Quesito

Separato da un anno, senza figli, sto faticosamente cercando di ricostruire il mio matrimonio, ma mia moglie vorrebbe riunirsi portando con sé suo padre (persona autosufficiente) con il quale è andata a vivere. Per me accettare la presenza di mio suocero a casa nostra è pesante. Dirle: o me o tuo padre?
Ti prego qualsiasi pensiero è gradito, sono nella tempesta.
Grazie.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
capisco la tua difficoltà perché tu, quando ti sei sposato, hai scelto di vivere con tua moglie e non con suo padre.
Adesso si presenta questa eventualità, che si sarebbe potuta presentare anche se tu non ti fossi separato dalla moglie. Da quanto intuisco, il suocero è rimasto vedovo e tua moglie non lo vuole lasciare solo.
Come primo pensiero, affiora l’eventualità di prendere un appartamento abbastanza ampio, dove lui goda della sua parziale autonomia e voi della vostra.
Oppure puoi dire: facciamo tutto insieme. E forse questa è la cosa che piace di più alla moglie.
E allora, se la cosa è fattibile (perché i caratteri devono essere almeno non incompatibili), io ti direi di accettarlo in casa. Tua moglie vedrà che per amore di lei hai fatto un grande sacrificio. E lei sarà incitata ad amarti e a rispettarti ancora di più.
Io aggiungerei una motivazione ancora più grande (sempre se i caratteri non sono incompatibili): fallo per amore del Signore, fallo anche in espiazione dei tuoi peccati. Ti accorgerai non solo che la benevolenza del Signore nei tuoi confronti sarà molto grande, ma che proprio la presenza di tuo suocero potrà neutralizzare tante discussioni che potrebbero esacerbare gli animi.

Ti assicuro la mia preghiera e la mia benedizione.
Padre Angelo

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