Quesito
Buon giorno padre Bellon,
Stavo riflettendo cosa fa di noi la nostra individualità per la quale uno differisce dal suo prossimo.
Non sono forse gli accidenti tanto immateriali quanto materiali? La nostra essenza umana comune a tutti gli uomini è uguale per tutti ma ognuno ha la sua individualità.
C’è chi è alto e chi è basso, chi bruno, chi biondo, chi con maggiore o minore intelletto, creatività ecc. ecc. potrei continuare all’infinito sugli accidenti che costituiscono l’essere umano.
Altra domanda la Grazia che riceviamo è anch’essa per noi un accidente o entra nella nostra essenza?
Ed infine la nostra volontà viziata che ereditiamo da chi ci ha generato e corrompe la natura buona nella quale siamo stati creati, non è anch’essa un accidente che riceviamo? Se fosse parte della nostra essenza anche la natura creata sarebbe per essenza corrotta ma il Signore fa tutte le cose buone.
Grazie.
Pier Paolo
Risposta del sacerdote
Caro Pier Paolo,
1. è necessario anzitutto precisare il significato dei termini o delle parole.
Sì dice accidente ciò che non è essenziale e pertanto può esserci e non esserci.
2. Per la persona umana è essenziale essere costituita di anima e di corpo.
Se manca il corpo, non si parla più di persona umana, ma di anima. Ed è per questo che parliamo delle anime dei nostri defunti.
Solo di Gesù Cristo e della Madonna abbiamo la certezza che siano in cielo anche con il loro corpo.
3. Pertanto non è accidentale per l’uomo essere dotato di materia, di un corpo. Ma è essenziale.
È accidentale invece che il corpo che si possiede sia quello di un bambino, di un giovane, di un adulto o di un anziano.
Sono ugualmente accidentali tutte le note di cui mi hai parlato.
4. La volontà, in quanto facoltà dell’anima razionale, non è un accidente ma è una componente essenziale della nostra anima.
Le due facoltà dell’anima, l’intelletto e la volontà, sono ineliminabili dall’anima stessa. È per la loro presenza che la nostra anima conosce e ama. Se non ci fossero, non si tratterebbe più di anima umana.
Possono essere impedite nel loro dinamismo, ma non possono essere distrutte.
5. Pertanto è accidentale per la volontà dell’anima umana che sia inclinata al male. Ma non è accidentale che la nostra anima sia dotata di volontà libera. Fa parte della sua essenza.
I nostri progenitori, Adamo ed Eva, nello stato di innocenza originale avevano la volontà sempre e solo orientata al bene.
Era accidentale, sotto il profilo ontologico, avere la volontà orientata solo al bene oppure anche inclinata al male. Ma non era accidentale possedere la volontà.
Similmente si può avere un’intelligenza più o meno sviluppata. In questo senso il maggiore o minore sviluppo dell’intelligenza è accidentale per la persona, ma è essenziale avere l’intelligenza.
6. La grazia santificante non è una componente essenziale della persona umana.
Si è essere persona umana anche senza la grazia.
Per questo, sotto il profilo ontologico, tutte le persone umane sono di pari dignità. Nessuno è più persona di un altro.
È accidentale invece essere partecipi della natura divina. Questo è un dono di Dio e proprio perché viene donato gratuitamente e non è richiesto dall’essenza della persona si parla di grazia e cioè di dono.
7. Giustamente San Tommaso definisce la grazia come un accidente.
Precisa che la grazia conferisce alla persona una dignità superiore, perché la rende partecipe della natura divina.
Ma sotto il profilo ontologico è ha una minore sussistenza dell’anima perché l’anima fa parte dell’essenza o della sostanza di una persona, mentre la grazia ci può essere e non ci può essere. E proprio per questo non fa parte dell’essenza della persona umana. È accidentale.
Ecco le sue testuali parole: “La grazia, essendo superiore alla natura umana, è impossibile che sia una sostanza, o una forma sostanziale: ma è una forma accidentale dell’anima. Infatti ciò che si trova in Dio in maniera sostanziale, viene ad essere in maniera accidentale nell’anima che partecipa la bontà divina: come è chiaro nel caso della scienza.
Per il fatto quindi che l’anima partecipa imperfettamente la bontà divina, quella partecipazione che corrisponde alla grazia ha nell’anima una sussistenza meno perfetta che la sussistenza dell’anima in se stessa. Tuttavia è superiore alla natura dell’anima, essendo un’emanazione e una partecipazione della bontà divina: ma non quanto al modo di esistere” (Somma teologica, I, 110, 2, ad 2).
8. La grazia santificante penetra nell’essenza dell’anima, ma non è un costitutivo essenziale dell’anima.
9. Come avrai notato, ho sempre sottolineato che la distinzione tra essenziale e accidentale è di carattere ontologico.
Possedere la grazia invece non è accidentale sotto il profilo morale. Perché ne va di mezzo della nostra salvezza eterna.
Augurandoti ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
