Considerazioni sull’espressione “il cristiano è simultaneamente santo e peccatore”

////Considerazioni sull’espressione “il cristiano è simultaneamente santo e peccatore”

Considerazioni sull’espressione “il cristiano è simultaneamente santo e peccatore”

Quesito

Caro Padre Angelo,
ho letto la risposta pubblicata oggi (14 gennaio) ad un quesito: l’uomo è santo o peccatore. Le manifesto qualche dubbio. Lei ha detto anche se vive in grazia, il cristiano è simultaneamente santo e peccatore. La santità ci deriva dalla grazia. Il peccato deriva dalla fragilità della nostra natura.
Mi è venuta in mente l’espressione di Lutero “homo simul iustus et peccator” e il fatto che la giustificazione avviene per sola Grazia di Dio e non anche per la risposta umana. Insomma l’uomo non coopera. Il mio dubbio riguarda la possibilità che, secondo la prospettiva cattolica, il problema può essere diverso. La remissione dei peccati per opera dello Spirito Santo è anche fonte di vita nuova. Siamo giustificati in quanto accogliamo l’iniziativa di Dio e con le nostre opere, con la nostra vita, possiamo collaborare  alla nostra giustificazione. La nostra libertà messa al servizio di Dio, nella sequela di Cristo ci può conquistare meriti. Non so se sia corretto quanto ho espresso. Però mi sembra che così l’uomo sia meno determinato e la sua libertà sia veramente un dono da mettere in manus tuas, Domine.
La saluto cordialmente , con la promessa di ricordarla nella preghiera
Paola


Risposta del sacerdote

Carissima Paola,
1. hai espresso in termini esatti la dottrina cattolica.
E mi compiaccio con te per il fatto che hai avvertito subito che è di Lutero l’espressione secondo cui l’uomo è simultaneamente giusto e peccatore (“homo simul iustus et peccator“).
Tuttavia io non intendo queste parole in senso luterano!

2. Voglio dire che pur vivendo in grazia, e cioè nella santità, siamo ugualmente soggetti al peccato ed in esso tutti cadiamo ogni giorno almeno venialmente e diverse volte, come insegna il Concilio di Trento.
Solo la Beata Vergine Maria non è mai stata sfiorata dal peccato.
Per Lutero invece la grazia è una attribuzione esterna (come l’insufficienza di prove data in un tribunale per un delinquente), non trasforma interiormente l’uomo, il quale rimane sempre intrinsecamente corrotto e, in tutto quello che fa, pecca mortalmente.

3. Quando Lutero dice che l’uomo è “simultaneamente giusto e peccatore” non mette insieme la grazia santificante e le incongruenze del vivere quotidiano (i peccati veniali). Per Lutero l’uomo è “giusto” solo per una dichiarazione esterna, mentre di suo è intrinsecamente corrotto.
Per i cattolici questa espressione significa che la grazia santificante non esime dalle venialità quotidiane.

Ti ringrazio per la fedeltà con cui ci segui.
Ti prometto una preghiera e ti benedico.
Padre Angelo