Quesito

Carisssimo,
volevo sapere se il peccato di atti impuri è da ritenersi correlato con il concetto di raggiungimento del piacere fisico fine a sé stesso. Quindi se io mi fidanzo con una persona con la quale ho un progetto di vita e credo che l’avere contatto con essa sia una dimostrazione della volontà di perseguire tale obiettivo, avendo con il mio futuro marito dei rapporti che non sono completi, ma che in un certo senso sono una manifestazione di una simbiosi profonda che mi mette in contatto anche con la sua anima spirituale si può parlare di peccato grave?
Capisco che la Santa Chiesa voglia preservare dall’attuale concezione di libertinismo, ma qui siamo di fronte ad un caso concreto, dove due persone vogliono manifestare il loro amore anche nella forma di un contatto che lo rende ancora più partecipe dell’altro.
Mi aiuti a capire e discernere bene la cosa. Con questo non voglio dirle che non condivido la castità, anche se nonostante tutto ho saputo vivere in essa per diversi anni con aiuto della Grazia. Ma credo che nel nostro aspetto naturale ci siano comprese delle cose che non per forza debbano essere represse e inquadrate come atteggiamenti edonistici.
La ringrazio dell’attenzione
Dio la benedica.
Sia lodato Gesù Cristo!


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. non è necessario ricorrere a particolari intimità fisiche, anche se non si raggiunge il rapporto sessuale completo, per esprimere la simbiosi con il futuro marito. Se non sono pure, certe manifestazioni esprimono la simbiosi a livello fisico, ma con il pericolo di pregiudicare altre simbiosi ben più importanti, tra queste la simbiosi con Dio.
Per un cristiano non si tratta semplicemente di osservare un codice morale, ma di intraprendere un cammino di santità.
Ed è proprio questo cammino di santità che ci dà la forza di amare come ama il Signore.
La parole di Gesù: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati” (Gv 15,12) valgono anche per l’ambito della vita affettiva. Il Signore ci chiede di amarci in maniera pura e santa.
Giovanni Paolo II ha ricordato che il male (anche se soggettivamente si pensa che sia un bene) “non contribuisce alla crescita morale della persona che lo compie: esso non la perfeziona e non giova a disporla al bene supremo” (Veritatis splendor 63).
Già sant’Agostino diceva: “Quanto agli atti che sono per se stessi dei peccati (come gli atti impuri) chi oserebbe affermare che, compiendoli per buoni motivi, non sarebbero più peccati o, conclusione ancora più assurda, che sarebbero peccati giustificati?” (Contra mendacium, VII,18).
Un documento del Magistero della Chiesa dice: “Nella stessa misura in cui nell’uomo si indebolisce la castità, il suo amore diventa progressivamente egoistico, cioè soddisfazione di un desiderio di piacere e non più dono di sé” (PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA FAMIGLIA, Sessualità umana: verità e significato, 16).

2. Pertanto ti esorto ad avere un’illimitata fiducia in Dio e nella sua legge: Dio è il vero amico dell’amore dell’uomo.
Satana ha introdotto il sospetto che Dio sia rivale dell’uomo e del suo amore.
Dio, che ha messo in noi la vocazione all’amore, ci tiene come nessun altro che il nostro amore vicendevole diventi sempre più grande e più bello.
La sua legge mira esclusivamente a tutelare la purezza dell’amore, che è la condizione indispensabile perché esso possa mantenersi e svilupparsi.
I suoi divieti sono un atto di squisito amore per noi perché intendono denunciare quelle contraffazioni o seduzioni che dell’amore portano solo il nome e finiscono sempre col danneggiarlo.
Quando si capisce questo, la legge di Dio non è più sentita come un peso o come una restrizione della propria libertà, ma come un dono meraviglioso del suo amore, come una grazia, che indica la via della libertà e della felicità.
Anche la confessione sacramentale, che ci libera dagli egoismi contratti con il peccato, è un grande dono per noi.

3. Ti auguro dunque di crescere sempre di più nella strada dell’amore seguendo le vie di Dio.
Anch’io, come l’antico profeta Isaia, ti dico: “Vieni, camminiamo nella luce del Signore” (Is 2,5).
Ti ringrazio per la fiducia, ti prometto un ricordo nella preghiera e ti benedico.
Padre Angelo