Nel giorno di carnevale di 650 anni fa avvenne il matrimonio mistico di Nostro Signore con Santa Caterina da Siena.
Secondo Joergensen, che ha scritto una bella biografia di santa Caterina, era martedì due marzo 1367.
Effetto di questo matrimonio fu la confermazione in grazia di Santa Caterina.
Da quel giorno cominciò la sua vita pubblica.
Ecco la narrazione di questo evento descritta nella Legenda maior dal beato Raimondo da Capua, suo confessore e che nell’anno stesso della morte di Santa Caterina divenne Maestro generale dell’Ordine domenicano.

CAPITOLO XII   SPOSALIZIO DI CATERINA

114. – Caterina cresceva sempre più nella grazia del suo Creatore e, più che camminare, volava nella via della virtù. Si sviluppò così nel suo animo il desiderio santo di raggiungere e possedere un perfetto grado di fede, per mezzo del quale, assoggettandosi al suo Sposo con fedeltà intera, gli potesse riuscire più grata.
Cominciò, dunque, a domandare al Signore, come i Discepoli, che si degnasse di aumentarle la fede, e le donasse la perfezione della virtù della fede. Il Signore la prese in parola, e le rispose: «lo ti sposerò a me nella fede». La vergine intanto non si stancava mai di ripetere la solita preghiera, e il Signore sempre le rispondeva nel medesimo modo.
In quei giorni che sono vicini al tempo di quaresima, nel quale tempo i fedeli si astengono dai cibi di grasso; in quei giorni, dico, che gli uomini hanno l’abitudine di celebrare la miserevole festa del ventre, la vergine si trovava raccolta nella sua cameretta, e cercava con le orazioni e i digiuni il volto dello Sposo eterno, replicando per la millesima volta con gran fervore la solita preghiera. Il Signore le disse: «Poiché per amor mio hai gettato via tutte le cose vane, e le hai fuggite, e col disprezzare i piaceri della carne hai riposto in me solo le delizie del tuo cuore, ora che gli altri di casa tua si divertono a tavola, e fanno feste mondane, io stabilisco di celebrare con te la festa nuziale dell’anima tua, e così come ti promisi, ti sposo a me nella fede ».

115. – Non aveva finito di parlare, che apparvero la gloriosissima Vergine Madre, san Giovanni Evangelista, il glorioso Apostolo Paolo, san Domenico, e il profeta David con l’arpa. Mentre David suonava con tenerezza, la Vergine Madre di Dio prese colla sua santa mano la mano di Caterina, e presentandola al Figlio, lo invitava dolcemente a sposarla a sé nella fede. L’Unigenito di Dio, graziosamente dicendo di sì, mise fuori un anello di oro nel quale erano incastrate tutto in giro quattro perle e un meraviglioso diamante nel mezzo; e con la sua sacratissima mano destra poi lo lasciò scorrere nel dito anulare della Vergine, dicendo: «Ecco: io ti sposo a me nella fede; a me tuo Creatore e Salvatore. Conserverai illibata questa fede fino a che non verrai in cielo a celebrare con me le nozze eterne. Da qui in avanti, o figliuola, agisci virilmente e senza alcuna titubanza in tutto quello che, per disposizione della mia provvidenza, ti sarà messo davanti. Armata come sei della fortezza della fede, vincerai felicemente tutti i tuoi nemici».
La visione disparve, ma l’anello rimase sempre in quel dito; e quantunque gli altri non lo potessero vedere, Caterina lo aveva sempre sotto gli occhi. Infatti più volte mi ha confessato con rossore, che sempre se lo sentiva in dito, e non ci fu momento che non lo vedesse.

116. – Lettore, ti ricordi di un’altra Caterina martire e regina che fu, come si legge, sposata dal Signore dopo il battesimo? Ebbene tu hai ora una seconda felicissima Caterina, la quale, dopo tante vittorie riportate su la carne e sui nemici, è sposata solennemente dallo stesso Signore.
Se mediti le proprietà dell’anello, vedrai che il segno concorda con la cosa segnata o significata. La nostra vergine chiedeva una fede forte. Che c’è di più forte del diamante? Come esso resiste ad ogni durezza, ogni cosa dura doma e penetra, e solo col sangue ircino va in pezzi; così un cuore fedele ha la forza di vincere e di superare ogni avversità; e solo davanti al ricordo del sangue di Cristo si addolcisce e si spezza.
Le quattro perle, poi, simboleggiano le quattro purità che erano in Caterina, e, cioè, la purità d’intenzione, di pensiero, di parole e di opere; tutte cose che in seguito, fra quello che abbiamo detto e quello che diremo, appariranno pienamente vere.
Io penso che questo Sposalizio fosse una conferma della grazia divina, e il segnale della confermazione fosse quell’anello, che vedeva lei e non gli altri, perché, dovendo procurare la salute di tante anime fra i marosi di questo mondo, confidasse sempre nell’aiuto della grazia divina, né temesse di restare in qualche modo travolta, mentre portava gli altri a salvamento.
Questa, secondo il parere e la dottrina dei santi Dottori, è una delle principali cause per la quale Dio Onnipotente rivela ad alcuni mortali che gli saranno graditi, e rimarranno nella sua grazia, poiché vuol mandarli a combattere per l’onore del suo Nome e la salvezza delle anime contro questo mondo perverso. Così avvenne nel giorno di Pentecoste agli Apostoli, che riceverono i segni della grazia ricevuta; così a san Paolo, al quale fu detto: «Basta a te la mia grazia»; e così sono stati dati altri segni della grazia abituale.
Anche la nostra vergine, che contro il modo di vita delle donne doveva mostrarsi in pubblico per l’onore di Dio e per la salute delle anime, (come con l’aiuto di Dio diremo in seguito), ricevè con un segno la conferma della grazia, affinché con più audacia e più resistenza mandasse ad effetto le cose che le erano comandate dal cielo.

117. – Ma in lei c’era questo di particolare: mentre i segni degli altri erano passeggeri, e si vedevano ora sì e ora no, in lei invece il segno era stabile, e sempre se lo vedeva. Io penso che questo lo volesse il Signore, perché la fragilità del sesso, la meraviglia per la novità e lo stato di rilassatezza dei tempi nostri, tutto pareva dovesse ostacolare la missione che il cielo aveva affidata a Caterina; perciò le era necessaria una assistenza speciale e continua.

Finisce la prima parte della vita di Caterina, che è stata di silenzio e di clausura. Ora passeremo alla seconda parte, nella quale descriveremo quello che lei fece tra gli uomini ad onore di Dio e per la salvezza delle anime, presente sempre in tutte le sue azioni il Signor Nostro Gesù Cristo, che col Padre e con lo Spirito santo vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.