Caro Padre Angelo,
cosa significa la frase nella Bibbia che dice: “ai suoi angeli imputa difetti” e l’altra frase: “le colpe dei padri ricadono sui figli”?
Buona giornata


Carissimo,
1. il primo testo che parla dei difetti degli Angeli si trova in Giobbe: “Ecco, dei suoi servi egli non si fida e ai suoi angeli imputa difetti” (Gb 4,18).
La Bibbia di Gerusalemme commenta: “Servi di Dio e Angeli sono la stessa cosa. Se questi esseri così vicini a Dio conservano un’imperfezione radicale, a maggior ragione l’uomo carnale e perituro”.
L’imperfezione radicale fa riferimento al fatto che alcuni di essi sono caduti.
Attualmente però gli Angeli che si trovano in Cielo sono confermati nel bene e nella grazia e pertanto sono impeccabili.

2. Il secondo testo si trova in diverse parti dell’Antico Testamento, come ad esempio nel libro dell’Esodo nel momento in cui Dio sta per consegnare i dieci comandamenti a Mosè: “Perché io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra la sua bontà fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti” (Es 20,5-6).

3. Il linguaggio del castigo e del premio è evidentemente allegorico e antropomorfico.
La pena che colpisce i figli fino alla terza e alla quarta generazione sta a ricordare che come i figli sono il bene più prezioso per i genitori, i quali preferirebbero piuttosto soffrire loro stessi pur di risparmiarne i figli, così la trasgressione dei divini comandamenti priva l’uomo del bene più caro, che è il possesso di Dio dentro di sé per il tempo e per l’eternità.

4. Accanto al testo citato che va già inteso nel senso ricordato se ne trova un altro, particolarmente prezioso, dove Dio dice chiaramente: “Chi pecca morirà; il figlio non sconterà l’iniquità del padre, né il padre l’iniquità del figlio. Sul giusto rimarrà la sua giustizia e sul malvagio la sua malvagità” (Ez 18,20).
Anzi questo testo prosegue così: “Ma se il malvagio si allontana da tutti i peccati che ha commesso e osserva tutte le mie leggi e agisce con giustizia e rettitudine, egli vivrà, non morirà.
Nessuna delle colpe commesse sarà più ricordata, ma vivrà per la giustizia che ha praticato” (Ez 18,21-22).
La Bibbia di Gerusalemme commenta: “Non solo l’uomo non è oppresso dai crimini dei suoi antenati, ma può sottrarsi al peso del suo passato.
Viene dato risalto alla nozione di conversione (e anche di perversione) non collettiva ma strettamente personale.
Solo l’atteggiamento attuale della persona determina il giudizio di Dio”.

5. Ed ecco qual è il desiderio di Dio circa il peccatore: “Forse che io ho piacere della morte del malvagio – oracolo del Signore – o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?” (Ez 18,23) e: “Liberatevi da tutte le iniquità commesse e formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo. Perché volete morire, o casa d’Israele?
Io non godo della morte di chi muore. Oracolo del Signore Dio. Convertitevi e vivrete” (Ez 18,31-32).

6. Su altri significati del testo di Es 20, 5-6 ti rimando alla risposta già pubblicata sul nostro sito: ‪Il significato delle parole in cui si dice che Dio punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione (3 apr 2015).

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al signore e ti benedico.
Padre Angelo