ma effonde sulle sue opere protezione e moltiplicazione.
Per la prima volta si parla di benedizione a proposito degli esseri viventi nei mari e degli uccelli alati. “Dio li benedisse: Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra” (Gn 1,22).
La benedizione è legata alla trasmissione della vita. Poiché essa è un dono, la benedizione la moltiplica.

3. San Tommaso, riprendendo una definizione di San Gregorio Magno, dice che “la benedizione di Dio sta a significare il conferimento dei suoi doni e la loro moltiplicazione” (Commento alle Sentenze, libr. 2, dist. 15, 3, 3)
Nella Sacra Scrittura è simbolo di abbondanza e agiatezza, due termini che spesso vengono compendiati in quello di pace.
La benedizione biblica evoca ricchezza. Ma la ricchezza essenziale è quella della vita, della fecondità.

4. Simbolo privilegiato della benedizione è l’acqua, indispensabile per la vita.
Ed è per questo che in genere la benedizione viene data aspergendo con l’acqua.
E con l’acqua benedetta: per effondere vita, doni, grazie.

5. Nell’Antico Testamento veniva data una grande importanza alla benedizione e alla maledizione dei patriarchi.
La benedizione data da Dio o anche da parte dei ministri di Dio è una parola efficace.
La Bibbia di Gerusalemme in riferimento alla benedizione data  da Melchisedek, sacerdote del Dio altissimo, ad Abramo scrive: “La benedizione è una parola efficace (Gn 9,25) e irrevocabile che, anche pronunziata da un uomo, trasmette l’effetto che vi si esprime, perché è Dio che benedice” (Cfr. nota a Gn 14,19).
L’irrevocabilità è riconosciuta da Isacco quando si accorge che Giacobbe gli ha carpito la benedizione al posto di Esaù: “Io l’ho benedetto e benedetto resterà” (Gn 27,33). La Bibbia di Gerusalemme annota ancora una volta: “Le benedizioni (come le maledizioni) una volta pronunciate sono efficaci e irrevocabili”.

6. Nel Nuovo Testamento Gesù benedice i bambini, e cioè effonde loro salute, protezione, favori divini.
Gesù benedice il pane prima di moltiplicarlo.
Benedice il pane e il vino nell’ultima cena prima di consacrarli nel suo corpo e nel suo sangue.
Ascendendo al cielo benedice gli apostoli.

7. Gesù comanda ai suoi discepoli di portare pace nelle case, e cioè di benedirle, di portare i suoi favori e la sua protezione.
La Chiesa ereditò e moltiplicò queste benedizioni in favore di persone e di cose.
Le formule di benedizione sono numerose e varie e sono raccolte in un libro speciale chiamato Benedizionale.
In passato era contente nel Rituale Romano.

8. A volte vengono benedetti con appropriate benedizioni anche cose, come le abitazioni, il sale, l’olio.
Si tratta di conferire a queste realtà anche attraverso un segno il potere di tener lontano gli influssi del maligno e di attuare la benevolenza di Dio.
Tuttavia questo potere è legato allo stato di grazia e all’uso di quelle realtà secondo il disegno santificante di Dio.
La benedizione infatti non è un sacramento, ma un sacramentale,
Ciò significa che non ha un potere immediato, ma dipende dalla grazia e  dalla devozione dei soggetti che ne usano.

9. La benedizione è quasi sempre costituita da una preghiera o da uno o più segni di croce per indicare che ogni benedizione ci viene per i meriti della passione e della morte in croce di Nostro Signore.

Dopo tutte queste informazioni sulla benedizione non mi rimane che dartene una – anche da lontano – in nome di Dio.
Padre Angelo

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