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Quesito

Caro Padre Angelo,
dopo tanti anni di amore vissuto a distanza (io italiano lei tedesca) a dicembre scorso anno siamo riusciti finalmente a comprare la casa per poter vivere insieme anni di progetti su come mettere i mobili, i fiori e soprattutto lo spazio per gli animali che lei amava tanto.
Tutto pronto con le piccole cose comprate ai mercatini dell’usato in tutti questi anni e la voglia di goderci serenamente la vita stando insieme.
Non avevamo grosse pretese, solo camminare insieme, fare associazione no profit a nome di mia sorella morta recentemente di leucemia con lei che si era candidata a seguire tutte le pratiche amministrative e intanto lei si dedicava al ricamo per abbellire la casa con i suoi lavoretti.
Ci siamo incontrati quando lei aveva 44 anni e il sogno di aver un figlio insieme, soprattutto per il lavoro in stati diversi, abbiamo dovuto accantonarlo.
Tutto pronto per il matrimonio civile e quello religioso, stabilite le date e poi dopo nemmeno 20 giorni di residenza nella nuova casa la scoperta di un tumore incurabile.
Ovviamente mi son dedicato tutto a lei, stando in ospedale ogni giorno, e soprattutto nelle cure domiciliari fatti di tanta sofferenza a e non autosufficienza.
Mia moglie è deceduta dopo che la sera prima mi ha detto non ce la faccio più.
Ho perso di tumore i genitori, la sorella e la moglie.
A volte credo che il Signore voglia insegnarmi a non goder delle cose materiali, ma penso che sia un discorso troppo egoistico.
Rimane la rabbia di non aver potuto realizzare i nostri sogni nella nostra casa, ma se il Signore l’ha voluta richiamare devo accettare la sua volontà.
Ora prego tutti i giorni affinché possa godere della luce eterna e possa rimanere in purgatorio il meno possibile per accedere al banchetto del Signore.
Mi aspetta una dura prova, perchè senza di lei la nostra vita fatta di tanti sacrifici e sofferenze insieme pare non aver più un senso.
Come devo comportarmi?

 


 

Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. ti porgo anzitutto le mie condoglianze per una morte che ti ha privato di una porzione notevole della tua vita.

2. Probabilmente la malattia sarebbe insorta in tua moglie anche nel caso che non foste giunto al matrimonio.
Se è così, come io credo, c’è da ringraziare ugualmente il Signore perché le ha dato la soddisfazione umana di giungere ad un traguardo che tanto desiderava.
E anche per te, sotto questo aspetto, è una grazia perché in eterno lei sarà contenta di essere stata la tua sposa.

3. Adesso è stata chiamata ad altre nozze, quelle di cui le nozze umane sono un segno e un richiamo permanente, le nozze con nostro Signore.

4. Da quando vi siete sposati siete diventati una cosa sola e tutto ciò che era tuo era suo e ciò che era suo era anche tuo.
Adesso avviene la stessa cosa con Nostro Signore. Tutto quello che è di Gesù diventa suo.
E lei ne può rendere partecipe te, che sei stato il suo sposo terreno.

5. Mi chiedi come puoi comportarti, che cosa puoi fare.
Continua a pregare molto per lei.
E non solo per i giusti motivi legati al suffragio e alla purificazione.
Ma anche e soprattutto per ravvivare la tua comunione con lei in Cristo.
Quando preghi, lei ti è davanti ed entra di nuovo nella tua vita.
Adesso questa comunione è intesa perfetta, senza le ombre e senza le inevitabili incomprensioni legate alla vita presente.
Fatti donare da lei che adesso attinge direttamente al cuore di Cristo tutto ciò di cui hai bisogno.
E in primis una più profonda conoscenza di Gesù.

6. Vista così, la morte di tua moglie non è una disgrazia irreparabile.
Il vostro affetto perdura e progredisce percorrendo un sentiero nuovo.
Con la tua preghiera e con i tuoi suffragi procuri a lei una gloria sempre più grande in Paradiso.
Molti nostri visitatori direbbero: procuri a lei una gloria accidentale sempre più grande perché quella essenziale non può più aver crescita.
Sì, è vero, ma anche la gloria accidentale è un gran bene.
E lei ti ottiene incessantemente un sempre più ampio possesso del Signore, come pegno e anticipo dell’eterno possesso di Dio.

Ti auguro di progredire sempre così, ti benedico e ti ricordo al Signore.
Padre Angelo