caro padre,
sono una ragazza di 22 anni convertita da circa un anno al cristianesimo e per un periodo mi sono sentita scoraggiata perché nessuno riusciva a comprendere il mio cambiamento interiore ma anche esteriore.
Mi sentivo capita solo da Gesù e superare tutte questi comportamenti avversi nei miei confronti e contro la loro stessa religione mi ha fatto sorgere tante domande alle quali spero che lei possa rispondere.
Perché padre i cristiani si reputano tali senza rispettare volontariamente gli insegnamenti di Dio?
Forse sono io che rifletto troppo, ma io non riesco a concepire come la maggior parte non preghi, non vada in chiesa, addirittura evitano la confessione. È mai possibile che non abbiano nessuno scrupolo o la voglia di incontrare Gesù?
Io passo tutta la giornata a pensare continuamente al nostro Signore, qualsiasi cosa io faccia. Mi sento così diversa e lontana dagli altri, principalmente dalla mia famiglia, poiché in qualche modo  i miei sentimenti si sono raffreddati.
Ovviamente ciò non significa che io non li ami più, ma sono certa di essere stata io ad aver cambiato approccio con loro. Ogni cambiamento porta con sé delle modifiche ed il mio ha comportato una trasformazione tale da farmi sentire scomoda per gli altri. Per renderle chiare le idee, ora non tollero le parolacce, la sfacciataggine, l’uso dei cellulari… per me sono futilità e il preferire la preghiera, la meditazione, capisce quanto ciò possa essere incomprensibile? Questo l’ho notato con le mie cugine, loro preferiscono stare sui social, vestirsi alla moda, truccarsi, fare tutte queste cose che prima facevo anch’io ed è consequenziale il non aver più argomenti in comune che ci legavano.
Come posso comportarmi per sentire dentro di me lo stesso amore di prima o almeno il calore dell’affetto che anche loro hanno perso a causa di questo mio cambiamento?
Mi perdoni per essermi dilungata troppo e grazio per il suo aiuto.


Carissima,
arrivo tardi con la risposta e te ne domando scusa.

1. Quando si viene toccati dalla grazia, come è avvenuto nel tuo caso, si muta del tutto e si comprende che Gesù Cristo deve essere al centro di ogni nostro comportamento.
E si comprende anche che il modo di agire di molti – pur pensando di essere credenti e praticanti – è di fatto superficiale.

2. Da parte tua conserva la grazia che il Signore ti ha dato. Non lasciar raffreddare il fervore.
Anzi, chiedi al Signore di darti un amore per Lui sempre più grande.

3. Nello stesso tempo abbi misericordia del tuo prossimo perché non ha ricevuto la grazia (il tocco soprannaturale) che hai ricevuto tu.

4. Quando si viene toccati dalla grazia della conversione si inizia a vivere con maggiore serietà il proprio rapporto con Cristo.
E questo, purtroppo e abbastanza spesso, viene accompagnato da giudizio dispregiativo nei confronti degli altri.
Perché questo non accada è necessario pensare che gli altri se avessero avuto la grazia che abbiamo ricevuto noi molto probabilmente l’avrebbero fatta fruttare meglio.

5. Nello stesso tempo bisogna anche dire che da parte nostra non abbiamo avuto alcun merito nel ricevere quel tocco che ci ha portato a cambiare vita e ci ha dato la possibilità di “gustare la buona parola di Dio e le meraviglie del mondo futuro” (Ebr 6,5).
Pertanto umiliati sempre di più davanti a Dio e riconosci di non essere degna di poter “gustare le meraviglie del mondo futuro”.

6. Aver cambiato vita, gusti e interessi ha comportato incomprensione da parte degli altri. Forse anche qualche compatimento e derisione.
Questo, certo, è motivo di sofferenza e di dispiacere.
Offri anche questo al Signore.
E pensa pure che fin d’ora non perdi la tua ricompensa. Dice San Pietro: “Beati voi, se venite insultati per il nome di Cristo, perché lo Spirito della gloria e lo Spirito di Dio riposa su di voi” (1 Pt 4,14).

7. Vedere tanti dei tuoi cari privi della grazia che hai ricevuto tu deve spingerti a pregare perché anch’essi possa riceverla.
In tal modo, proprio con la preghiera, il tuo amore per loro non solo non si raffredderà, ma diventerà ancora più vero e più profondo.

Ti auguro una fruttuosa quaresima, ti benedico e ti ricordo al Signore.
Padre Angelo