Quesito

Caro Padre Angelo,
vorrei sapere se negare l’elemosina è peccato grave. Se si può prendere la SS. Eucarestia. Grazie.
Sia lodato Gesù Cristo


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. l’elemosina è un atto di carità per cui si dà qualcosa per amor di Dio a chi è in necessità.
Non è un di più, ma un dovere, un precetto, che emerge già nell’Antico Testamento: “Poiché i bisognosi non mancheranno mai nel paese, perciò io ti comando e ti dico: apri generosamente la mano al tuo fratello povero e bisognoso” (Dt 15,11), e “dei tuoi beni fa elemosina. Non distogliere mai lo sguardo dal povero, così non si leverà da te lo sguardo di Dio” (Tb 4,7).
In maniera ancora più netta è chiesta dal Signore: “Date in elemosina quel che c’è dentro, ed ecco tutto per voi sarà mondo” (Lc 11,41) e da S. Giovanni: “Ma se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il suo fratello in necessità gli chiude il proprio cuore, come dimora in lui l’amore di Dio? Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella verità” (1 Gv 3,17-18).
Come ogni atto di carità è meritorio e coopera all’espiazione dei peccati: “come l’acqua spegne il fuoco, così l’elemosina espia i peccati” (Sir 3,29).

2. L’obbligo e la consistenza dell’elemosina si desumono dal rapporto tra le proprie possibilità e le necessità altrui.
Certamente se un povero versa in necessità estrema c’è il dovere grave di soccorrerlo con i beni che non ci sono assolutamente necessari. Il dovere è grave e se uno omette di compierlo non può fare la santa Comunione.
Ma se si tratta dei normali mendicanti che chiedono al semaforo o per strada ci si può limitare a dare qualcosa. E se si è già dato a uno, si può dire a un altro che non si ha più niente (sottinteso da dare).
In questi casi non dare l’elemosina non è neanche un peccato veniale.

Ti saluto, ti seguo con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo