Quesito

Pace e bene!
Carissimo padre Angelo, volevo chiedervi alcune cose visto alcune affermazioni del santo Curato d’Ars che dice riguardo ai Sacerdoti: “Se andaste a confessarvi alla Santa Vergine o a un angelo, vi assolverebbero? No. Vi darebbero il Corpo e il Sangue di Gesù? No. La Santa Vergine non può far scendere il Suo divin Figlio nella Santa ostia. Anche duecento angeli non vi potrebbero assolvere. Un sacerdote, per quanto semplice sia, lo può fare. Egli può dirvi: “Va in pace, ti perdono”. Che cosa grande è il sacerdote!». E ancora se incontrassi un angelo ed un sacerdote, saluterei prima il sacerdote e poi l’angelo.
Ecco allora mi chiedo: davanti a Dio è più importante un sacerdote o un semplice laico? O addirittura la Santissima Vergine?
Inoltre nel Vangelo si dice che Giovanni è il discepolo amato. Allora Gesù fa distinzioni?
Grazie. Dio vi benedica e la Vergine vi protegga.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. ciò che rende graditi a Dio non è il grado gerarchico che si è ricevuto all’interno della Chiesa, ma lo stato di grazia.
Un sacerdote che fosse in peccato mortale non è in nessun modo gradito a Dio, sebbene conservi il potere di consacrare.

2. La Madonna, pur non avendo ricevuto il potere di consacrare, ha ricevuto un grado di grazia superiore a quello di tutti i sacerdoti della storia messi insieme.
Pio XII nell’enciclica Mystici corporis ha detto infatti che “la Vergine Madre di Dio, la cui anima santissima fu ripiena del divin Spirito di Gesù Cristo più che tutte le altre anime insieme” (MC, epilogo).

3. Ciò fa comprendere che davanti a Dio la maggiore dignità consiste nell’amore più grande e non semplicemente nell’ufficio che si esercita.
San Francesco d’Assisi non era sacerdote, ma solo diacono. E tuttavia ha avuto una santità superiore a quella di moltissimi sacerdoti.

4. Tu chiedi chi sia più importante davanti a Dio: la domanda è mal posta, perché l’importanza è relativa ad un compito da svolgere.
In riferimento al grado di gloria del Paradiso la domanda che veramente conta è quella relativa al grado di grazia con cui si entra nella vita eterna.

5. A proposito delle distinzioni: Dio ama tutti col medesimo atto di amore. Questo suo atto di amore è infinito.
Tuttavia poiché amare è donare, dobbiamo dire che è amato di più colui al quale è stato dato di più.
Indubbiamente Dio ha dato all’anima umana di Cristo più che a tutti gli altri messi insieme.
Per questo Papa Pio XII nella medesima enciclica scrive: “Chi infatti è posto in luogo più alto di Cristo Dio, il quale, essendo Verbo dell’Eterno Padre, deve ritenersi “primogenito di ogni creatura”? (Col 1, 15). Chi mai è collocato su di un vertice più alto di Cristo Uomo, il quale, nato da una Vergine senza macchia, è vero e naturale Figlio di Dio e, per la prodigiosa e gloriosa resurrezione, è “primogenito dei morti” (Col 1,18; Ap 1,5), avendo trionfato della morte? Chi mai infine venne stabilito in sommità più eccelsa di colui il quale, come “unico mediatore di Dio e degli uomini” (1 Tm 2,5), congiunge in modo davvero ammirevole la terra col cielo; esaltato sulla Croce come su di un soglio di misericordia, trasse a sé tutte le cose (cfr. Gv 12,32); ed eletto a figlio dell’uomo tra miriadi, è amato da Dio più di tutti gli uomini, di tutti gli angeli, di tutte le cose create?”
Dopo Gesù Cristo, viene la Madonna, poi San Giuseppe, al quale la Chiesa dà il culto di protodulia, il primo di tutti santi, poi San Giovanni battista…

6. Inoltre Dio distribuisce incarichi e grazie speciali a seconda dell’ufficio che affida a diverse persone: Papa, vescovi, presbiteri, diaconi, laici, persone consacrate, padri e madri di famiglia….
Li distribuisce secondo i suoi imperscrutabili disegni, ma sempre nella logica di cui parla nella parabola dei talenti: “a uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno” (Mt 25,15).
Evidentemente nel giudizio chiede a ciascuno di rendere conto nella misura dei doni ricevuti.

7. Perché poi proprio a quella persona Dio doni più che a un’altra, bisogna concludere con Sant’Agostino: non volertelo domandare se non vuoi errare.
Con l’augurio che tu possa vedere tutto di là nella mente di Dio, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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