Quesito

Carissimo Padre Angelo,
mi permetto di disturbarla di nuovo chiedendole un breve commento su Mc 4,10-12: “Quando poi fu solo, i suoi insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli disse loro: “A voi è stato confidato il mistero del regno di Dio; a quelli di fuori invece tutto viene esposto in parabole, perché (cfr Is, 9-10+) guardino, ma non vedano, ascoltino, ma non intendano, perché non si convertano e venga loro perdonato“.
Non capisco molto come vada intesa l’ultima parte, e come mai sembra che Gesù voglia precludere la conversione a “quelli di fuori”.
La ringrazio anticipatamente, la ricordo nella preghiera.
Michele


Risposta del sacerdote

Caro Michele:
leggo in un commentario biblico:
“Da queste parole sembra che Gesù abbia parlato con parabole per non essere capito e perché la gente non si convertisse. Ma ciò non può essere.
Nella sua predicazione Gesù mirava ad essere inteso dai suoi uditori, e se dovette in un dato momento ricorrere alla parabole fu per le speciali condizioni dei suoi stessi uditori.
Se Gesù avesse detto apertamente e senza alcuna oscurità che il regno messianico era spirituale e consisteva principalmente nella pratica della virtù, i suoi uditori, accecati com’erano dall’idea di un regno messianico politico e terreno, lo avrebbero ben presto abbandonato, anzi si sarebbero ribellati alle sue parole.
Perciò Egli ricorse alle parabole, nelle quali gli animi ben disposti trovavano svelati i misteri del regno di Dio, che agli altri invece rimanevano nascosti.
Se dunque molti non compresero le parabole e non si convertirono, non fu a causa degli insegnamenti di Gesù, ma al loro eccessivo attaccamento alle cose del mondo e ai loro pregiudizi.
Pertanto le parole conclusive di Gesù non significano un’intenzione causale da parte sua, ma intendono dire semplicemente che la mancata conversione era da addebitare al loro accecamento e alla loro ostinazione che impediva di comprendere le parabole”.

2. In termini molto brevi Sant’Agotino dice che “meritarono di non intendere a motivo dei loro peccati” (Le questioni evangeliche, 17).
I loro peccati causarono l’indurimento del cuore. E questo fu la causa che impedì di comprendere e di convertirsi.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo