Quesito

Padre Angelo,
volevo innanzitutto ringraziarla per la cura, la dedizione e soprattutto la “professionalità” che mette in ogni singola risposta. Allo stesso tempo la ringrazio di cuore per aver risposto pazientemente ai miei dubbi.
Sentivo che già da diverso tempo che c’era in me l’opera dello Spirito Santo e, in cuor mio, ho sempre percepito la presenza di Dio come guida.
Anche se è da pochi giorni che la fede ha preso possesso totale del mio cuore, sento che l’aver accettato la forza di Dio in tutto me stesso mi renda forte e mi sta permettendo di guardare il mondo con altri occhi, riuscendo a cogliere (in generale) ciò che prima non riuscivo a vedere.
Mi ritrovo molto in questa sua frase: "Se uno conserva la coscienza limpida avverte subito che il magistero non toglie nulla a ciò che è autenticamente umano. Anzi, lo difende da molti pericoli."
Che dire, "a buon intenditori, poche parole". Proprio per i motivi racchiusi nella sua frase, in questi giorni ho studiato molto le risposte che lei ha dato ai vari quesiti, un modo per approfondire il contenuto del magistero. Ed è proprio il suo lato che lei ha chiamato "autenticamente umano" mi ha affascinato e mi ha convinto a seguirlo, a capirlo e interiorizzarlo in tutto e per tutto grazie anche all’assistenza datami dalla forza rinnovata della mia Fede che sento forte in me. Conscio del fatto che esso è uno strumento che "Ci permette di declinare il vangelo in tutte le situazioni, anche le più intricate in cui ci troviamo a vivere" e che quindi è finalizzato alla realizzazione della volontà di Dio e del nostro bene.

Condivide questo il seguente pensiero?

Credo che soprattutto tra noi Cattolici italiani ci sia molta ignoranza sugli insegnamenti della Chiesa e molte volte noto, da parte della gente, superficialità nelle risposte che danno in merito a quella che è l’opinione della Chiesa sui vari temi. Le poche risposte, che molti cattolici danno sull’opinione della Chiesa, sono espresse sotto forma di slogan (es. “il sesso è solo per procreare”, “I gay sono contro natura”). Ciò che voglio dire è che la mancata conoscenza del Magistero, dei rigidi ragionamenti logici che caratterizzano ogni sua considerazione, portano una superficialità tale da generare tante leggende e false verità attribuite alla Chiesa Cattolica. Poi, queste leggende, allontanano non solo i fedeli dalla "retta via" dando luogo a figure quali "il cattolico non praticante" (che lei in una risposta ha paragonato ai demoni che non ignorano l’esistenza di Cristo, eppure non sono in Paradiso). Per giunta, chi vorrebbe invece avvicinarsi alla Chiesa, se ne allontana perchè a costoro la Chiesa viene fatta apparire come impositiva, chiusa e puramente dogmatica. Addirittura molti cattolici non conoscono nemmeno cosa sia il Magistero. Personalmente nutro molto rispetto per le encicliche dei Papi (che ho potuto assaporare grazie alle sue fedeli citazioni) e per il Magistero in generale. Cerco sempre di allinearmi ai suoi insegnamenti e cerco di comprendere il perché esso considera errati alcuni comportamenti. Quest’umile opera di comprensione e di consapevolezza mi aiuta a far miei i valori del Magistero stesso.

Per quanto riguarda la frase “atti che coinvolgono la genitalità e che pertanto mirano la castità”, mi scuso per l’errore di battitura. Intendevo dire "minano" come ha ben inteso lei.

Mi spiace aver rubato altro suo tempo prezioso. La ringrazio nuovamente della cura che lei dedica a questo spazio sul web che permette a molti di conoscere la precisa opinione della Chiesa sui vari temi sia etici che religiosi. Sono sicuro che questa piattaforma virtuale aiuterà tante persone, come me, che vogliono (e mi pare che ce ne siano tante) avvicinarsi al Cattolicesimo e vogliono far entrare nei propri cuori Cristo e di percorrere insieme a Lui la giusta via.

