Quesito

Caro padre Angelo,
la ringrazio tantissimo per le risposte che ha dato a me personalmente e per quelle pubblicate nel sito. Ho appena letto la risposta che ha dato a quel signore riguardo ai malati terminali, se cioè sia giusto o meno dire la verità sul loro stato.
Tre anni fa mio padre si è ammalato di tumore allo stomaco e nel giro di cinque mesi è morto. Conoscendo il suo carattere particolarmente timoroso i miei fratelli ed io abbiamo deciso di non dirgli la verità, dandogli sempre una speranza di guarigione. Mio padre intuì quasi subito che la sua era una malattia mortale e chiedeva con insistenza cosa avesse, ma noi non abbiamo avuto il coraggio di dirgli la verità per timore che si lasciasse andare. Così siamo andati avanti fino alla fine, mentendo. Tuttavia, vedendo che si avvicinava la fine io mi sono preoccupata di fargli ricevere i sacramenti così nell’ultimo mese di malattia si è confessato si è comunicato quasi tutti i giorni grazie anche alla bontà e alla vicinanza assidua del nostro parroco, ha ricevuto anche l’unzione degli infermi. Pensavamo che si lasciasse andare invece mio padre ha lottato con coraggio esemplare fino alla fine, chiedeva preghiere ed era felice quando veniva il sacerdote e gli portava il Signore. Senza farmi vedere da lui ho pregato al suo capezzale con la coroncina della divina misericordia. Ora in tutta questa storia io ho commesso comunque un grave peccato per aver mentito a mio padre? Inoltre siccome molto probabilmente ero in stato di peccato grave, (ma questo l’ho capito solo da poco tempo, allora ero convinta di essere in grazia visto che mi confessavo con una certa frequenza) perché avevo taciuto volontariamente dei peccati in confessione, le mie preghiere saranno state ascoltate ugualmente? Lei che cosa ne pensa, comunque se tornassi indietro forse gli direi la verità anche se i miei fratelli non fossero d’accordo. La ricordo sempre nella mia preghiera


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. secondo il mio parere vi siete comportati bene con vostro padre, al quale non avete mentito, ma semplicemente non avete detto tutta la verità, perché avesse la forza di andare avanti con la maggiore serenità possibile.
C’è infatti una grossa differenza tra il non dire tutta la verità e il mentire.

2. Tuo padre poi ha lottato bene, sempre pieno di fiducia, anche perché riceveva la forza dei sacramenti e della preghiera.
Il suo comportamento soprattutto nell’ultimo mese di vita è stato particolarmente esemplare per voi.
Tacitamente vi ha insegnato come si deve soffrire (uniti a Gesù, continuando nel proprio corpo la sua passione per la vita e le redenzione del mondo) e come ci si deve preparare alla morte.

3. Mi chiedi anche se la tua preghiera, dal momento che non eri in grazia, sia stata ascoltata dal Signore.
Il Signore ascolta sempre le preghiere di tutti, anche di quelli che non sono in grazia.
La preghiera di chi non è in grazia non è meritoria in ordine alla vita eterna, ma in quanto preghiera certamente viene sempre ascoltata da Dio e, se conforme alla sua volontà, anche esaudita.

Assicuro volentieri il mio ricordo nella preghiera per te e in particolar modo per tuo padre. Anche nel caso che non ne avesse bisogno perché è già in cielo, tuttavia ritorna sempre a nostro beneficio. Si direbbe che apra un varco tra noi e lui perché ci possa mandare da quella dimora le grazie che ci interessano.
Ti saluto e ti benedico.
Padre Angelo