Quesito

Caro Padre Angelo,
siamo una coppia di fidanzati di 20 anni, entrambi da sempre praticanti.
Pur vedendo che molto spesso le nostre scelte comportano sacrifici, abbiamo deciso di vivere il nostro rapporto secondo quanto ci insegna il Vangelo e la Chiesa. Per questo non abbiamo alcun tipo di rapporto sessuale, proprio perché conosciamo la tristezza e la falsità che comporterebbero in questo momento.
Ora, capendo che è bello e necessario conoscersi sempre di più, pur escludendo, come detto, qualunque tipo di atto sessuale, vorremmo chiederLe se ai fidanzati sia lecito “conoscersi” anche nelle parti più intime dei loro corpi. Se sia, cioè, permesso a due fidanzati guardarsi o carezzarsi senza veli.
Rivolgiamo a Lei questa domanda perché confidiamo nella sua risposta, e perché grazie a Lei vogliamo seguire e mettere in pratica la Verità!
La ringraziamo molto e apprezziamo moltissimo il Suo operato! Confidiamo nella Sua preghiera perché il nostro impegno possa essere da noi sempre mantenuto, e La ricordiamo!
Saluti di cuore!
M. e I.


Risposta del sacerdote

Carissimi,
1. vi esprimo anzitutto la mia compiacenza per la vostra volontà di seguire il Signore, punto di partenza e di arrivo anche della vostra vita affettiva.
San Paolo dice che “tutto è stato creato per mezzo di Lui e in vista di Lui” (Col 1,16).
Il Signore steso nell’Apocalisse dice: “Io sono l’alfa e l’omega, il principio e la fine” (Ap 21,6).
Se non si ha davanti ai propri occhi questo criterio generale di condotta, non si capisce quale sia il significato ultimo della sessualità e della vita affettiva.
Questo è il motivo per cui tanti la dissipano in un’esperienza esclusivamente genitale, che può appagare lì per lì, ma lascia frustati interiormente causando continue separazioni.

2. Fate bene a ritenere essenzialmente falsificate le esperienze genitali pre matrimoniali. Lo sono, indipendentemente dalle intenzioni dei soggetti.
Primo, perché non i fidanzati sono ancora l’uno dell’altro.
Secondo, perché la contraccezione che in genere accompagna tali atti dice ancor più chiaramente che non ci si vuol donare in totalità.
Il gesto allora viene svilito, frustrato dei suoi significati essenziali.
Aveva ragione Giovanni Paolo II a definirlo una menzogna.
E nella menzogna non si costruisce niente.

3. Venendo al vostro quesito devo ricordare una cosa: che determinate manifestazioni affettive e anche certi desideri di conoscenza possono coinvolgere la genitalità in maniera disordinata, indipendentemente dalla volontà del soggetto.
E questo, senza che uno se ne accorga, può far degenerare il rapporto.

4. D’altra parte due giovani conoscono bene che cosa li differenzi anche sessualmente.
Certo non vi è ancora la conoscenza o possesso esplicito della persona con la quale si vuole condividere la propria vita.
Ma è bene che tutto rimanga esclusivo del matrimonio, anche la conoscenza della propria intimità.
La verginità e il pudore prematrimoniale vogliono dire proprio questo: “Mi mostro e mi consegno senza veli solo a chi è diventato una cosa sola con me”.
E questo avviene solo dopo aver detto quel sì che ti cambia nel profondo, perché attua un esproprio di te stesso per farti appartenere davanti a Dio ed eternamente a un’altra persona, che ha fatto con te la stessa cosa.

5. Penso che mi abbiate capito e che quanto vi ho detto sia uno stimolo ulteriore a camminare volentieri nella strada che avete intrapreso, quella strada che vi aiuta ad amarvi come vi ama Gesù Cristo, in maniera pura e santa.
Questa maniera di amarvi vi dà la massima gioia.
Gesù, proponendoci la Verità, non ci vuole togliere nulla.
Sembra ripetere anche a voi, per mezzo mio, quello che ha proferito nell’ultima cena: “Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena” (Gv 15,11).

Vi ringrazio per la vostra testimonianza: per quella che date ai vostri amici e anche per quella che date indirettamente a tutti quelli che attraverso il nostro sito saranno attratti dalla vostra domanda.
Vi ringrazio di cuore per il vostro ricordo nella preghiera, che è anche il mio, soprattutto nella celebrazione della Messa di quest’oggi.
Vi saluto e vi benedico.
Padre Angelo