Quesito
Buonasera Padre,
le scrivo per avere qualche informazione circa la vita quotidiana all’interno del noviziato dei domenicani riguardo a ciò che si studia in modo più approfondito.
La professione religiosa avviene dopo la fine di quest’ultimo o servono altri anni di studio? La ringrazio moltissimo per la sua disponibilità.
Cordiali Saluti.
Ettore
Risposta del sacerdote
Caro Ettore,
1. ciò che deve essere fatto in noviziato è descritto nelle nostre Costituzioni, al n. 187.
Esse precisano che la formazione tocca tre ambiti: due più intellettuali e il terzo più pratico ed esistenziale.
I due ambiti intellettuali si distinguono a loro volta per uno studio sulla vita cristiana e l’altro sulla vita domenicana.
2. A proposito del primo viene detto: “I novizi vengano ben istruiti dal maestro e dai suoi collaboratori sulla storia della salvezza, sulla Sacra Scrittura, nella liturgia, sui principi della vita cristiana e sul sacerdozio”.
Questo insegnamento dovrebbe essere simile a quello che viene impartito in tutti i noviziati e corrisponde più o meno a quanto nelle diocesi si attua nell’anno di propedeutica.
3. Non si tratta di anticipare la trattazione scolastica che a suo tempo verrà attuata nello studio delle discipline bibliche, ma di conoscere a grandi linee la storia della salvezza, di sapere collocare i patriarchi, i profeti, i re, i condottieri e alcuni particolari eventi nel loro giusto tempo.
Per la Sacra Scrittura viene data la chiave Cristocentrica per poterla comprendere nel suo più profondo significato.
Per la liturgia è necessario che sappiano come si compone la Liturgia delle ore, qual è stato il suo itinerario storico, con quale spirito vada recitata e come si dispieghi nei vari tempi dell’anno liturgico.
La stessa cosa vale per i principi della vita cristiana. È necessario che i novizi sappiano distinguere il fine della vita cristiana dai mezzi che ad essa conducono, tendano alla santità e cominciano a praticare le virtù che si richiedono in un sacerdote.
4. A proposito del secondo ambito di studio, quello concernente la vita domenicana, nelle Costituzioni si legge: “Vengano ben istruiti sulla natura della vita religiosa, in modo particolare sulla storia, la spiritualità e le leggi dell’Ordine, siano iniziati nella nostra osservanza in modo che risplenda il suo valore spirituale e apostolico”.
5. Qui lo studio verte sulla natura della vita religiosa, su come sia sorta e si sia evoluta nella storia della Chiesa.
Una trattazione specifica viene riservata allo studio della professione religiosa e ai voti di povertà, di castità e di obbedienza.
In particolare, si studia la storia dell’Ordine, viene presentata la spiritualità domenicana, soprattutto come si è espressa nelle sue figure più eminenti.
A questo si affianca lo studio delle Costituzioni, anche nel loro aspetto giuridico.
6. Il terzo ambito, più che lo studio, riguarda l’iniziazione alla vita religiosa.
Si legge: “Vengano esercitati a coltivare le virtù umane e cristiane in modo che per l’umiltà del cuore, per l’ardore dell’animo e per l’abnegazione di se stessi giungano ad una vita spirituale più intensa.
Vengano anche istruiti sul modo di accedere in maniera più fruttuosa alla penitenza sacramentale e all’eucaristia e si dedichino all’azione mentale”.
7. Questo ambito tocca più da vicino la vita spirituale.
È prezioso il riferimento alla virtù dell’umiltà che costituisce il fondamento sul quale si edificano tanto la vita cristiana quanto quella domenicana.
In passato si diceva che in noviziato s’impara l’umiltà, alla quale è intimamente collegata l’abnegazione di sé che è indispensabile per poter amare in maniera vera e per farsi dono a Dio e al prossimo.
Così pure si viene iniziati a comprendere l’importanza della confessione sacramentale e dell’eucaristia.
L’ultimo accenno è per l’orazione mentale, intimamente legata alla contemplazione che fa gustare l’amicizia e l’unione con Gesù Cristo.
L’obiettivo dei domenicani non consiste solo nell’annunciare una dottrina, ma nel comunicare un’esperienza di vita che coincide con la salvezza
È l’obiettivo dell’Ordine che San Tommaso ha compendiato nella nota espressione: “Contemplari et contemplata aliis tradere” (contemplare, gustare l’amicizia con Gesù Cristo e comunicare tale verità ed esperienza di vita agli altri).
8. Al termine del noviziato, che dura normalmente un anno, si viene ammessi alla professione semplice (temporanea dei voti).
Dopo tre anni di professione semplice si è pronti per emettere la professione solenne che è perpetua.
Nel frattempo si procede con gli studi filosofici e teologici necessari per accedere al sacerdozio.
Con l’augurio che questo tuo interesse non sia soltanto speculativo ma esistenziale e pratico, ti benedico e ti ricordo volentieri nella preghiera.
Padre Angelo
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