Quesito
Spett.le Padre Angelo,
sono un accanito lettore della sua rubrica in cui trovo sempre numerose risposte ai dubbi di Fede che possono assalire un Cristiano.
Mi permetto di scriverle, per porle un quesito; mi è capitato di leggere una sua risposta riguardo al tema di “Grazia sufficiente” e “Grazia efficace”.
Ho avuto delle difficoltà di comprensione rispetto ad un punto: Dio ci dà la “Grazia sufficiente” per accoglierlo perché ci vuole tutti salvi; poi il fatto di accogliere e rendere diciamo effettiva questa “Grazia sufficiente” (tramite non costrizione, ma indirizzando dolcemente la volontà umana nei modi che Lui sa ed in questo sono d’accordo con i Domenicani nella disputa contro i Gesuiti nel XVI Secolo) avviene tramite un altro moto derivante da Dio, chiamata “Grazia efficace” e senza quest’ultima Grazia l’uomo non si salva perché non sarebbe spinto, sempre nel rispetto del libero arbitrio, a seguire Dio.
La mia domanda è questa, ma se Dio ci vuole tutti salvi e dà a tutti la “Grazia Sufficiente” per seguirlo ed amarlo, mi sembra molto strano e in contrasto con questa visione di Dio, il fatto che Egli non dia a tutti la “Grazia efficace” con cui ci salveremmo effettivamente; mi sembra un Dio che dica: “a te persona X non ti dò la Grazia efficace che serve per salvarti, quindi continuerai a non credere in me o a fare il male, mentre invece questa specifica Grazia fondamentale l’ho data gratuitamente alle persone Z ed Y”.
Capisce che una ipotetica persona X potrebbe ipoteticamente dire a Dio: “Perché mi mandi all’inferno? Sei tu che non hai mosso dolcemente il mio libero arbitrio verso di Te, non dandomi la “Grazia efficace” mentre con altri l’hai fatto, se Tu non mi hai dato questa Grazia io non potevo fare nulla per evitare la perdizione”.
Insomma, detto così sembra che Dio scelga preventivamente chi si salva e chi no, secondo come vuole e questo non è il Dio Cattolico e sicuramente ho scritto delle bestialità che non corrispondono alla realtà, le chiedo cortesemente se può spiegarmi meglio questo tema in modo da chiarirmi.
La ringrazio e Le chiedo scusa per il disturbo e le bestialità che ho scritto.
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. nella prima parte della tua mail hai esposto esattamente il pensiero cattolico.
Nella seconda parte ti accorgi da te stesso che alcune cose non tornano. Ed è così, perché non è a capriccio di Dio che ad alcuni venga data la grazia e ad altri non venga data.
2. Al tuo problema, in pochissime parole, si può rispondere così: Dio ad alcuni non dà la grazia efficace perché hanno respinto le premesse per poterla ricevere. In altre parole, perché hanno respinto la grazia sufficiente.
Non si tratta pertanto di un arbitrio di Dio, ma di una autoesclusione da parte dell’uomo.
3. Dio vuole dare a tutti la grazia efficace, quella che porta alla salvezza.
Ma alcuni la rifiutano come si legge nel libro dei Proverbi: “Tornate alle mie esortazioni: ecco, io effonderò il mio spirito su di voi e vi manifesterò le mie parole.
Perché vi ho chiamati ma avete rifiutato, ho steso la mano e nessuno se ne è accorto. Avete trascurato ogni mio consiglio e i miei rimproveri non li avete accolti” (Pr 1,23-25).
E: “Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa è lasciata a voi deserta!” (Mt 23,37-38).
4. L’accoglienza della volontà salvifica di Dio (in altre parole: l’accoglienza della grazia sufficiente), che è già opera della grazia, fa sì che la grazia continui la sua opera di illuminazione dell’intelletto e di inclinazione della volontà per stare uniti a Dio e compiere opere sante (in altre parole: ad accogliere la grazia efficace).
5. I teologi, distinguendo tra grazia sufficiente e grazia efficace, danno l’impressione che l’azione di Dio avvenga a tappe.
A volte avviene così, ma altre volte avviene simultaneamente, come sottolinea San Tommaso, ai cui tempi non si faceva la distinzione attuata dai teologi del XVI secolo.
6. Ecco che cosa scrive San Tommaso: “Non potendosi l’uomo da sé preparare alla grazia, se Dio non lo previene e non lo muove al bene, poco importa che raggiunga la perfetta preparazione un po’ per volta oppure improvvisamente: infatti, come dice la Scrittura, “è facile agli occhi di Dio arricchire il povero a un tratto” (Sir 11,21).
Ma, capita talora che Dio muova un uomo al bene, non già al bene perfetto: e questa preparazione precede la grazia. Talora invece lo muove subito perfettamente al bene, e l’uomo riceve immediatamente la grazia, secondo le parole evangeliche: “Chiunque ha udito il Padre ed ha appreso, viene a me” (Gv 6,45). Così avvenne per San Paolo: poiché all’improvviso, mentre era ingolfato nei peccati, il suo cuore fu mosso perfettamente da Dio ad ascoltare, ad apprendere, e a donarsi. Ecco perché conseguì immediatamente la grazia” (Somma teologica, I-II, 112, 2 ad 2).
7. Per cui rimane sempre vero che ci si salva per la grazia di Dio e ci si danna per il rifiuto personale della grazia.
Con l’augurio di essere sempre perseverante nell’accogliere la grazia di Dio, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo