Quesito

Caro Padre Angelo,
Rispondendo ad una donna che aveva abortito volontariamente, Lei riporta una affermazione molto esplicita dell’Enciclica Evangelium Vitae: "…chiedere perdono anche al vostro bambino, che ora vive nel Signore".
Le chiederei di confermarmi, spiegandomi il fondamento di questa certezza.
So che il Catechismo dice
1261. Quanto ai bambini morti senza Battesimo, la Chiesa non può che affidarli alla misericordia di Dio, come appunto fa nel rito dei funerali per loro. Infatti, la grande misericordia di Dio, "il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati" (7 Tm 2,4), e la tenerezza di Gesù verso i bambini, che gli ha fatto dire: "Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite" (Mc 10,14), ci consentono di sperare che vi sia una via di salvezza per i bambini morti senza Battesimo.
E ancora: 1283. Quanto ai bambini morti senza Battesimo, la liturgia della Chiesa ci invita a confidare nella misericordia di Dio, e a pregare per la loro salvezza.
“Sperare”, “confidare”, “pregare” sono cose diverse dall’affermazione perentoria dell’Enciclica.
Dice anzi il Catechismo di S .Pio X: "(100) I bambini morti senza Battesimo vanno al Limbo, dove non godono Dio, ma nemmeno soffrono; perché, avendo il peccato originale, e quello solo, non meritano il paradiso, ma neppure l’inferno e il purgatorio."
Ma altrove leggo:
La Chiesa afferma (CCC 1258) che il Battesimo di sangue, come pure il desiderio del Battesimo, porta i frutti del Battesimo, anche senza essere sacramento.
Celebrando Messe per i bambini non nati, si può chiedere il Battesimo di desiderio e di Sangue che li tolga dal Limbo e li introduca nella gloria del Paradiso, da dove possano pregare per noi e applicarci i grandi meriti del loro sacrificio della vita.
Anche noi molti anni fa perdemmo un bambino per aborto spontaneo. E indipendentemente dall’involontarietà dell’evento, mi interrogo ora sulla sorte di quella creatura. La ringrazio per gli approfondimenti che mi potrà fornire e per l’apprezzatissimo servizio che offre a noi frequentatori di questa rubrica.
Per quanto puo’ contare, la ricordo nella preghiera. Ma soprattutto la sostenga Maria SS. nel suo prezioso operato.
Armando


Risposta del sacerdote

Caro Armando,
1. Giovanni Paolo II dice che i bambini abortiti vivono in Dio e quest’affermazione induce a pensare che siano in Paradiso.
Come saprai, molti oggi pensano che la morte per aborto possa essere equiparata ad un battesimo di sangue, come quello che è avvenuto per i Santi Innocenti, dei quali la Chiesa celebra la memoria i 28 dicembre.
Gli Innocenti sono morti ignari della venuta di Cristo e pertanto non avevano una fede esplicita in Lui.
E tuttavia sono stati uccisi perché venisse ucciso Lui.
Ora l’aborto volontario è il rifiuto esplicito di un bambino col quale Gesù ha detto di identificarsi.
Abortendo, si rifiuta implicitamente il Signore, che si manifesta attraverso le spoglie di un bambino inerme e innocente.
Per questo anch’io sono grato a Giovanni Paolo II, il quale, dopo aver approvato nel Catechismo della Chiesa Cattolica (1992) quanto si dice sulla salvezza dei bambini morti senza battesimo, per i bambini abortiti è andato più in là.

2. L’insegnamento del Catechismo della Chiesa Cattolica e di Giovanni Paolo II non contraddicono quanto scrive il Catechismo di Pio X.
Infatti il Catechismo di Pio X parte dal presupposto che questi bambini, avendo solo il peccato originale e quello solo, non meritano il Paradiso.
Per andare in Paradiso ci vuole non solo l’assenza del peccato, ma anche la presenza della grazia.
Il Catechismo di Pio X fa capire che, dal momento che sono senza peccati personali, non possono andare all’inferno.
E, se fossero anche privi della grazia, non potrebbero entrare in paradiso.
Ai tempi di Pio X si pensava che questi bambini fossero privi della grazia.
Successivamente la riflessione teologica si è approfondita e si è chiesta: ma Dio non potrebbe concedere dei lumi e delle grazie a questi bambini come fa con i pagani che non sono venuti a conoscenza di Cristo?
Dal momento che Dio non fa preferenze di persone, come per trarre a salvezza i pagani concede lumi e grazie a loro insaputa, perché non potrebbe fare la stessa cosa anche con questi bambini?
Le parole del CCC “ci consentono di sperare che vi sia una via di salvezza per i bambini morti senza Battesimo” (1261) fanno intendere questo.

3. Quando il CCC chiede ai fedeli di pregare per la salvezza di bambini morti senza battesimo, non soggiunge: “Perché li tolga dal Limbo e li introduca in paradiso”.
È certo che il Signore si serve della cooperazione della Chiesa per trarre a salvezza tutti gli uomini, compresi i bambini morti senza Battesimo.
E allora non fa difficoltà pensare che le preghiere e le Messe celebrate per loro possano giovare alla loro maggior gloria in Dio.
Infatti come in previsione del sacrificio di Cristo la Beata Vergine Maria è stata immune per singolare privilegio dal peccato originale, così questi bambini possono salvarsi anche in previsione preghiere dei loro cari e di tutta la Chiesa.
A scanso di equivoci, le Messe celebrate per loro non vengono celebrate in espiazione dei loro peccati personali, perché non ne hanno, ma come supplica a Dio per salvarli e dar loro maggiore santificazione.

Ti ringrazio della possibilità che mi hai offerto di approfondire il pensiero sulla salvezza dei bambini morti senza Battesimo.
E mentre mi affido anche all’intercessione del vostro bambino che vive in Dio, ti assicuro una preghiera e ti benedico.
Padre Angelo