Quesito
Buongiorno padre,
anzitutto la ringrazio per il suo servizio: il sito web con le risposte ai diversi quesiti sulla fede mi è di grande aiuto, è davvero prezioso. Grazie!
Mi chiamo Juan, ho 28 anni e da poco meno di due anni ho avuto la grazia di incontrare il Signore, un evento che ha stravolto la mia vita. Gliene sono profondamente grato!
Dall’estate scorsa ho iniziato a partecipare alla Messa ogni giorno e a recitare il Rosario: sento che questo mi aiuta molto.
Desidero vivere per il Signore e rimanere nella sua grazia. Attualmente mi accosto al sacramento della Riconciliazione circa una volta al mese. Mi chiedevo se potesse essere utile aumentare la frequenza; so che i sacerdoti sono spesso molto impegnati e non vorrei risultare esagerato.
Di solito mi preparo alla confessione scrivendo al computer: ringrazio il Signore per i doni ricevuti e poi faccio l’esame di coscienza seguendo alcune domande (ad esempio come nella guida dell’Opus Dei sull’esame di coscienza).
Mi domandavo anche se sia preferibile confessarmi sempre dallo stesso sacerdote, che mi conosce e mi segue spiritualmente, oppure se non sia un aspetto fondamentale.
Se ha inoltre qualche consiglio per prepararmi al meglio a questo sacramento, lo accoglierò con gratitudine.
Un ricordo nella preghiera,
Juan
Risposta del sacerdote
Caro Juan,
1. sono contento di sapere del cambio di vita che hai subìto da due anni a questa parte dopo aver incontrato il Signore.
È una delle grazie più belle che il Cielo elargisce perché rinnova dal più profondo la vita delle persone ed è di grande conforto per la Chiesa.
2. Sono ancora più contento per il fatto che dall’estate scorsa hai iniziato a partecipare alla Santa Messa ogni giorno.
È la grazia più grande che il Signore desidera accordarci e che Egli stesso ci ha insegnato a domandare in quella petizione del Padre nostro che letteralmente andrebbe tradotta così: “Dacci oggi il nostro pane sopra sostanziale”.
3. Sono contento anche per la recita quotidiana del Santo Rosario. Ti rispondo oggi 11 febbraio, anniversario dell’apparizione della Madonna a Lourdes.
Bernadette fu colpita dalla bellezza di quel Rosario: la catena era d’oro e i grani bianchi. Disse che non aveva mai visto una cosa bella come quella.
A Lourdes la Madonna non ha gingilli vari. Tiene in mano la corona del Rosario. È questa la cosa più cara che desidera mostrarci, perché il Rosario riprende in preghiera tutta la vita di Gesù e ci mette in comunione con lui.
Aveva ragione quel grande domenicano francese di cui è in corso il processo di beatificazione a dire che il Rosario era la sua comunione serale (perché a quei tempi non era possibile la messa vespertina).
4. Adesso avverti, come esigenza del tuo progresso spirituale, qualcosa di nuovo anche per ciò che riguarda il sacramento della confessione.
Per me fai bene ad accrescerne la frequenza e ti consiglio di giungere al meglio, che è la confessione settimanale.
La Chiesa ancora oggi prescrive per i consacrati la confessione frequente. E per confessione frequente quella fatta almeno due volte al mese.
In passato per confessione frequente s’intendeva settimanale.
In un documento della Congregazione per la dottrina della fede intitolato Normae pastorales (16.6.1972) si legge: “Per quanto riguarda la pratica della confessione frequente o di devozione, i sacerdoti non si permettano di dissuaderne i fedeli. Al contrario, facciano rilevare i frutti abbondanti che essa apporta alla vita cristiana e si dimostrino sempre pronti ad ascoltarla, ogni qualvolta i fedeli ragionevolmente ne fanno richiesta. Bisogna assolutamente evitare che la confessione individuale sia riservata ai soli peccati gravi; ciò, infatti, priverebbe i fedeli dell’ottimo frutto della confessione e nuocerebbe al buon nome di coloro che si accostano singolarmente al Sacramento” (n. XII).
Anche il Catechismo della Chiesa cattolica la raccomanda: “Sebbene non sia strettamente necessaria, la confessione delle colpe quotidiane (peccati veniali) è tuttavia vivamente raccomandata dalla Chiesa.
In effetti, la confessione regolare dei peccati veniali ci aiuta a formare la nostra coscienza, a lottare contro le cattive inclinazioni, a lasciarci guarire da Cristo, a progredire nella vita dello Spirito. Ricevendo più frequentemente, attraverso questo sacramento, il dono della misericordia del Padre, siamo spinti ad essere misericordiosi come lui (cf. Lc 6,36)” (CCC 1458).
5. Evidentemente la confessione deve essere breve perché con difficoltà troveresti i sacerdoti disposti ad ascoltare le confessioni lunghe e frequenti.
Mi dici che nell’esame di coscienza sul computer ringrazi il Signore per i doni ricevuti.
Questa è ottima cosa ma di per sé non è da riferire in confessione perché oggetto della confessione sono i peccati.
Lo puoi fare nella direzione spirituale.
6. Certamente è preferibile confessarsi sempre dal medesimo sacerdote a motivo della maggiore conoscenza dello stato della nostra anima. Va ricordato che il sacerdote nella confessione, oltre ad essere giudice che sa valutare la condizione del penitente, è anche medico, maestro e padre delle nostre anime.
Proprio perché medico e padre è più utile andare sempre dal medesimo confessore. È più facile che con lui si instauri anche un rapporto di direzione spirituale.
Ciò non toglie che talvolta sia utile confessarsi anche da un altro sacerdote soprattutto in occasione di pellegrinaggi.
7. Per prepararti al meglio a celebrare questo sacramento ti consiglio di domandare alla Madonna con un’Ave Maria di ottenerti la grazia di un pentimento così vero dei tuoi peccati da non volerli mai più per il futuro.
E, finita la confessione, ti consiglio di fare altrettanto perché la Madonna ti ottenga la grazia di essere fedele al proposito che hai fatto: di vivere per il Signore, a totale disposizione sua.
Si tratta di una pratica ben piccola, ma capace di dare un tocco particolare a tutta la vita cristiana perché vissuta insieme con Colei che Cristo ci ha dato come Madre.
Con questo augurio ti benedico e ti ricordo volentieri nella preghiera.
Padre Angelo