Fabio


Risposta del sacerdote

Caro Fabio,
1. ti ringrazio per questa bella testimonianza che hai reso al Magistero della Chiesa.
Molti lo disprezzano semplicemente per non lo conoscono oppure ne parlano per sentito dire.
Pochissimi sono coloro che vi si accostano.
Ma quelli che si avvicinano, se riflettono un poco, non possono non rimanerne conquistati.
Il Magistero della Chiesa è un prolungamento della luce del Vangelo.
Il Vangelo è buona notizia, è insegnamento che illumina, scalda il cuore e porta a Dio.
Così anche il Magistero.

2. Il Magistero è un prolungamento dell’insegnamento di Cristo: “Chi ascolta voi, ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato” (Lc 10,16).
Il Magistero gode dell’assistenza di Cristo: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, … insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,19-20).
Ugualmente è garantito dal suo Spirito di verità: “Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera” (Gv 16,13).
Proprio per questo la voce del Magistero è una voce amica, che non cerca il proprio interesse, ma esclusivamente il bene di ogni uomo in vista del suo bene temporale ed eterno.

3. Per queste motivazioni san Tommaso dice che dobbiamo preferire il Magistero della Chiesa a qualsiasi altra voce all’interno della chiesa.
Riportando un decreto di Graziano: “Tutte le volte che si tratta della fede penso che tutti i vescovi nostri confratelli non debbano ricorrere ad alcun altro che a Pietro, cioè a chi detiene la sua autorità” (decretidi graziano 2, 24, 1, 12) così commenta: “E contro l’autorità del Pontefice né S. Agostino, né S. Girolamo, né altri Santi Dottori osarono difendere la propria sentenza” (Somma teologica, II-II, 11, 2, ad 3).
È la voce garantita dall’Alto, da Cristo stesso, dal suo Spirito di Verità.

4. Gesù ha detto: “Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce” (Gv 18,37).
Egli continua a rendere testimonianza alla verità attraverso la Chiesa.
Mi pare che le parole di Gesù “chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce” (Gv 18,37) possano essere applicate anche alla Chiesa: “Chiunque è dalla verità, ascolta la sua voce”.

5. Commenta San Tommaso: “Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce, e l’ascolta non solo esteriormente, ma interiormente credendo, amando e mettendola in pratica con i fatti, poiché chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me (Gv 6,45).
Ma da dove proviene che l’uomo ascolti la mia voce? Dal fatto che è dalla verità, ossia da Dio.
Ma poiché tutti sono da Dio, tutti dovrebbero essere dalla verità e ascoltare la sua voce.
Alcuni però sono da Dio per la creazione soltanto; e sotto quest’aspetto tutti sono da Dio.
Ma altri si dice che sono da Dio anche mediante l’affetto e l’imitazione. Ecco perché fu detto ai Giudei: Voi non siete da Dio (Gv 8,47), ossia non lo siete negli affetti, ma lo siete solo per creazione.
Perciò chi ascolta la voce di Cristo credendo e amando colui che è dalla verità, ossia colui che riceve questo dono di amare la verità” (Commento al Vangelo di San Giovanni 18,37).

6. Allora per il tuo compiacimento circa il Magistero della Chiesa mi pare di poter applicare a te tutto quello che ha detto San Tommaso commentando le parole del Signore.
Te ne compiaci perché hai “ricevuto il dono di amare la verità”, perché ami Gesù Cristo, lo imiti e vuoi mettere in pratica con i fatti il suo insegnamento.
Al di là dell’adesione esterna al Magistero della Chiesa, c’è di mezzo questo, che è senza dubbio la cosa più importante perché ne è l’obiettivo stesso, il motivo per cui Cristo l’ha costituito.

7. Un’ultima cosa: diverse volte ti sei espresso con una parola impropria, come  quando hai parlato di opinione della chiesa.
No, non si tratta di opinione, perché l’opinione è la congettura di un pensiero o di un giudizio che lascia trasparire la possibilità che le cose stiano diversamente.
Il Magistero invece propone dottrina certa e indicazioni sicure.
Per questo al posto di opinione della Chiesa, trattandosi di materia di fede e di morale qual è l’ambito del suo magistero, si deve parlate di dottrina della Chiesa.

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo