Quesito

Caro Padre Angelo,
Le scrivo in seguito a una riflessione sorta in merito alla narrazione biblica della creazione e della caduta dell’uomo, e alla sua possibile conciliazione con le attuali scoperte scientifiche in ambito cosmologico.
In particolare, la scienza ci informa che il nostro Sole è destinato a esaurire il proprio ciclo vitale tra circa cinque miliardi di anni, un processo che culminerà con la distruzione della Terra e di altri pianeti del sistema solare, che verranno da esso inglobati ed annientati.
Se ho ben compreso quanto riportato nel libro della Genesi e quanto insegnato dalla dottrina cattolica, Adamo ed Eva, nella loro condizione originale, non erano soggetti alla morte. Questa non era prevista nel piano primigenio di Dio per l’umanità, poiché essi godevano dell’accesso all’albero della vita, fonte di immortalità e incorruttibilità. La morte fece la sua irruzione nell’esperienza umana unicamente in seguito al loro atto di disobbedienza a Dio, consumando il frutto proibito.
Sulla base di queste premesse, desidererei porle il seguente quesito: antecedentemente alla disobbedienza di Adamo ed Eva, Dio aveva già stabilito che il Sole avrebbe, in futuro, distrutto la Terra?
Qualora la risposta fosse affermativa, si presentano alcune perplessità: per quale ragione Dio avrebbe imposto tale “data di scadenza” al nostro pianeta fin dal momento della creazione, plasmando le leggi della fisica in modo da generare stelle intrinsecamente “mortali”? E quale sarebbe stato il destino dei nostri progenitori e della nostra specie, nel caso non fosse stata corrotta dal peccato, nel momento in cui la Terra fosse stata polverizzata e annientata dalla sua stella madre?
Se, al contrario, la morte del Sole non era originariamente contemplata nel piano divino, ma rappresenta una conseguenza del peccato dei nostri progenitori, non riesco a comprendere come un atto di disobbedienza nei confronti di Dio possa aver determinato una così radicale alterazione delle leggi fisiche, trasformando una stella originariamente “immortale” in una “mortale”.
La ringrazio vivamente in anticipo per la risposta
Saluti


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. tutte le creature materiali sono destinate a deteriorarsi e a consumarsi.
Anche il sole e le altre stelle non sono energia perenne. Fa parte della loro natura esaurirsi.

2. Gli animali e le piante che Dio ha creato si sarebbero deteriorati e sarebbero morti anche qualora i nostri progenitori non avessero disobbedito a Dio.
Anche l’uomo secondo le leggi della natura sarebbe morto se non fosse stato preservato per un dono particolare di Dio.

3. Adamo ed Eva godevano dell’immortalità e dell’immunità dalla sofferenza e dal dolore perché potevano nutrirsi dell’albero della vita, che comunicava e manteneva la vita. Era simbolo della presenza di Dio che è la vita ed è la sorgente di ogni vita.
Quando l’uomo ha voluto sostituirsi a Dio mangiando dell’albero della conoscenza del bene del male, si è auto escluso dalla comunione con l’albero della vita e insieme con la grazia ha perso anche i doni preternaturali dell’immortalità e dell’immunità dalla sofferenza.

4. Anche qualora l’uomo non avesse perduto l’innocenza originale, non sarebbe rimasto continuamente su questa terra perché non è stato creato per rimanere eternamente in questo mondo.
Dio l’ha messo nella vita presente perché a contatto con le creature approfondisse sempre di più la propria comunione con il Creatore e lo amasse e desiderasse con tutte le sue forze.
Ad un certo momento sarebbe stato trasferito nella vita eterna.
San Vincenzo Ferrer dice che avrebbe mandato San Michele a prelevare gli uomini pronti per la vita eterna per trasferirli dal Paradiso terrestre a quello celeste.

5. Per cui non c’è nulla di strano che Dio abbia fissato l’esistenza di questo mondo un tot di miliardi di anni.
Solo Dio per sua stessa natura è eterno.

6. Con questa risposta viene meno anche la seconda domanda.
Sebbene sia sempre opportuno ricordare che i peccati hanno anche effetti cosmici.

Ti benedico, ti auguro ogni bene e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo